Ti nomino meglio che posso: la lingua d’amore di due donne libere. Sul carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West

di Caterina Venturini

“Se questo libro avrà contribuito a mettere ancora una volta in luce la vitalità di Virginia Woolf e, attraverso il legame con Vita, a mostrare il suo amore per il canto del mondo reale e per tutto ciò che vive e respira, avrà raggiunto il suo obiettivo.” Così si augura Elena Munafò nella bella postfazione al carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West “Scrivi sempre a mezzanotte. Lettere d’amore e desiderio” (Donzelli, 2019) e mi viene da risponderle: certamente.

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Ho scoperto in queste lettere molte cose che non sapevo, altre che non ricordavo, infine alcune che non immaginavo affatto. Intanto il tono, vivace, “sbarazzino” addirittura di Virginia e Vita (reso magistralmente dalla traduzione di Nadia Fusini e Sara De Simone), la delicatezza del loro parlato che diventa scritto senza abbandonare certe luminosità del quotidiano; e poi la spregiudicatezza di una società – da una parte gli intellettuali borghesi di Virginia, dall’altra la classe aristocratica di Vita – e di un tempo molto più libero, per certi versi, del nostro. Un viversi sentimentalmente, sperimentare, incrociare persone e situazioni, senza rinunciare mai al rispetto e all’amicizia, qualsiasi cosa accada. Continua a leggere

Cuori ribelli – Uomini, donne e potere

di Belle Minton

Cleopatra Elizabeth Taylor piccolaCara Belle,
ho sentito qualcosa alla radio e letto qualche titolo di giornale sulle conversazioni private tra la ex ministra Guidi e il suo ex fidanzato. Da uomo, sono costernato dal vedere che una donna di elevata condizione sociale, che dovrebbe aver superato l’adolescenza, possa legarsi sentimentalmente con un tipo come quello. Secondo te, come è possibile?

Sotero, 56 anni, Roma

Caro Sotero,
confesso che non mi sono dedicata molto alle
telefonate tra Federica Guidi e il suo fidanzato. Sono convinta che le intercettazioni possano essere un valido strumento di indagine e che le sue risultanze (con le dovute cautele sia dal lato investigativo che per quanto riguarda la privacy delle persone coinvolte) rientrino nel diritto di informazione. D’altra parte, credo che le frasi estrapolate da una qualunque telefonata, prese fuori dal contesto, possano rivelarsi fuorvianti e insufficienti per capire che rapporto ci sia tra gli interlocutori e che tipo di persone siano. Di conseguenza, confesso anche che, sul piano umano, non mi sono fatta un’opinione molto precisa né della ex ministra né del signor Gemelli.

Ma ammettiamo pure che lei sia un’irreprensibile signora dell’alta borghesia e lui un pressante arrampicatore di scarso talento. Il fatto è, caro Sotero, che essere di un’elevata condizione sociale e aver superato l’adolescenza non creano una selezione automatica del “tipo” a cui ci si lega sentimentalmente. Continua a leggere

Carol, un inno alla libertà

caroldi Maddalena Vianello

Carol di Todd Haynes è un film straordinario. Importante. Fa bene all’anima in questi giorni di acceso dibattito sulla proposta di legge Cirinnà che mette mano alle unioni civili.

Un inno alla libertà. Una di quelle storie capaci di trapassare da parte a parte le posizioni più ideologiche, puntando dritta al cuore. Rende la realtà intellegibile, con semplicità. Niente paura. È solo amore.

Sono i temibili anni Cinquanta. Le mogli americane sfoggiano sorrisi smaglianti ed elettrodomestici moderni. I primi pantaloni e le sigarette fra le labbra sono fra le poche libertà largamente accettate. Le mogli appartengono ai mariti. Vanno indirizzate, protette. anche agli occhi della legge. Continua a leggere

Cuori ribelli – Consigli per ragazze timide geniali

di Belle Minton

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Cara redazione,
sono una ragazza di 25 anni, lavoro in un settore molto competitivo (la ricerca accademica) e sono giudicata da molti colleghi “piccola” ma al tempo stesso un genio solo per aver bruciato le tappe professionali ed essere già arrivata fino a qui. La grande competenza in campo professionale (che sinceramente faccio fatica a riconoscermi, non riuscendo nemmeno a godermi appieno i complimenti che mi vengono fatti) non corrisponde nella vita di tutti i giorni ad una fiducia piena in me stessa. Soprattutto con i ragazzi non so come comportarmi, sentendomi sempre molto imbranata, come se fossero sempre tutti pronti a giudicarmi e a cogliere qualsiasi cosa sbagliata che io dica. Credo che questo atteggiamento sia da attribuire anche a mia madre, che per anni mi ha ripetuto di essere indipendente, formarmi una mia identità guardandomi bene dalle relazioni, che mi avrebbero precluso tutto. Pur apprezzando l’insegnamento all’insegna dell’indipendenza di mia madre, ogni volta che parlo con un ragazzo non so come comportarmi, soprattutto se mi piace; se invece si avvicina lui per primo, io scappo a gambe levate. La domanda, che so già essere senza risposta è: come posso cambiare tutto questo? Diventare una persona più spigliata, qualcuno che colpisca di più, invece della solita ricercatrice, seppur competente, sempre in ombra (esempio: se ci sono delle feste, l’idea di ballare mi fa piangere a dirotto e cerco di evitare tutte le situazioni di questo tipo)…

Minerva

Cara Minerva,

hai scelto di firmarti con il nome dato dai romani alla dea greca Atena. C’è un bel libro della psicoanalista junghiana Jean S. Bolen, intitolato Le dee dentro la donna, che descrive le principali divinità femminili della mitologia greca come altrettanti archetipi potenzialmente presenti nella psiche di una donna. Nelle pagine dedicate ad Atena, dea della saggezza e dei mestieri, guerriera e grande stratega che nasce già adulta e armata dalla testa di Zeus (la “figlia del padre”), Bolen mette l’accento sulle sue qualità di dea vergine e invulnerabile, ovvero non interessata alle relazioni sessuali e sentimentali e impermeabile alle emozioni: Atena è concentrata sui propri obiettivi, è fredda, razionale e sicura di sé. Come gli altri archetipi individuati da Bolen, può essere molto utile nella vita di una donna a patto che non prevalga troppo sugli altri. Continua a leggere

Cuori ribelli – Come trovare quello giusto

di Belle Minton

bridget-colin-firth_l1Sono una donna e ho 30 anni. Una bella vita e amo tutto quello che ho e che faccio. Solo una cosa mi manca. Un compagno. Sono una persona estroversa, che si fa pochi problemi e si lancia, che non fatica a conoscere gente tantomeno uomini. Mi conosco bene e ho padronanza di me. So cosa amo e cosa no. Cosa posso accettare e i limiti che non riesco per ora a oltrepassare. Mi manca un compagno. Non riesco a trovare il mio lui. Non mi riesco a innamorare di un bravo ragazzo standard (casa, lavoro e ci si accontenta di arrivare a domani). Io sono mente libera, frenetica, amo la vita, sono zingara nei modi. E sono sempre attratta da ribelli che però con me non legano… Come mai avviene questo? Spesso incontro ribelli, ragazzi “fuori dalle righe” che però sono impegnati con una donna che non li appaga del tutto, infatti la tradiscono, ma che non mollano. Non ho mai avuto la fortuna di incontrare un “sano ribelle” che si innamorasse perdutamente di me… Non capisco dove sbaglio. Io so che per essere felice ho bisogno di un uomo così… un po’ diverso e che mi accetti per quella che sono. Dove mi dirigo per cercare quello giusto e soprattutto libero e con la voglia di stare bene e costruire?

Ceci

Cara Ceci,

mentre ti leggevo, ha cominciato a scorrere nella mia testa una galleria di figure maschili che corrispondono perfettamente ai “ribelli” che ti è capitato di incontrare: quello che non molla la fidanzata che non ama neanche un po’ ma che ha tanto bisogno di lui, quello che non si fidanza perché è allergico ai legami, quello che si fidanza con tutte ma poi si dimentica di renderle partecipi del suo sovraffollamento sentimentale… con tutte le possibili varianti che la vita può offrire nella sua infinita imprevedibilità.

Dove sbagli? Continua a leggere

Cuori ribelli – Bellezza, sguardi e relazioni

di Belle Minton

James Stewart compressaNo, non accetto di essere diventata trasparente. Sono una donna di 60 anni. Aspetto gradevole e curato. Occhi grandi. Temperamento passionale. Scrivo, leggo, adoro l’arte contemporanea. Mi emoziono per la musica rock. Ma anche per la musica classica. Qual è il problema? Dopo la fine del mio matrimonio, sono diventata trasparente. Gli uomini non mi guardano più. Si, mi stimano per come parlo, per come scrivo, per come lavoro. Sono estroversa, simpatica. Vado a convegni, frequento corsi e lavoro in ambito istituzionale. Persino sul mio profilo FB sono solo le donne a scrivere che sono bella. Non mi sento una donna “ripudiata” e non penso che la mia vita affettiva e sentimentale sia finita qui. Cerco di spiegare alla psicologa che il problema NON sono io. Nel Bel Paese, il nostro, i 50enni guardano le 30enni.. e via via salendo.. mi ritrovo ad avere successo solo passando davanti a un centro anziani!! In altre nazioni, mi dice una mia amica che ha girato parecchio, le persone, uomini e donne, si separano e poi si mettono di nuovo insieme a coetanei. Le mie coetanee? Collezionano esperienze deludenti nelle chat o nei siti di incontri. No, io non voglio un gigolò o un vecchietto complessato. Voglio un uomo interessante, che si innamori anche della mia allegria, della mia poesia, della mia intraprendenza. Continuo a sognare, di notte, spettacoli teatrali in cui sono corpo, sfiorata da uomini non analfabeti. E mi sento bella. Ho la valigia pronta. E il cuore altrove.

Bella e Invisibile – 60 anni

Cara Bella e Invisibile,

prima di tutto ti inviterei a richiamare il tuo cuore da quell’altrove in cui è andato a cacciarsi e a tenertelo il più possibile vicino. Sono sicura che può esserti molto utile.

Dopodiché ti do una notizia. Benché sia difficile cercare di descrivere le condizioni ideali per trovare un compagno (o una compagna, è lo stesso), una cosa è certa: essere bella è del tutto irrilevante. E meno male, perché in caso contrario il mondo sarebbe un luogo assai più triste e ostile. Continua a leggere

Cuori ribelli – Amori, identità e tacchini

di Belle Minton

file1171251759259Mi sono innamorata di una donna. Ecco l’ho detto. Semplice, così com’è. Ma mi sono innamorata? O piuttosto, sto vivendo una storia che sento non potrà essere il mio destino, se non per un breve tratto di strada? Sono una donna adulta. Ho quasi trent’anni. Di Sinistra. Emancipata. Vengo da una famiglia di libero pensiero. Il pregiudizio non mi ha mai attraversato, almeno finché non mi ha riguardato direttamente. Di gay ne ho sempre frequentati molti, in famiglia, come fuori. Tanto da non pormi nemmeno il problema che lo fossero. Persone a cui voglio bene che hanno una vita. Eppure ora che tocca a me. Temo di non farcela. Non posso fare a meno di chiedermi se sono omosessuale. Ho avuto degli innamoramenti omosessuali platonici nella mia vita. Pochi, ma intensi. Non li ho repressi. Le circostanze non li hanno lasciati sbocciare e io non ho fatto nulla per forzare la mano. Fino a oggi. Di uomini sono sempre stata una grande consumatrice, con un certo piacere e narcisismo. Con il tempo ho trovato anche l’amore. E ora? Ora mi rendo conto, mio malgrado, di essere in difficoltà. Di essere in contraddizione con me stessa. Mi sento in perpetuo imbarazzo. Non riesco a vivere questa relazione con libertà. La amo? Non la amo? Non lo so. Ma sento che la sfida alle convenzioni sociali mi spaventa. Mi spaventano gli occhi che fissano e si interrogano. La tensione da reggere. Perché? Perché in realtà preferisco gli uomini? Credo sia una risposta solo a metà. Perché la vergogna è quella che oggi parla in me. Forse non sono così determinata nel mio sentire. Forse. Forse sono più arcaica di quanto pensassi. Ma soprattutto perché tutte queste domande?

Marta, 29 anni – Bologna

Cara Marta,
prima di gettarsi a capofitto in una relazione non è male farsi qualche domanda per capire se la relazione in questione sia in linea con la vita che vogliamo vivere e, nel caso non lo sia, se per essa siamo disposte a cambiare il quadro della nostra esistenza. Questo vale per tutte le relazioni, che siano omosessuali o etero, brevi o durature. E va bene qualunque risposta, se ci aiuta a fare scelte felici.

Che succede però se le domande, come nel tuo caso, si susseguono senza risposta fino a metterci in crisi? Continua a leggere