Cuori ribelli – Uomini, donne e potere

di Belle Minton

Cleopatra Elizabeth Taylor piccolaCara Belle,
ho sentito qualcosa alla radio e letto qualche titolo di giornale sulle conversazioni private tra la ex ministra Guidi e il suo ex fidanzato. Da uomo, sono costernato dal vedere che una donna di elevata condizione sociale, che dovrebbe aver superato l’adolescenza, possa legarsi sentimentalmente con un tipo come quello. Secondo te, come è possibile?

Sotero, 56 anni, Roma

Caro Sotero,
confesso che non mi sono dedicata molto alle
telefonate tra Federica Guidi e il suo fidanzato. Sono convinta che le intercettazioni possano essere un valido strumento di indagine e che le sue risultanze (con le dovute cautele sia dal lato investigativo che per quanto riguarda la privacy delle persone coinvolte) rientrino nel diritto di informazione. D’altra parte, credo che le frasi estrapolate da una qualunque telefonata, prese fuori dal contesto, possano rivelarsi fuorvianti e insufficienti per capire che rapporto ci sia tra gli interlocutori e che tipo di persone siano. Di conseguenza, confesso anche che, sul piano umano, non mi sono fatta un’opinione molto precisa né della ex ministra né del signor Gemelli.

Ma ammettiamo pure che lei sia un’irreprensibile signora dell’alta borghesia e lui un pressante arrampicatore di scarso talento. Il fatto è, caro Sotero, che essere di un’elevata condizione sociale e aver superato l’adolescenza non creano una selezione automatica del “tipo” a cui ci si lega sentimentalmente. Non più, almeno, in un’epoca come questa, in cui il decoro borghese è stato fatto a pezzi più da una borghesia vorace e sregolata che da chi, storicamente, la borghesia l’ha combattuta. Pensa a tutta l’epopea berlusconiana, o alle scorribande del giovane Lapo Elkann.

Del caso Guidi a me colpisce un aspetto in particolare: una donna di successo e in una posizione di potere tenta di usare questo potere per aiutare (illegalmente, ed è questo il punto) il suo uomo e, scoperta, si dimette. Non mi viene in mente nessun esempio di un uomo a cui sia capitata una cosa del genere. Abbiamo assistito a innumerevoli varianti dell’abuso di potere e a tanti procedimenti giudiziari in materia, ma un uomo di potere costretto alle dimissioni per un abuso che avrebbe dovuto favorire la sua donna io non me lo ricordo, almeno in Italia. Con questo non voglio affatto suggerire cose come “le donne fanno qualsiasi cosa per amore e gli uomini no”. Il punto qui non è l’amore, ma il potere.

Il potere, almeno per me, è difficile da capire. È un concetto astratto, eppure le sue manifestazioni sono quanto di più materiale e fisico si possa immaginare. Il potere spesso deriva dalla posizione che si occupa, eppure il mondo è pieno di persone, uomini soprattutto, che hanno un grande potere anche se non occupano nessuna posizione particolare, così come di persone che occupano posizioni eminenti ma non hanno quasi nessun potere.

Il potere, credo, è in definitiva una questione di relazioni. E quindi non è neutro, né potrebbe esserlo. Il potere come lo conosciamo ha un segno maschile, e immagino che sia una grande fatica cambiare questo segno per le donne di potere che desiderano essere tali proprio in quanto donne. Se invece questo desiderio non ce l’hanno, è probabile che tentino di adattarsi al potere maschile. Ma i processi di adattamento, si sa, non sempre riescono. E, volendo concederci una metafora darwiniana, chi fallisce non sopravvive.

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