Donne che invadono le piazze e attraversano confini

Le donne invadono le piazze e attraversano i confini, stringono alleanze e sfidano il futuro.

Buon 2019 da femministerie, con gli scatti che ci ha regalato la fotografa Tania Cristofari

 

MANIFESTAZIONE DONNE

Manifestazione contro la violenza di genere

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Samar Yazbek, sguardo di donna sulla Siria di oggi

397px-Samar_Yazbek_Världskulturmuseet_Göteborg_2017di Stefania Vaccaro

Due sono le motivazioni che mi hanno spinto ad avvicinarmi all’opera della scrittrice siriana Samar Yazbek: l’amore per la traduzione letteraria e l’ammirazione per le donne, soprattutto quelle coraggiose.

Tradurre la letteratura rappresenta per me il modo più passionale, coinvolgente e viscerale per entrare nell’intimità più profonda di un testo, ‘spogliarsi’ di convinzioni, ricordi e pensieri propri per abbracciare convinzioni, ricordi e pensieri di un altro essere umano.
Quando ho deciso di darmi questa occasione, non ho avuto alcun dubbio: volevo la voce di una donna e volevo trovarla in Siria: in una terra che nel corso della sua storia ha dovuto imparare, suo malgrado, a convivere con la paura e a doverla affrontare ogni giorno per sopravvivere, ero certa che avrei trovato il coraggio.

Nata nella città siriana di Ǧabla il 18 agosto 1970, Samar Yazbek è una giornalista e scrittrice affermata, regista e sceneggiatrice per il cinema e la tv che all’inizio delle rivolte, nel marzo 2011, sceglie di scendere in piazza a fianco di chi manifesta per chiedere una Siria aperta e democratica, sull’onda delle Primavere arabe che hanno già toccato Tunisia, Egitto e Yemen. Una scelta doppiamente coraggiosa la sua: perché Yabzek ha già sfidato la società con un romanzo –“Il profumo della cannella”, uscito in Italia nel 2010 – in cui svela uno dei tabù più segreti della società araba, l’omosessualità femminile, e perché la scrittrice è alawita, appartiene dunque alla stessa setta religiosa del presidente Bashar al Assad. Quella che da decenni gestisce il potere in Siria e che non tollera al suo interno alcun dissenso.

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In carta e ossa, le donne a fumetti

di Chiara Anselmi

‘Un settore tradizionalmente maschile’ è una frase che si ripete con tale frequenza, e in riferimento ad ambiti così disparati, che viene da domandarsi quale non lo sia; quello dei graphic novel -uno dei pochi dell’editoria in crescita negli ultimi anni- non fa eccezione. I cataloghi delle collane di fumetti non pullulano davvero di firme femminili. Trovarne quattro tra le novità, e tutte italiane, è un evento.

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Donne che parlano, o dell’esorbitante prezzo del perdono

di Chiara Anselmi

Tra il 2005 e il 2009, in Bolivia, gli abitanti di una colonia di mennoniti (setta cristiana anabattista che rifiuta la modernità, osserva rigidissimi codici di comportamento e vive isolata del resto del mondo) furono indotti a credere che le donne del villaggio venissero punite dal demonio per comportamenti immorali.

Alcune abitanti della colonia -donne, ragazze e persino bambine- si svegliavano al mattino torpide, svestite, piene di lividi, con tracce di sangue e sperma sul corpo e sulle lenzuola e senza alcuna memoria di cosa fosse accaduto durante la notte.

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Ciao Bia

Ci ha lasciato oggi Bia Sarasini, un’amica, una compagna, una mente preziosa, una figura storica del femminismo italiano.

Giornalista, scrittrice, e infaticabile militante, ha scritto e condotto programmi a RadioTre, ha diretto la rivista Noidonne, è stata tra le fondatrici del sito “DeA-donne e altri”, redattrice di Leggendaria e direttrice di Letterate Magazine – rivista online della Società delle Letterate.

La ricordiamo con ammirazione e affetto, partecipando al dolore dei suoi cari.

Io sono Una, contro la violenza sulle donne

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di Chiara Anselmi

Un concetto con il quale #metoo ha finalmente costretto tutti a familiarizzare è che esiste una violenza secondaria che le vittime di abusi sessuali si trovano a subire: l’estrema difficoltà di parlarne. Non trovare ascolto impedisce l’elaborazione del trauma, la ferita sembra non cicatrizzare mai.

Il perverso meccanismo sociale che induce le sopravvissute a vergognarsi di un abuso di cui sono vittime incolpevoli è raccontato con acutezza dal graphic novel Io sono Una (Becoming Unbecoming), dell’artista inglese Una, pubblicato in Italia da Add editore.

La vicenda si svolge tra il 1975 e il 1981 nel distretto di Leeds, Yorkshire: un uomo assassinò brutalmente 13 donne e ne ferì gravemente altre 9, dopo averle violentate. Le indagini della polizia -e il racconto dei media- si focalizzarono sul ‘killer delle prostitute’, nonostante alcune delle vittime non lo fossero affatto.

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Genitorialità, potere e violenza: le menzogne e i pericoli di un ddl contro le donne e i figli

di Teresa Manente*

Attualmente è in esame al Senato il disegno di legge n. 735, discusso congiuntamente ai d.l. 45 e d.l. n. 768, tutti recanti disposizioni in materia di “affido condiviso, mantenimento diretto e diritto alla bigenitorialità”. La visione sottesa a tali iniziative legislative non è nuova, ma si inserisce in una tendenza delle politiche del diritto a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari attraverso interventi autoritativi e disciplinari, con una compressione esponenziale dell’autonomia personale dei/delle singoli/e al loro interno, e a ridefinire il regime di genere all’interno della società. Sotto la falsa patina della parità, declinata come interscambiabilità, le figure genitoriali sono infatti plasmate intorno ad una vera e propria segregazione di genere, che respinge di nuovo le donne in una posizione di subordinazione al potere maschile. Continua a leggere