Sgomento, dolore e rabbia

latina497c97432b_59382422di Cecilia D’Elia

Prima lo sgomento e il fiato sospeso, a seguire quella che sembrava una trattativa possibile. Un uomo, il carabiniere Luigi Capasso, ha sparato alla moglie Antonietta Gargiulo, da cui si stava separando, quindi è entrato in casa dove le figlie di 8 e 14 anni stavano ancora dormendo e si è barricato dentro. Flebile la speranza che il peggio non sia ancora successo, mentre la moglie lotta tra la vita e la morte in ospedale.

Poi il dolore. Ha ucciso le figlie e si è suicidato. Una lingua antica – depositata in qualche angolo della memoria – mi fa sussurare più volte “povere creature”.

Poi la rabbia, mentre si ricostruiscono i pezzi un puzzle già visto. Una donna che sceglie di uscire dalla violenza, un uomo che non sopporta di essere lasciato. Continua a leggere

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Scrivere fuori tema

di Cecilia D’Elia

alfabeto d'origineCi sono alfabeti ancora da scoprire

conficcati negli interstizi della carne

nel rantolo di bocche chiuse

nel lampo di occhi spenti

nel sussulto di arti sedati.

L’uomo procede eretto ma ha i piedi fermi

sulla sua mai tramontata preistoria.

6/2/2016 (Milano)

Si chiude con pagine di diario in versi il libro di Lea Melandri Alfabeto d’origine (Neri Pozza, 2017). Una raccolta di saggi che vanno dal 1983 ad oggi, il cui tratto comune è la riflessione sulla scrittura d’esperienza. Non è memoria, non è finzione, non è ricerca del vero storico, piuttosto è ascolto del mondo interiore, una “mineralogia del pensiero”, per usare parole care a Melandri, a lei suggerite da L’ultimo paradosso di Alberto Asor Rosa. Continua a leggere

Contro il razzismo e contro il sessismo, ancora

sexism-and-racism-explained-0-www.imjussayin.com_di Giorgia Serughetti

A Macerata un uomo italiano di 28 anni, Luca Traini, ha compiuto un atto di terrorismo di matrice fascista e razzista, sparando e colpendo sei persone, tutte straniere, tutte di pelle nera. Il suo gesto, si dice, sarebbe una ritorsione per la morte di Pamela Mastropietro, di cui è accusato un cittadino nigeriano, Innocent Oseghale.

Nello stesso giorno, circola sui social l’immagine della testa decapitata di Laura Boldrini, accompagnata dalla scritta: “Sgozzata da un nigeriano inferocito. Questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici”. Macerata è la città della Presidente della Camera, ma il fatto avrebbe potuto accadere ovunque, perché Boldrini è da tempo diventata il simbolo dell’apertura ai migranti, dunque il bersaglio preferito di razzisti e sovranisti. Continua a leggere

Sull’essere in disaccordo

27545256_10215606301016414_5035599689602357346_ndi Sara De Simone

In questi ultimi giorni ho pensato molto a quanto ormai sia diventato difficile essere in disaccordo. Avere opinioni diverse, dirselo, senza per questo smettere di ascoltarsi, o di provare stima. Infatti oggi l’opinione differente, o il gesto che un altro/a fa e io non avrei fatto, diventa intollerabile – offesa, ferita, tradimento, o elemento da ridicolizzare.

Confrontarsi non è più possibile: o il confronto serve a convincere l’altro che deve pensarla come me, oppure è inutile. Non si può dare atto a qualcuno che – nonostante la pensi in maniera diversa, o faccia le cose diversamente da come le farei io – c’è del bene e del bello nella sua differenza. Qualcosa che posso guardare, che posso criticare, ma di cui posso avere rispetto e, mentre per certi versi proprio non mi convince, per altri posso addirittura (!!!) esserne grata. Continua a leggere