A proposito di maschilismo

di Cecilia D’Elia

copertina espressoNe ha scritto acutamente Roberta Carlini su ingenere. Le polemiche suscitate dalla scelta del settimanale L’Espresso di dedicare la copertina e uno speciale all’interno al ritorno del maschilismo, sono la prova provata di quanto sia radicato il rancore misogino. Ne sa qualcosa la terza carica dello Stato, la Presidente Laura Boldrini, oggetto quotidiano di ingiure sui social. Eppure, noi che abbiamo conosciuto il ventennio berlusconiano, non dovremmo stupirci. A meno di non aver pensato che fosse davvero un fenomeno eccezionale e non un leader che ha saputo parlare alla pancia profonda del paese e ne ha plasmato e rispecchiato gli umori. Dalle veline alle ombrelline, il contorno alla scena pubblica maschile è servito. Continua a leggere

Cuori ribelli – Uomini, donne e potere

di Belle Minton

Cleopatra Elizabeth Taylor piccolaCara Belle,
ho sentito qualcosa alla radio e letto qualche titolo di giornale sulle conversazioni private tra la ex ministra Guidi e il suo ex fidanzato. Da uomo, sono costernato dal vedere che una donna di elevata condizione sociale, che dovrebbe aver superato l’adolescenza, possa legarsi sentimentalmente con un tipo come quello. Secondo te, come è possibile?

Sotero, 56 anni, Roma

Caro Sotero,
confesso che non mi sono dedicata molto alle
telefonate tra Federica Guidi e il suo fidanzato. Sono convinta che le intercettazioni possano essere un valido strumento di indagine e che le sue risultanze (con le dovute cautele sia dal lato investigativo che per quanto riguarda la privacy delle persone coinvolte) rientrino nel diritto di informazione. D’altra parte, credo che le frasi estrapolate da una qualunque telefonata, prese fuori dal contesto, possano rivelarsi fuorvianti e insufficienti per capire che rapporto ci sia tra gli interlocutori e che tipo di persone siano. Di conseguenza, confesso anche che, sul piano umano, non mi sono fatta un’opinione molto precisa né della ex ministra né del signor Gemelli.

Ma ammettiamo pure che lei sia un’irreprensibile signora dell’alta borghesia e lui un pressante arrampicatore di scarso talento. Il fatto è, caro Sotero, che essere di un’elevata condizione sociale e aver superato l’adolescenza non creano una selezione automatica del “tipo” a cui ci si lega sentimentalmente. Continua a leggere

Cuori ribelli – Seduzione senza rischi

di Belle Minton

Scarlett JohanssonCara Belle,
sono incasinata. Ho trent’anni, un lavoro mediamente precario, un compagno e – mi ripetono spesso – molti talenti. Per quanto ne so, un talento ce l’ho di sicuro ed è quello di piacere alla gente. Fin da piccola, ho usato il mio fascino per ottenere tutto quello (e tutti quelli) che volevo. Non bella ma brillante e (apparentemente) molto sicura, ho passato gran parte della mia giovinezza a impollinare fiori qua e là.
Adesso non so se mi va più. Col mio compagno facciamo molte cose insieme, abbiamo molti gusti in comune e le nostre giornate sono scandite da ritualità che in fondo mi piacciono e mi rassicurano. D’altro canto, però, dopo sei anni di relazione la passione non è più quella di una volta e la la mia proverbiale seduttività mi fa combinare gran casini.
Tra le tante liasons e amplessi mi è capitato di innamorarmi di due persone nel tempo: una volta di un uomo, più recentemente di una donna. Né l’uomo né la donna hanno, alla fine, cambiato la loro vita per me. E io ho continuato a vivere la mia solita routine. Forse farei meglio ad accontentarmi e farla finita con questa continua ricerca? D’altro canto, se devo essere sincera, non credo che se decidessi di mettermi tranquilla smetterei davvero di lanciare i miei ami in giro. A volte penso che sia più forte di me.
E poi, ultima domanda fondamentale: come mai in questi anni mi sono innamorata solo di due persone con cui non era possibile costruire una vera relazione? Per quello che erano o solo perché c’era un ostacolo alla mia conquista? Belle, sono davvero così banale?

Ana84

Cara Ana,
davvero non ti va più di “impollinare fiori qua e là”? Se è così, smetti e basta, senza porti troppe domande, e cerca di fare amicizia con un’eventuale nuova te stessa che trae soddisfazione da altre cose. Scoprire quali sono potrebbe essere un’avventura emozionante.

Se invece la tua continua ricerca mira a compensare con il brivido e la gratificazione della conquista una routine rassicurante ma noiosa, puoi fare tre cose: Continua a leggere

Cuori ribelli – A letto con un idiota

Zoolander-2-adi Belle Minton

Cara Belle,
da un po’ di tempo faccio sesso con un ragazzo. Ora il ragazzo in questione è parecchio idiota. E soprattutto lo è nei confronti delle ragazze. È giusto continuare ad andarci a letto anche se penso questo di lui? Cioè quanto è sbagliato fare sesso con qualcuno di cui non sempre approvi il comportamento?
Charlotte

Cara Charlotte,
le vie del piacere sono infinite, quindi ci sta che si possa fare dell’ottimo sesso con un idiota. E, in generale, penso che non ci sia proprio niente di sbagliato nel fare sesso con qualcuno di cui non sempre approvi il comportamento.

Ora, l’idiota in questione si comporta male con le ragazze – e bisognerebbe capire in che senso. Continua a leggere

Cuori ribelli – Trasformare le relazioni

di Belle Minton

file9401340645270.jpgHo 60 anni. Non ho amici o sembra invece che ne abbia molti ma che non si curano neppure di cercarmi e se li cerco io tra una cosa e l’altra loro hanno sempre da fare. Quindi sono sola. I miei figli hanno litigato e non si parlano più; ho fatto tutto quanto in mio potere per poter tenere unita una famiglia allo sfacelo dopo un divorzio ed ora loro non si parlano più e né si curano se io sono ancora al mondo. Silenzio. Le uniche persone che entrano in contatto con me è per usarmi, mi parlano, ma poi quando trovano altro se ne vanno e neppure si girano indietro. Ma che ho?

triste54

Cara triste54,

ho pensato molto alla tua lettera. Ti chiedi “ma che ho?”, e fai bene. Ma attenzione: non voglio dire che la situazione in cui ti trovi sia banalmente colpa tua, e nemmeno che in te ci sia qualcosa che non va. Tutti abbiamo qualcosa che non va, e tutti abbiamo in qualche modo contribuito a creare la situazione in cui ci troviamo, bella o brutta che sia. Il punto è che questa domanda ti mette nella direzione giusta, al contrario di quanto farebbero eventuali recriminazioni sull’opportunismo degli amici, l’egoismo dei figli e l’indifferenza degli altri, che porterebbero soltanto ulteriore frustrazione.

Un luogo comune oramai abusatissimo sostiene che non possiamo cambiare gli altri, ma soltanto noi stessi. Certo, gli altri sono quello che sono, e non possiamo farci niente. Ma cambiare se stessi è quasi altrettanto impossibile; benché nel corso della vita indubbiamente quasi tutti, in qualche modo, cambiamo a seguito anche delle nostre scelte, i cambiamenti profondi non avvengono mai come conseguenza di azioni specifiche.

La buona notizia è che, anche se non possiamo cambiare né gli altri né noi stessi, possiamo trasformare una cosa decisiva: le relazioni tra noi e gli altri, ciascuna relazione tra noi e un’altra persona.

Ma come si fa a trasformare una relazione? Continua a leggere

Cuori ribelli – Consigli per ragazze timide geniali

di Belle Minton

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Cara redazione,
sono una ragazza di 25 anni, lavoro in un settore molto competitivo (la ricerca accademica) e sono giudicata da molti colleghi “piccola” ma al tempo stesso un genio solo per aver bruciato le tappe professionali ed essere già arrivata fino a qui. La grande competenza in campo professionale (che sinceramente faccio fatica a riconoscermi, non riuscendo nemmeno a godermi appieno i complimenti che mi vengono fatti) non corrisponde nella vita di tutti i giorni ad una fiducia piena in me stessa. Soprattutto con i ragazzi non so come comportarmi, sentendomi sempre molto imbranata, come se fossero sempre tutti pronti a giudicarmi e a cogliere qualsiasi cosa sbagliata che io dica. Credo che questo atteggiamento sia da attribuire anche a mia madre, che per anni mi ha ripetuto di essere indipendente, formarmi una mia identità guardandomi bene dalle relazioni, che mi avrebbero precluso tutto. Pur apprezzando l’insegnamento all’insegna dell’indipendenza di mia madre, ogni volta che parlo con un ragazzo non so come comportarmi, soprattutto se mi piace; se invece si avvicina lui per primo, io scappo a gambe levate. La domanda, che so già essere senza risposta è: come posso cambiare tutto questo? Diventare una persona più spigliata, qualcuno che colpisca di più, invece della solita ricercatrice, seppur competente, sempre in ombra (esempio: se ci sono delle feste, l’idea di ballare mi fa piangere a dirotto e cerco di evitare tutte le situazioni di questo tipo)…

Minerva

Cara Minerva,

hai scelto di firmarti con il nome dato dai romani alla dea greca Atena. C’è un bel libro della psicoanalista junghiana Jean S. Bolen, intitolato Le dee dentro la donna, che descrive le principali divinità femminili della mitologia greca come altrettanti archetipi potenzialmente presenti nella psiche di una donna. Nelle pagine dedicate ad Atena, dea della saggezza e dei mestieri, guerriera e grande stratega che nasce già adulta e armata dalla testa di Zeus (la “figlia del padre”), Bolen mette l’accento sulle sue qualità di dea vergine e invulnerabile, ovvero non interessata alle relazioni sessuali e sentimentali e impermeabile alle emozioni: Atena è concentrata sui propri obiettivi, è fredda, razionale e sicura di sé. Come gli altri archetipi individuati da Bolen, può essere molto utile nella vita di una donna a patto che non prevalga troppo sugli altri. Continua a leggere

Cuori ribelli – Fondamentalisti, parti cesarei e ossa rotte

di Belle Minton

callie incintaArriva dalla lontana America la notizia di un gruppo religioso, “Disciples of the New Dawn”, che condanna il comportamento – cosiddetto pigro – delle donne che scelgono/subiscono un parto cesareo al posto di un ben più qualificante sfiancante purificante parto naturale. Ogni occasione è buona per stigmatizzare, in maniera esplicitamente violenta, il comportamento di queste madri cosiddette di serie b e dividere il fronte delle gestanti tra coraggiose paladine del parto naturale e una schiera di femmine pusillanimi e snaturate.
Ho avuto due bambine venute al mondo con un asettico taglio cesareo prescritto da certificato medico e da me accettato come si accetta l’antibiotico dopo i tre giorni di febbre. Mi sono detta, è necessario, si fa. Punto. È stato diverso, ma non ha distorto il senso del mio essere madre in alcun modo, nonostante io abbia avuto ben presente, da subito, che non sarei mai stata ammessa nella cerchia elitaria delle eroiche madri “naturali”. Per quanto mi riguarda ho avuto la fortuna di fregarmene bellamente, posso dirlo con orgoglio. Ma per qualcun’altra non va così. Per esempio la mia più cara amica che c’ha perso la ragione a causa di un cesareo d’urgenza. Perché lei quei dolori li aspettava ed era convinta che attraverso quella sofferenza avrebbe messo le radici il suo essere madre. Chi ci mette in testa una cosa del genere?
Quando ero poco più che ventenne, mi ruppi un piede. Presi una storta mentre scendevo di corsa le scale. La notte fu terribile. Non potevo posare il piede neanche sul materasso. Ricordo che passai ore a piangere. Bene, in quell’occasione, a suo modo ridicola, per la prima volta mi sentii rivolgere, proprio da mia madre un inedito ammonimento:
Cerca di sopportare. Sei una donna. Come pensi di affrontare i dolori da parto?
Mi passò un lampo nella testa, in quanto donna avrei dovuto, nella mia vita, dibattermi con il dolore in modo coraggioso ed eroico. Mi sembrò assurdo e profondamente ingiusto. Pensai, Mica siamo nati per soffrire. Perché mai, poi?
All’indomani mi accompagnarono in ospedale. Uscii con la diagnosi di rottura dello scafoide e un piede ingessato. Il nesso tra una frattura e i dolori da parto, nella sua assurdità, mi restò da allora in poi sempre presente, tornandomi spesso in mente nella mia vita adulta come un paradosso inaccettabile.
Le ferite fanno male, come le ossa rotte, e piangere è giusto, come è giusto scegliere senza condizionamenti. Anche quando il cesareo non è di urgenza, anche quando si ha soltanto una paura matta del dolore. Chi può dirci il contrario?

Giulia, 40 anni, Latina

Cara Giulia,

questi sedicenti Disciples of the New Dawn” sono degli infami, per quello che affermano sul cesareo e anche su diverse altre cose. I loro proclami sono una versione particolarmente violenta della vecchia retorica del fondamentalismo patriarcale, per cui la donna che non partorisce con dolore non è una “vera” madre. È talmente evidente che si tratta di un’argomentazione funzionale alla sottomissione delle donne, totalmente priva di qualunque fondamento etico e/o scientifico, che basta questo per liquidarla.
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