Di Madri, d’amore e d’ombra: la scuola politica di Be Free

di Sara Pollice*be free

Abbiamo deciso di dedicare la VI Scuola politica di Befree alle Madri. Il titolo è particolarmente lungo: D’amore e d’ombra – buone, perfide, libere, aguzzine, simboliche transgender, surrogate, ottime, pessime MADRI, perché la complessità ci contraddistingue, come sempre. In risposta ad un discorso pubblico uniforme che chiude le donne in gabbie sempre più stereotipate, Befree propone di aprire il ventaglio identitario delle madri alle donne e alle maternità altre.

La nostra scuola, anzi, proporrà un percorso che non si fermerà al piano identitario. Proponiamo un’esperienza che permetta di mettersi nei panni di chi fa esperienze lontane dalle nostre immaginando un discorso che allarghi la veduta piuttosto che stringerla dentro posizioni irrinunciabili. Questo mettendo sul fuoco i temi più caldi del momento! Continua a leggere

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Per combattere il terrore, cominciamo dalla violenza sulle donne

di Giorgia Serughettiattentatore Nizza

Quanto è profondo il nesso che lega gli atti di terrorismo che stanno scuotendo il pianeta con la violenza maschile sulle donne? Tutti gli organi di informazione hanno evidenziato come l’autore della strage di Nizza fosse un uomo in fase di separazione dalla moglie con precedenti per violenza domestica. Si è parlato perciò di un caso di frustrazione personale legata a vicende familiari, a cui l’identità di soldato del Califfato (il legame con l’Isis è peraltro ancora da accertare) sarebbe servita soprattutto come copertura ideologica per la strage.

La storia di Mohamed Lahouaiej Bouhlel non basterebbe forse da sola a illuminare il legame tra lo stragismo fondamentalista e la violenza domestica e di genere, ma quando profili simili si rincorrono tra gli autori di attentati terroristici in varie parti del mondo, la necessità di aprire un discorso pubblico sul maschile e sulle relazioni tra i generi anche come parte di una strategia di contrasto del terrore appare in tutta la sua evidenza. Continua a leggere

Ambivalenze della maternità

di Eleonora Mazzoni*

mamma panciaNe L’amore in più Elisabeth Badinter descrisse l’amore materno come un sentimento incerto e labile, imperfetto come tutti i sentimenti, come tutti i sentimenti da costruire, non essendo mai scontato o dato una volta per tutte, che può esserci, magari fortissimo, in molte donne, o non esserci affatto, oppure esserci per poi sparire. Quando chiese allo psicanalista infantile Bettelheim di scriverle una prefazione al libro, si scontrò con un suo rifiuto. Continua a leggere