Divieti e burkini

di Cecilia D’Elia

burkiniBarriere invece che ponti. Divieti al posto del dialogo. La polemica estiva sul burkini, i divieti decisi da alcune municipalità francesi e la presa di posizione di Manuel Valls sulla sua incompatibilità con i “nostri valori”, danno voce al riflesso autoritario dell’occidente impaurito. Semplificano le differenze che animano il nostro spazio pubblico e, ancora una volta, fanno del corpo delle donne il terreno di un improbabile scontro di civiltà. Meglio di me Renata Pepicelli ha spiegato la differenza tra burkini e burqa e perché è un errore vietare questo indumento, pensato per permettere alle donne musulmane velate di farsi il bagno senza scoprire il proprio corpo. Continua a leggere

Di Madri, d’amore e d’ombra: la scuola politica di Be Free

di Sara Pollice*be free

Abbiamo deciso di dedicare la VI Scuola politica di Befree alle Madri. Il titolo è particolarmente lungo: D’amore e d’ombra – buone, perfide, libere, aguzzine, simboliche transgender, surrogate, ottime, pessime MADRI, perché la complessità ci contraddistingue, come sempre. In risposta ad un discorso pubblico uniforme che chiude le donne in gabbie sempre più stereotipate, Befree propone di aprire il ventaglio identitario delle madri alle donne e alle maternità altre.

La nostra scuola, anzi, proporrà un percorso che non si fermerà al piano identitario. Proponiamo un’esperienza che permetta di mettersi nei panni di chi fa esperienze lontane dalle nostre immaginando un discorso che allarghi la veduta piuttosto che stringerla dentro posizioni irrinunciabili. Questo mettendo sul fuoco i temi più caldi del momento! Continua a leggere

Per combattere il terrore, cominciamo dalla violenza sulle donne

di Giorgia Serughettiattentatore Nizza

Quanto è profondo il nesso che lega gli atti di terrorismo che stanno scuotendo il pianeta con la violenza maschile sulle donne? Tutti gli organi di informazione hanno evidenziato come l’autore della strage di Nizza fosse un uomo in fase di separazione dalla moglie con precedenti per violenza domestica. Si è parlato perciò di un caso di frustrazione personale legata a vicende familiari, a cui l’identità di soldato del Califfato (il legame con l’Isis è peraltro ancora da accertare) sarebbe servita soprattutto come copertura ideologica per la strage.

La storia di Mohamed Lahouaiej Bouhlel non basterebbe forse da sola a illuminare il legame tra lo stragismo fondamentalista e la violenza domestica e di genere, ma quando profili simili si rincorrono tra gli autori di attentati terroristici in varie parti del mondo, la necessità di aprire un discorso pubblico sul maschile e sulle relazioni tra i generi anche come parte di una strategia di contrasto del terrore appare in tutta la sua evidenza. Continua a leggere

Ambivalenze della maternità

di Eleonora Mazzoni*

mamma panciaNe L’amore in più Elisabeth Badinter descrisse l’amore materno come un sentimento incerto e labile, imperfetto come tutti i sentimenti, come tutti i sentimenti da costruire, non essendo mai scontato o dato una volta per tutte, che può esserci, magari fortissimo, in molte donne, o non esserci affatto, oppure esserci per poi sparire. Quando chiese allo psicanalista infantile Bettelheim di scriverle una prefazione al libro, si scontrò con un suo rifiuto. Continua a leggere

Le sindache

raggi appendinodi Cecilia D’Elia

Per la prima volta la Capitale avrà una sindaca. Una vittoria annunciata, ma non nelle proporzioni in cui è avvenuta. Tra quella parte di città che è andata a votare Virginia Raggi ha più che doppiato i voti del candidato che le si opponeva. Per Roma è la prima volta di una donna e avviene sull’onda di una domanda di cambiamento radicale. La protagonista ha parlato di rivoluzione gentile, una novità per un movimento che ha esordito con i Vaffa day.

Più sorprendente invece – anche se era prevedibile che andare al ballottaggio sarebbe stato un rischio per Fassino – la vittoria di Chiara Appendino a Torino. Anche lei una giovane donna. Continua a leggere

Hillary ha fatto la storia, ma potrebbe non bastare

hillarydi Francesca Caferri

Il soffitto di cristallo è davvero crollato? A giudicare dai titoli trionfalistici dei giornali e delle televisioni di mezzo mondo parrebbe di sì: una donna candidata alla posizione politica più importante del mondo non è solo una crepa nel soffitto più famoso del mondo. E’ un colpo mortale. “La donna giusta al momento giusto”, ha detto Erica Jong. “Stiamo facendo la Storia”, ha commentato Anne Marie Slaughter, la donna che ha riacceso il dibattito sul binomio famiglia/carriera con un articolo sull’Atlantic quattro anni fa. Ma queste sono voci istituzionali: vicine alla Clinton e al mondo di Washington.

C’è un’America, quella più di sinistra, quella più femminista, quella più liberal, il cui disagio è palpabile: e non soltanto perché Sanders rappresentava per questa fetta di elettorato un’alternativa credibile. Continua a leggere

Nascemmo orfane

In occasione del settantesimo anniversario della Repubblica e del voto alle donne pubblichiamo la prima parte di un intervento di Miriam Mafai, scritto in occasione dei centocinquanta anni dell’unità d’Italia*

ninaPer la prima volta il 2 giugno del 1946 le donne italiane votarono, per eleggere, dopo il disastro della guerra e del fascismo, l’assemblea che avrebbe dato all’Italia la nuova Costituzione. Votarono con preoccupazione, con orgoglio, con speranza, con emozione.

Non avendo ancora ventun’anni (età alla quale allora si diventava maggiorenni) non avevo potuto votare, ma poche settimane dopo andai, con un gruppo di amiche, in piazza Montecitorio, per vedere e riconoscere, con una punta d’orgoglio, le prime donne che entravano, da deputate, nello storico palazzo. Vivemmo insieme quel giorno come un nostro grande successo, non solo delle donne che nell’Italia liberata avevano potuto partecipare agli incontri, alle petizioni, alle manifestazioni per il diritto di voto ma anche di quelle che nell’Italia occupata dai fascisti e dai tedeschi, per anni si erano battute anche per il riconoscimento di questo diritto. Continua a leggere