#Inquantodonna, non più vittime

 

inquantodonnadi Cecilia D’Elia

Eravamo tante ieri mattina, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, a varcare i portoni di Palazzo Montecitorio. Troppe per essere contenute tutte nell’Aula della Camera dei Deputati. Un’invasione di donne in uno dei luoghi più importanti della vita democratica del nostro Paese. Chiamate lì dalla Presidente Laura Boldrini, a cui va riconosciuto il merito di aver fortemente voluto questo evento, per dare spazio alle parole delle donne che hanno conosciuto la violenza, e a quante lavorano per contrastarla. Superando problemi di sicurezza, di gestione e regia dell’appuntamento, di coordinamento delle diverse associazione e realtà coinvolte. Continua a leggere

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Cittadinanza e famiglia, oltre la stirpe

landscape-1488279579-cittadinanza-italiana-ai-figli-di-migranti-igiaba-scegodi Cecilia D’Elia

C’erano una volta i delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe, tra questi figuravano l’aborto, la procurata impotenza alla procreazione, l’incitamento a pratiche contro la procreazione. Eredità del codice fascista, sono sopravvisuti anche nella democratica Italia repubblicana, non più ad indicare l’interesse demografico dello Stato e la sua politica della natalità, quanto una continuità nell’idea di concepire il diritto della riproduzione e della maternità. Una concezione che chiamava in causa un sottofondo organicistico del modo con il quale il diritto italiano aveva pensato la famiglia e le sue relazioni. Era una famiglia chiusa verso l’esterno, oggi parleremmo di primato delle relazioni biologiche, e gerarchicamente ordinata. Destino femminile, della brava cittadina, era essere moglie e madre. Del resto costringere la donna ad abortire non era reato contro di lei, contro una persona, ma contro la stirpe, cioè la sua funzione riproduttiva. Continua a leggere

Ius soli, perchè ho digiunato

di Cecilia D’Elia

iussoli“Non è mai troppo tardi” così inizia l’appello che chiama allo sciopero della fame a staffetta per sostenere l’approvazione dello ius soli. Uno sciopero che segue quello di 900 insegnanti. “Qualcosa si deve fare per non doverci rammaricare amaramente della nostra impotenza o ignavia. Questi sono giorni decisivi per la sorte dello Ius soli: dunque, proviamo a muoverci”

E io ho deciso di muovermi. Si è appena conclusa la mia prima giornata di astinenza dal mangiare. Mi sembra un atto dovuto. Non solo alle ragazze e ai ragazzi nati o cresciuti nel nostro paese a cui amaramente neghiamo di sentirsi veramente a casa nei luoghi dei loro giochi, dei loro studi, delle loro amicizie. Sono le strade in cui diventano grandi, il suolo che già condividiamo con loro, lo spazio della nostra comunità. Continua a leggere

Per una politica (trasformativa) della felicità

di Sara Pollice*

img_felicitàSiamo partite da noi. Ci siamo dette che era il caso di riaffermare l’utopia, la connessione, la passione moltiplicata per tutte. La necessità di fare questo la sentiamo tutte nell’aria e dentro di noi. La realtà che viviamo è sempre più attraversata e pervasa da spinte conservatrici. Ci feriscono e soprattutto ci fanno reagire con rabbia e determinazione i continui tentativi di ritornare ad un oscurantismo politico.

Ci sentiamo sempre più impotenti di fronte ad una narrazione del presente e del futuro che normalizza, quando non esalta, le peggiori visioni passatiste della società. Più di tutto pesa la guerra alle donne, ai migranti e alle soggettività fuori dal paradigma eteronormativo, al nostro diritto alla vita, alla nostra libertà di scegliere sui nostri corpi, al diritto ad esprimerci fuori dagli stereotipi in pubblico come nella vita privata. Continua a leggere

A proposito di maschilismo

di Cecilia D’Elia

copertina espressoNe ha scritto acutamente Roberta Carlini su ingenere. Le polemiche suscitate dalla scelta del settimanale L’Espresso di dedicare la copertina e uno speciale all’interno al ritorno del maschilismo, sono la prova provata di quanto sia radicato il rancore misogino. Ne sa qualcosa la terza carica dello Stato, la Presidente Laura Boldrini, oggetto quotidiano di ingiure sui social. Eppure, noi che abbiamo conosciuto il ventennio berlusconiano, non dovremmo stupirci. A meno di non aver pensato che fosse davvero un fenomeno eccezionale e non un leader che ha saputo parlare alla pancia profonda del paese e ne ha plasmato e rispecchiato gli umori. Dalle veline alle ombrelline, il contorno alla scena pubblica maschile è servito. Continua a leggere

La Ru486 nei consultori e la salute delle donne

consultorio-romadi Cecilia D’Elia

Ha fatto molto clamore la sperimentazione che è allo studio nel Lazio di somministrazione per 18 mesi della pillola ru486 in alcuni consultori. Una proposta nata all’interno di un progetto di rilancio del servizio, al quale ha collaborato anche chi scrive, che riguarda i diversi ambiti d’intervento dei consultori, il percorso nascita con la diffusione dell’agenda di gravidanza e il ricettario per le ostetriche che seguiranno le gravidanze non a rischio, il potenziamento dello screening, gli spazi per adolescenti. In particolare, al momento un gruppo di lavoro tecnico si sta occupando di interruzione di gravidanza e facilitazione dell’accesso alla contraccezione per le minorenni e le fasce disagiate della popolazione. Già il fatto che il gruppo affronti entrambi gli aspetti è indicativo di come si voglia tener fede a quella che è una peculiare caratteristica del lavoro consultoriale; l’approccio alla persona, ai suoi diversi aspetti, il lavoro di equipe degli operatori per sostere l’empowerment di chi si rivolge al consultorio. Continua a leggere

Eredi e ribelli

anna-rossi-doriadi Anna Rossi-Doria

Ieri è morta la storica Anna Rossi-Doria, femminista, attenta studiosa della storia politica delle donne, in particolare delle battaglie per il voto, in cui ha saputo vedere la domanda di autonomia e individualità femminile.
Ripubblichiamo un testo preso da Il tempo delle donne, relazione tenuta per il Centro documentazione donne di Firenze nel 1986 (in Anna Rossi-Doria, Dare forma al silenzio, Viella, 2007, Roma, pp.298-299).

“La nostra eredità non è preceduta da alcun testamento”, dice un verso di René Char. Le donne vivono questo paradosso in modo estremo. Dire eredità, infatti, significa di solito dire antenati, patrimonio, testamento. Le donne devono insieme ritrovare e costruire tutte e tre queste cose. Le antenate sono certo esistite, ma spetta a noi cercarle e costituire il loro patrimonio; il testamento dobbiamo scriverlo noi, per ricevere un’eredità che allo stesso tempo dobbiamo noi dare a loro. Il paradosso è arduo da pensare e difficile da vivere. La tradizione culturale femminile che abbiamo alle spalle è oscura e incerta: per renderla chiara non basta un lavoro di scoperta o riscoperta, ma occorre un lavoro d’invenzione. Continua a leggere