L’estate del nostro scontento

di Chiara Anselmi, Cecilia D’Elia e Giorgia Serughettiindex

Il clima politico di questa estate 2019 è quello di un’infinita campagna elettorale, sotto la minaccia di una crisi politica continuamente dietro l’angolo e perennemente rimandata. Ogni cosa è esagerata, brandita come un simbolo, agitata per colpire l’avversario o rivendicare meriti. Tutto è sopra le righe, dimensioni e numeri dei fatti reali vengono distorti in un gioco di specchi deformanti per ideologia o ipocrisia.

Il clima meteorologico è invece realmente sopra le righe, si divide tra caldo afoso e super grandinate, i più anziani rimpiangono l’anticiclone delle Azzorre, ma solo i più giovani, con Greta Thunberg, sembrano prendere sul serio i cambiamenti in corso. La ragazza continua determinata la sua battaglia per salvare il pianeta, incurante delle ingiurie sui social e sulla stampa di destra. Continua a leggere

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Linguisticamente

Montaruli675-320x132di Manuela Manera*

Succede che ieri, sul quotidiano «La Stampa», nel trafiletto “Buongiorno Torino” di Mattia Feltri è uscito un imbarazzante pezzo a commento dell’intervento in Parlamento dell’onorevole Augusta Montaruli (FdI): Montaruli, invitata a parlare dal presidente Fico con il vocativo “deputata”, spende una manciata di minuti per argomentare che vuole essere appellata al maschile, “deputato”. Lo fa, peraltro, basandosi su un’osservazione interessante: siccome è eletta alla Camera dei Deputati (e non “delle Deputate e dei Deputati”) allora lei vuol essere nominata “deputato”. Parrebbe, il suo, quasi un atto provocatorio a sostegno di una battaglia per rendere più inclusivo il nome di una delle due Camere parlamentari. Così non è, ahimè; si tratta semplicemente di ignoranza linguistica. Inutile qui riprendere le solite e oramai note regole della lingua italiana sull’uso dei femminili nelle professioni e nelle cariche (indicazioni, peraltro, reperibili online gratuitamente: sia sul sito dell’Accademia della Crusca; sia in agili e veloci manuali, come per esempio quello in pdf scritto dalla professoressa Robustelli per GiULiA). Continua a leggere

Donne nel calcio: una vittoria attesa da 40 anni (e una partita ancora tutta da giocare)

ragazze-mondialidi Luisa Rizzitelli

È stata davvero una grande emozione veder vincere le ragazze della Nazionale femminile di calcio (e, ricordate, non la “Nazionale di calcio femminile”, perché il calcio è uno solo) nella gara di esordio ai Mondiali in Francia. In ballo però non c’erano solo il risultato e il prosieguo della competizione, c’era molto, molto di più.

Quella del calcio praticato dalle donne in Italia è una storia infarcita di aneddoti inverosimili di discriminazione e mancanza di rispetto ed è una storia lunga 40 anni. Continua a leggere

Votiamo il futuro: un’Europa femminista

6818538804_f9a49014ce_bdi Femministerie

Mancano pochi giorni al voto e i sondaggi dicono che ancora tanta è l’indecisione tra le elettrici e gli elettori, soprattutto tra le prime. Questa politica sembra non parlare alle donne e di conseguenza questa campagna elettorale sembra non appassionarle.

Eppure, mai come questa volta, si sceglie il destino dell’Europa. Questa elezione del Parlamento Europeo è la più politica di cui abbiamo memoria. E riguarda profondamente le donne, la loro libertà, l’autonomia delle scelte, i modelli di convivenza tra le persone. Continua a leggere

Il prezzo delle mestruazioni

Assorbenti e coppettedi Costanza Bianchi

Martedì alla Camera non è passato un emendamento alla proposta di legge sulle semplificazioni fiscali che prevedeva l’abbassamento dell’IVA – attualmente al 22% – sugli assorbenti. La motivazione addotta consiste nel fatto che questa operazione rappresenti un onere troppo elevato (circa 350 milioni per portare l’IVA al 5%).

Dovrebbe già suscitare qualche malumore la notizia che sia considerato un costo inammissibile per lo Stato rendere più abbordabili i dispositivi igienici che ogni donna in età fertile usa ogni mese, cioè prodotti di largo consumo e indispensabili. Continua a leggere

Aborto: la prossima guerra dell’America

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Foto Marco Verch Licenza Creative Commons

di Francesca Caferri

Il paradosso vuole che a sottoscrivere la dichiarazione di guerra sia stata una donna. Nella notte fra lunedì e martedì Kay Ivey, governatrice dell’Alabama, ha firmato la legge sull’aborto più restrittiva degli Stati Uniti: quando entrerà in vigore, fra sei mesi, nello Stato del Sud degli Usa sarà vietato abortire se non in caso di rischio comprovato per la vita della donna o di anomalia letale per il feto. Nessuna eccezione sarà fatta in caso di stupro o di incesto: i medici che praticheranno aborti al di là dei limiti previsti dalla legge rischieranno fino a 99 anni di carcere. “Questa legge serve a testimoniare in modo possente la profonda convinzione della gente dell’Alabama che ogni vita è preziosa ed è un dono sacro di Dio”, ha detto Ivey. Continua a leggere