L’aborto libero e gratuito in Argentina è un evento storico

di Laura Fano

All’alba di mercoledì 30 dicembre in Argentina si è realizzato un evento storico. La legge di depenalizzazione dell’aborto è stata approvata dal Senato con 38 voti a favore contro 29 contrari e 1 astensione, dopo un dibattito parlamentare durato 15 ore. Questo evento è il risultato di anni di protesta e vari tentativi legislativi falliti, ultimo dei quali quello dell’agosto 2018, quando il progetto di legge era stato bloccato proprio dal Senato. L’attuale presidente Alberto Fernandez, eletto nel dicembre 2019, aveva incluso la legalizzazione dell’aborto nella sua piattaforma elettorale e dalla sua elezione aveva spinto affinché venisse approvata in parlamento. La vittoria però si deve al movimento femminista argentino, NiUnaMenos, che da cinque anni, con la sua marea verde, inonda le strade, produce scioperi e assemblee in tutto il paese, crea sapere collettivo, e si è trasformato nel più grande e potente movimento femminista attuale, non solo nel subcontinente latino-americano, ma in tutto il mondo.

Photo: Paula Kindsvater
Continua a leggere

Parla con lei #2 Chloé Barreau

Parla con lei è una nuova rubrica di Femministerie, curata da Sara De Simone, e dedicata esclusivamente ad interviste. Scrittrici, cantanti, artiste, poete, registe, raccontano la loro esperienza con la creazione, lo studio, la realizzazione di opere che abbiano al centro le donne, le loro storie, il loro sguardo.

Sono costretta a incontrare Chloé Barreau su skype. In questo momento il distanziamento ce lo impone. Per fortuna, in questi anni, ci siamo viste di persona più volte: nonostante la freddezza dello schermo riconosco molte delle sue espressioni, e sullo sfondo la sua stanza, dove sono stata una volta, quando abbiamo lavorato insieme ad un’iniziativa contro la violenza sulle donne.
Chloé è una copywriter, creative producer e regista parigina, da anni trapiantata a Roma, e oggi la intervisto a proposito del suo ultimo progetto «Malafemmina», un podcast originale in quattro puntate di 30 minuti, disponibile da circa un mese sulla piattaforma Storytel .
Già autrice della miniserie radiofonica «Stardust Memories», andata in onda all’inizio di quest’anno su Rai Radio 3 (ne scrisse, qui su Femministerie, Caterina Venturini), Chloé Barreau ci trasporta in una nuova storia, che ha di nuovo a che vedere con la notte romana, ma da Trastevere e dai primi anni duemila, si sposta nel quartiere Pigneto, oggi. La protagonista del podcast è Lilith Primavera, cantante, performer, donna di spettacolo – ora in uscita con il suo nuovo singolo “Polvere e Pelle“. «Malafemmina» racconta la sua storia, il suo percorso di artista e di donna transessuale, fra memorie, paure, poesie, confessioni e nuove sfide.
Attorno a lei una comunità ricca e multiforme, il “paesaggio” della scena underground romana, con i suoi personaggi fuori dal comune: dalla Dj Lady Maru – inventrice di un idioletto che impazza –, all’attore e formatore teatrale Tony Allotta, dalla disegnatrice Frad alle animatrici di Tuba Bazar, fino ad arrivare al collettivo Frocia, alla Conventicola degli Ultramoderni, al Trenta Formiche e al gruppo di affezionati di UDKD (Un Discretissimo Karaoke Domenicale, di cui Lilith è regina indiscussa).
«Malafemmina» è il racconto della vita e dell’arte di una donna, e degli ambienti che attraversa e vivifica, con passione e desiderio, ma è anche la storia di un’amicizia, tra la regista e la cantante, e la storia delle relazioni che intorno a loro si muovono, singolari e insieme corali, di sicuro vitali e differenti.

Continua a leggere

I sentimenti del divorzio

 

di Cecilia D’Elia

All’inizio pensavo che Divorzio fosse un signore. Uno che aveva detto ai miei genitori di vivere in case separate. Addirittura in città separate. Mio padre rimase a Bologna e noi “tornammo” nella città dei miei, Potenza. Ma io non ci avevo mai vissuto, c’ero solo nata per scelta e comodità di mia madre.

Dunque Divorzio nella mia vita stava cambiando tutto e sinceramente non avevo in gran simpatia quel signore. Si sa, le bambine e i bambini sono abitudinari. Ma iniziò una nuova vita e non ci pensai più molto. Anche se diversi eravamo diversi, ed esserlo in una piccola città del mezzogiorno all’epoca era davvero difficile.

Ci ho messo un po’ a capire che quella dei miei era stata una scelta. Il tempo di un referendum. Quando il dibattito arrivò ovunque, anche sui muri dei paesi lucani, e chiesi a mia madre come mai intendeva difendere quel signore che ci aveva fatto trasferire. Continua a leggere