Cuori ribelli – Seduzione senza rischi

di Belle Minton

Scarlett JohanssonCara Belle,
sono incasinata. Ho trent’anni, un lavoro mediamente precario, un compagno e – mi ripetono spesso – molti talenti. Per quanto ne so, un talento ce l’ho di sicuro ed è quello di piacere alla gente. Fin da piccola, ho usato il mio fascino per ottenere tutto quello (e tutti quelli) che volevo. Non bella ma brillante e (apparentemente) molto sicura, ho passato gran parte della mia giovinezza a impollinare fiori qua e là.
Adesso non so se mi va più. Col mio compagno facciamo molte cose insieme, abbiamo molti gusti in comune e le nostre giornate sono scandite da ritualità che in fondo mi piacciono e mi rassicurano. D’altro canto, però, dopo sei anni di relazione la passione non è più quella di una volta e la la mia proverbiale seduttività mi fa combinare gran casini.
Tra le tante liasons e amplessi mi è capitato di innamorarmi di due persone nel tempo: una volta di un uomo, più recentemente di una donna. Né l’uomo né la donna hanno, alla fine, cambiato la loro vita per me. E io ho continuato a vivere la mia solita routine. Forse farei meglio ad accontentarmi e farla finita con questa continua ricerca? D’altro canto, se devo essere sincera, non credo che se decidessi di mettermi tranquilla smetterei davvero di lanciare i miei ami in giro. A volte penso che sia più forte di me.
E poi, ultima domanda fondamentale: come mai in questi anni mi sono innamorata solo di due persone con cui non era possibile costruire una vera relazione? Per quello che erano o solo perché c’era un ostacolo alla mia conquista? Belle, sono davvero così banale?

Ana84

Cara Ana,
davvero non ti va più di “impollinare fiori qua e là”? Se è così, smetti e basta, senza porti troppe domande, e cerca di fare amicizia con un’eventuale nuova te stessa che trae soddisfazione da altre cose. Scoprire quali sono potrebbe essere un’avventura emozionante.

Se invece la tua continua ricerca mira a compensare con il brivido e la gratificazione della conquista una routine rassicurante ma noiosa, puoi fare tre cose:
1. continuare così, un po’ con il tuo compagno a dividervi la copertina sul divano quando la sera guardate la tele e un po’ a lanciare ami, sicura che prima o poi qualcosa abbocca perché l’esca sei tu – e tu sei brava a piacere;
2. mollare il tuo compagno e cercarti un/a partner con cui creare una relazione stabile e allo stesso tempo durevolmente appassionata: ovvero, la quadratura del cerchio; se ci riesci raccontaci come hai fatto;
3. trasformare la routine: obiettivo nobile e, per non dire ma, titanico; non è impossibile però. Ci vogliono pazienza, sintonia profonda con l’altra persona, visione a lungo termine: chi sarete, chi volete essere tra due, cinque, dieci anni. È un lavoro da fare in due, e ciascuno dei due deve essere profondamente consapevole di che cosa vuole e, soprattutto, disponibile a correre dei rischi.

Ora, su questa faccenda del rischio è molto diffuso un profondo malinteso: si crede che, in campo sentimentale, le persone che rischiano sono quelle che si lanciano continuamente in nuove storie, dette (secondo me un po’ a sproposito) “avventure”, mentre quelli che vivono tranquillamente un rapporto stabile e monogamo sono dei fifoni che non sono disposti a rischiare nulla.

Niente di più falso. Per costruire qualunque relazione autentica è necessario mettersi in gioco, correre dei rischi – che si tratti della storia di una notte o del rapporto di una vita. E nel secondo caso, a dispetto dei luoghi comuni, si deve rischiare molto di più.

Non sei banale, cara Ana, ma forse sei una seduttrice di tipo A: il tipo che non vuole correre rischi e che di conseguenza tenta (spesso con successo) di restare in equilibrio tra un rapporto stabile, in cui tuttavia non si mette in gioco fino in fondo, e mille storie in cui non rischia nulla – o perché non si innamora o perché l’altra persona, a sua volta, non è disponibile a mettersi in gioco.

Ti darei volentieri qualche consiglio su come diventare una seduttrice di tipo B (il tipo che è disposto a rischiare), ma purtroppo non ne conosco. A volte, quando scivolo in un imperdonabile dogmatismo, dubito persino che esemplari di questo tipo esistano. Tutto quello che posso dirti, perciò, è che se vuoi stare in una relazione devi osare, rischiare, metterti in gioco – e vedere cosa succede. L’avventura è questa.

Per scrivere a Cuori ribelli, cliccate qui.

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