L’onda rosa contro Trump

ows_1504804467970di Francesca Caferri

Che il loro ruolo sarà fondamentale lo ha riconosciuto anche il grande protagonista delle elezioni americane di midterm di martedì: il presidente Donald Trump. “Le donne –  ha detto in uno dei suoi ultimi comizi – non vogliono i migranti della carovana in America, le donne vogliono sicurezza, vogliono stare sicure”. Già, le donne: insultate nella campagna elettorale del 2016, derise alle prime uscite dei Pussy hat, i cappelli rosa che sono stati il primo simbolo della rivolta contro il presidente, sottovalutate come forza di cambiamento durante le udienze per la conferma del giudice Brett Kanavaugh alla Corte Suprema, le donne saranno, stando a tutte le analisi, la parte dell’elettorato che deciderà l’esito di questo voto.

Fondamentale, in particolare, sarà il ruolo dell’elettorato femminile bianco urbano: quello che nel 2016 abbandonò Hillary per un mai celato disprezzo nei confronti dei Clinton e che consegnò in questa maniera la vittoria a Trump. Continua a leggere

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C’è odore di “fascismo eterno”

gioventù fascistadi Giorgia Serughetti

È probabile che “fascismo” si candidi a diventare la parola dell’anno. E non senza ragione. Con un governo che mima il Ventennio – promette terre a chi mette al mondo il terzo figlio, chiude le porte agli stranieri, augura la chiusura alla stampa di opposizione, distingue i cittadini per nascita da quelli naturalizzati, proclama di aver sconfitto la povertà ma fa la guerra ai poveri, elargisce briciole di reddito ma condona gli evasori, chiama i cittadini alla legittima difesa e taglia il fondo per i perseguitati politici e razziali – è normale che si senta odore di fascismo. Senza considerare l’arroganza crescente delle formazioni di estrema destra che militano nei territori. Continua a leggere

Una settimana a San Lorenzo

via dei lucanidi Cecilia D’Elia

La mia settimana è iniziata a San Lorenzo, avevo un appuntamento al Centro Anziani la mattina di lunedì, e nello stesso luogo si è conclusa ieri, al presidio promosso dall’Anpi per ribadire il carattere democratico e antifascista del quartiere ed impedire che fosse attraversato dalle ronde di Forza Nuova.

Sono stati sei giorni in cui mi è sembrato di non essermi mai allontanata da lì, anche quando ero altrove, per impegni già presi, la mia testa era lì. Così durante la commissione politiche sociali, i diversi appuntamenti di lavoro in Municipio, il possibile sfratto, rimandato, di una casa famiglia a via Dalmazia, e via dicendo. Erano tutte parentesi, in giornate in cui l’attenzione è stata costantemente rivolta a quello che succedeva a San Lorenzo, alla terribile fine di Desirèe Mariottini, giovanissima ragazza stuprata e lasciata morire in via dei Lucani. Continua a leggere

Il ddl Pillon è inemendabile, va ritirato

Condividiamo il comunicato pubblicato dalla Casa internazionale delle donne in seguito all’incontro del 3 ottobre che Femministerie ha contribuito a organizzare.

Dopo l’assemblea del 3 ottobre sul disegno di legge “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”, lanciamo una mobilitazione permanente per il ritiro del ddl.

Perché è un disegno di legge paternalista e autoritario, che disciplina le vite dei soggetti coinvolti e li tratta come incompetenti e irresponsabili. Un ddl il cui vero scopo sembra essere quello di tornare all’indissolubilità del matrimonio rendendo difficilissimo separarsi, ovvero ripristinare con l’intervento autoritario modelli familiari che non si reggono più sull’adesione spontanea delle persone. È un disegno che non dà voce ai soggetti coinvolti: madri, padri, figli. Non c’è ascolto del minore, di cui tanto si evoca il diritto alla bigenitorialità, ma che in realtà viene trattato come una proprietà in condivisione. Nessuna attenzione è rivolta alla peculiarità delle diverse situazioni. Continua a leggere

Ddl Pillon: più che una riforma, un contrattacco

Un assaggio della “famiglia illiberale”, quella per capirci che hanno in testa i sovranisti al governo, si aggira per le stanze del Senato. Si tratta del disegno di legge del senatore Pillon “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”.

Sono molti i motivi per opporsi decisamente e non prenderlo sottogamba. Dietro un finto e astratto egualitarismo si nasconde un’impostazione classista e sessista. Nella relazione che accompagna il testo depositato in Commissione Giustizia si fa riferimento all’Europa e ai dati sulle separazioni negli altri paesi, dove l’affido condiviso è più diffuso che in Italia, ma mai si dice che siamo il paese in cui vi è la più rigida divisione sessuale del lavoro domestico e di cura. I maschi italiani sono infatti gli europei che dedicano meno ore a tali occupazioni.

A proposito della nuova sensibilità dei padri, che pure vediamo all’opera in tante famiglie, ci sarebbe piaciuto un movimento di uomini per aumentare le ore di congedo parentale obbligatorio per i neopapà, ma ci ritroviamo invece un testo che sembra dettato dalle associazioni dei padri separati, che non affronta il tema – pur presente nelle nostre società – del loro impoverimento, ma sceglie di imporre un modello di famiglia, senza nessun ascolto dei bisogni dei soggetti coinvolti.

Proponiamo dunque alcune prime riflessioni, con l’intento di aprire un dibattito sul blog, per organizzare l’opposizione ma anche riprendere una riflessione sul diritto di famiglia e le famiglie nel nostro tempo. Continua a leggere

Se Trump dichiara guerra all’aborto

jane Roedi Francesca Caferri

Roe contro Wade. Tenetela a mente questa espressione all’apparenza così misteriosa perché nelle prossime settimane dominerà i titoli dei giornali di tutto il mondo e polarizzerà il dibattito negli Stati Uniti. Roe contro Wade è la storica sentenza del 22 gennaio 1973 con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti legalizzò l’aborto: un punto di svolta per le donne americane, ma non solo per loro.

Nell’era di Donald Trump Roe contro Wade è ora in pericolo: nei prossimi giorni il presidente americano si prepara a indicare chi sarà il prescelto per sedere nella Corte Suprema americana come nuovo giudice al posto di Anthony Kennedy, presto in pensione. Trump ha fatto sapere che il suo candidato sarà, senza dubbio alcuno, un ultraconservatore contrario all’aborto: una dichiarazione che ha allarmato gli ambienti progressisti al pari delle mosse più reazionarie di Trump, dal muslim ban alla separazione dei bambini dai genitori ai confini degli States. Continua a leggere

Non è famiglia

di Viola Lo Moro

In un’altra vita ho scritto una tesi su due romanzi familiari, scritti a distanza di un secolo circa l’uno dall’altro: I Buddenbrook e Carne e Sangue. Per scriverne ho letto molti testi letterari e non solo che avevano a che fare con le famiglie, e con il modo in cui la loro narrazione fosse cambiata nel tempo e nei diversi contesti storici, sociali e geografici. Sono quindi particolarmente in difficoltà quando alle famiglie vengono associate qualità che richiamano un universo semantico immobile, eterno, naturale, stabile, aproblematico e scevro da ambivalenze di cui invece l’esperienza familiare di tutte e tutti – mi sentirei di affermare – è piena. Mi viene un gran prurito all’idea che per controbattere le affermazioni omofobe e lesbofobe del ministro Fontana si debba ricorrere alla retorica dell’amore e dei sentimenti, quando la realtà è più complessa di così. Ne capisco le ragioni ovviamente, ma mi sta stretta come una calza post operatoria. Continua a leggere