Finalmente il cognome della madre

una-mamma-per-amica-1024x768di Cecilia D’Elia

“Il cognome di famiglia non continua se è una figlia, bando alla malinconia, ti terrà compagnia”. Così recita una filastrocca femminista del secolo scorso. Tante cose sono mutate da allora. Le donne hanno cambiato il loro destino di mogli e madri, le famiglie sono diventate plurali. Stanotte per la prima volta una donna potrebbe diventare presidente degli Stai Uniti d’America (anche lei ha dovuto piegarsi al cognome del marito, dopo aver resistito vari anni, per non essergli d’intralcio nella carriera politica).

Dal 1975 la famiglia italiana è un luogo paritario. Ma il cognome della madre ai figli,quello no. Ogni volta che in Italia qualcuno ha cercato di cambiare la norma che impone il cognome dei padri, apriti cielo. Almeno fino agli anni novanta. Continua a leggere

Divieti e burkini

di Cecilia D’Elia

burkiniBarriere invece che ponti. Divieti al posto del dialogo. La polemica estiva sul burkini, i divieti decisi da alcune municipalità francesi e la presa di posizione di Manuel Valls sulla sua incompatibilità con i “nostri valori”, danno voce al riflesso autoritario dell’occidente impaurito. Semplificano le differenze che animano il nostro spazio pubblico e, ancora una volta, fanno del corpo delle donne il terreno di un improbabile scontro di civiltà. Meglio di me Renata Pepicelli ha spiegato la differenza tra burkini e burqa e perché è un errore vietare questo indumento, pensato per permettere alle donne musulmane velate di farsi il bagno senza scoprire il proprio corpo. Continua a leggere

Che genere di memoria

di Cecilia D’Elia

tantefacce_whEbbene sì. Alla fine dello spettacolo io e Maddalena ieri sera avevamo gli occhi lucidi. Il racconto di Tante facce della memoria ci aveva accompagnato per poco più di un’ora, facendoci ascoltare le voci delle testimoni di quel tempo. Sei bravissime attrici, Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli, dirette da Francesca Comencini per interpretare sei donne realmente esistite, partigiane e non,  diversamente coinvolte e toccate dall’eccidio delle Fosse Ardeatine: Carla Capponi, Marisa Musu, Ada Pignotti, Vera Simoni, Gabriella Polli, Lucia Ottobrini.

La drammaturgia, curata da Mia Benedetta e Francesca Comencini,  è liberamente tratta dalle registrazioni raccolte da Alessandro Portelli, autore de L’ordine è già stato eseguito.  Lo spettacolo porta sulla scena l’altra faccia dell’eccidio in cui persero la vita 335 uomini, e restituisce parola alle donne, alle parenti delle vittime, le partigiane, le testimoni, che in vario modo furono coinvolte e che sopravvissero a quella mattanza. Continua a leggere

Guido Bertolaso, rose rosse per te…

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di Maddalena Vianello

Guido Bertolaso è terribilmente recidivo. Non c’è che dire.

Il primo scivolone va in scena su La7 durante il programma “Fuori Onda” domenica, a poche ore dalla chiusura della gazzebarie.

Il giornalista, consapevole delle incertezze che riguardano la designazione dei candidati, chiede: “La Meloni potrebbe fare il vicesindaco?”

Bertolaso risponde: “No, la Meloni, deve fare la mamma. Mi pare la cosa più bella che possa capitare ad una donna nella vita. […] Deve gestire questa pagina della sua vita che credo per una donna sia la più bella in assoluto. Non vedo perché qualcuno debba costringerla a fare una campagna elettorale che comunque sarà feroce. E poi nel momento in cui dovrà cominciare ad allattare, cominciare ad occuparsi anche delle buche, della sporcizia, dei topi, della criminalità e di tutto il resto.” Continua a leggere

Un anno di Femministerie

beyonce-we-can-politicafemminileTanti auguri a… NOI!! Oggi scriviamo per festeggiare insieme il nostro primo compleanno, con la speranza che ce ne siano molti altri da passare insieme. Il blog Femministerie è andato on line per la prima volta il 6 marzo lo scorso anno: in questi mesi un po’ di strada l’abbiamo fatta insieme, parlandovi di temi caldi come la procreazione assistita e le unioni civili, ma anche dei film e dei libri che ci sono (o non ci sono) piaciuti, dei dilemmi del cuore (grazie, meravigliosa Belle Minton!!) e di temi internazionali.

Siamo state brave? Chissà, forse, no, un po’, solo qualche volta… di certo continueremo a provare. E, come sempre, idee, contributi, critiche e chiacchiere sono i benvenuti.

E allora, buon compleanno anche alle nostre lettrici e a nostri lettori!

Virginia Raffaele, la regina del Festival fra nani e ballerine

Sanremo music festival 2016

di Maddalena Vianello

Virginia Raffaele. Una mia vecchia passione. Per il suo talento. La sua storia senza santi in paradiso. La sua intelligenza che emerge lungo il filo delle interpretazioni. E più di recente perché è diventata la donna che ha scardinato i meccanismi residuali del Festival di Sanremo. E il nostro sguardo su quel palcoscenico.

Virginia non è la valletta. Non è la conduttrice. Nonostante abbia tutte le carte in regola per essere una eccellente showgirl. Virginia è l’artista. Condivide il palco alla pari con Carlo Conti. A tratti ridotto al ruolo di spalla residuale. Continua a leggere