Unioni civili: perché non siam contente?

unioni civilidi Giorgia Serughetti e Maddalena Vianello

C’è un’Italia che gioisce per il sì del Senato al ddl Cirinnà che regola le unioni civili tra persone dello stesso sesso. È una gioia che rispettiamo, che capiamo e in parte condividiamo. Oggi c’è qualcosa che prima non c’era, uno strumento che per la prima volta riconosce gay e lesbiche come cittadini e cittadine titolari del diritto di scegliere chi amare, con chi trascorrere la propria vita, di ricevere dallo stato – in quanto coppia – essenzialmente la stessa protezione accordata all’unione matrimoniale tra persone di sesso diverso. Gli stessi diritti in materia patrimoniale, previdenziale, assicurativa, ereditaria, migratoria ecc., anche se questo avviene mediante un istituto differenziale: non di famiglia si parla infatti, ma di “formazione sociale specifica”, non di matrimonio, ma di unione tra persone dello stesso sesso. Qualcosa di meno, dunque, ma pur sempre qualcosa. E allora perché per molte di noi la giornata di giovedì si è conclusa non con la voglia di festeggiare ma con un senso di frustrazione e impotenza? Continua a leggere

Di madri, mostri e libertà. Un’altra parola femminista sulla maternità surrogata

di Giorgia Seru434x300ghetti

Nel nuovo numero della rivista Leggendaria, il tema di copertina intitolato “Mamme mie!”, che ho curato insieme ad Anna Maria Crispino, è dedicato alla “gestazione per altri” o “maternità surrogata”. Arriva, questo fascicolo, in giorni di alta tensione dentro e fuori il Parlamento intorno alla legge sulle Unioni civili. Giorni che seguono le Assise per l’abolizione della maternità surrogata di Parigi, convocate da associazioni femministe di vari paesi. E giorni in cui l’impegno verso la messa al bando universale dell’“utero in affitto” è stato presentato come la contropartita politica per il voto favorevole al ddl Cirinnà da parte dell’ala cattolica di Palazzo Madama.

Sui giornali si parla di “mamme usa e getta”, si mostrificano i genitori committenti, si riabilita il vecchio slogan sulle adozioni “comprare non è amare”. Negli ultimi tre mesi, dall’uscita dell’appello di Se non ora quando–Libere all’inizio di dicembre, il conflitto è scalato di intensità, dando luogo a episodi non proprio esemplari anche in campo femminista dove, nonostante i molti richiami al merito delle questioni, non si è riuscite a evitare il consolidamento di tifoserie contrapposte. Continua a leggere

Virginia Raffaele, la regina del Festival fra nani e ballerine

Sanremo music festival 2016

di Maddalena Vianello

Virginia Raffaele. Una mia vecchia passione. Per il suo talento. La sua storia senza santi in paradiso. La sua intelligenza che emerge lungo il filo delle interpretazioni. E più di recente perché è diventata la donna che ha scardinato i meccanismi residuali del Festival di Sanremo. E il nostro sguardo su quel palcoscenico.

Virginia non è la valletta. Non è la conduttrice. Nonostante abbia tutte le carte in regola per essere una eccellente showgirl. Virginia è l’artista. Condivide il palco alla pari con Carlo Conti. A tratti ridotto al ruolo di spalla residuale. Continua a leggere

Cuori ribelli – A letto con un idiota

Zoolander-2-adi Belle Minton

Cara Belle,
da un po’ di tempo faccio sesso con un ragazzo. Ora il ragazzo in questione è parecchio idiota. E soprattutto lo è nei confronti delle ragazze. È giusto continuare ad andarci a letto anche se penso questo di lui? Cioè quanto è sbagliato fare sesso con qualcuno di cui non sempre approvi il comportamento?
Charlotte

Cara Charlotte,
le vie del piacere sono infinite, quindi ci sta che si possa fare dell’ottimo sesso con un idiota. E, in generale, penso che non ci sia proprio niente di sbagliato nel fare sesso con qualcuno di cui non sempre approvi il comportamento.

Ora, l’idiota in questione si comporta male con le ragazze – e bisognerebbe capire in che senso. Continua a leggere

La banalità del senso della vita

di Francesca Marta

Arianna-Scommegna-Maria-Paiato-DUE-DONNE-CHE-BALLANO-_DSC6471R-phMarinaAlessi-300x200Sono stata a vedere “Due donne che ballano”, con la regia di Veronica Cruciani al teatro India. E dopo essere uscita, andando verso casa, non ho acceso la radio, ma ho continuato a pensare.

Due donne che ballano è un delicato crescendo di sentimenti, è una storia di famiglie e di decisioni, ed è una lettura contemporanea  della confidenza femminile. Il tutto chiuso in un ambiente hopperiano minimalista  e lievemente claustrofobico, segnato da una luce tagliata dalle forbici di una sarta sul trascorrere delle giornate. Continua a leggere

Madri da paura…O per scelta?

1905_henri_matisse_la_gioia_di_viveredi Maddalena Vianello

In questi ultimi giorni ha avuto una certa diffusione sui social network un articolo di Annalena Benini, pubblicato dal Foglio. Titolo: “Perché rinunciamo a fare figli”. Sottotitolo: “Madri da paura. Oltre le statistiche ci sono le domande sul futuro, gli egoismi, le ansie, gli ingorghi del femminismo e le irresponsabilità dei padri. Fra punture, camici bianchi e ostinazioni. Un’indagine”.

Partendo dalle statistiche che fotografano la natalità in Italia sempre più drammaticamente in calo, Annalena Benini fa un’analisi coraggiosa. Indaga la paura come motore di resistenza alla maternità. Una maternità che nel suo articolo appare sempre, nel profondo, desiderata. Se non fosse per quelle maledette paure. Continua a leggere

L’universalità “relativa”: gestazioni, crimini e salute riproduttiva

surrogacydi Antonella Anselmo*

Paesi come il Regno Unito, il Canada e in parte gli Stati Uniti, dopo ampi dibattiti, hanno ammesso la surrogazione di maternità. Le leggi variano tra loro ma nella maggior parte dei casi l’Occidente legalizza la pratica se vi è la prova del “consenso consapevole e volontario” della gestante. Sono vietati gli abusi, le finalità commerciali e lo sfruttamento della donna. Fatti che purtroppo accadono frequentemente in altre parti del mondo, come in India o in Nepal, dove mancano specifiche normative. In gran parte dei Paesi Europei, tra cui l’Italia, il legislatore ha optato diversamente. La L.40/2004 punisce “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità”. La pena è la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro (art.12, comma 6). Non risultano però casi nel nostro territorio in cui il reato sia stato effettivamente commesso e quindi punito.

Oggi a Parigi si riunisce presso il Parlamento francese l’Assise per l’abolizione universale della maternità surrogata. In Italia alcuni parlamentari cattolici hanno lanciato l’allarme nel corso del dibattuto sulle unioni civili, proponendo l’inasprimento delle sanzioni e la previsione della GPA (Gestazione per altri) come reato universale. La proposta consiste nel punire direttamente coloro che accedono alla genitorialità mediante tale pratica, anche se avvenuta in modo lecito all’estero. Diviene irrilevante il consenso volontario e consapevole della gestante. Continua a leggere