I chakra di Michela Murgia aiutano a ragionare, se ancora ne abbiamo voglia

Schermata 2017-10-14 alle 14.52.49di Maddalena Vianello

Molti anni fa ormai, Padoa Schioppa rilasciò una famosa dichiarazione sulle tasse che a suo avviso erano “bellissime” (da pagare). Fu coraggioso, non c’è che dire, soprattutto in un Paese come il nostro dove l’evasione fiscale dilaga.

È un’espressione che mi ha sempre colpita e che sottende un’alternativa radicale alla detassazione da campagna elettorale e il fondamento di una politica di maggiore equità nella distribuzione delle risorse.

Certo, ci sono tasse che si pagano più volentieri e tasse che si pagano meno volentieri per una serie di ragioni e circostanze. Quando ho saputo del nuovo programma di Michela Murgia su Rai3, ho subito pensato che – nel mio caso – avrebbe rappresentato una spinta motivazione per continuare a pagare il Canone Rai con nuovo entusiasmo. Non a caso la trasmissione si intitola Chakra, richiamando i sette centri energetici delle antiche tradizioni religiose indiane, dello yoga e della ayurveda.

E’ bastato arrivare alla seconda puntata, intitolata “Nuove maternità” – tema rovente nel dibattito pubblico di questo ultimo anno e mezzo – perché il programma facesse parlare di sé. Continua a leggere

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Per una politica (trasformativa) della felicità

di Sara Pollice*

img_felicitàSiamo partite da noi. Ci siamo dette che era il caso di riaffermare l’utopia, la connessione, la passione moltiplicata per tutte. La necessità di fare questo la sentiamo tutte nell’aria e dentro di noi. La realtà che viviamo è sempre più attraversata e pervasa da spinte conservatrici. Ci feriscono e soprattutto ci fanno reagire con rabbia e determinazione i continui tentativi di ritornare ad un oscurantismo politico.

Ci sentiamo sempre più impotenti di fronte ad una narrazione del presente e del futuro che normalizza, quando non esalta, le peggiori visioni passatiste della società. Più di tutto pesa la guerra alle donne, ai migranti e alle soggettività fuori dal paradigma eteronormativo, al nostro diritto alla vita, alla nostra libertà di scegliere sui nostri corpi, al diritto ad esprimerci fuori dagli stereotipi in pubblico come nella vita privata. Continua a leggere

A proposito di maschilismo

di Cecilia D’Elia

copertina espressoNe ha scritto acutamente Roberta Carlini su ingenere. Le polemiche suscitate dalla scelta del settimanale L’Espresso di dedicare la copertina e uno speciale all’interno al ritorno del maschilismo, sono la prova provata di quanto sia radicato il rancore misogino. Ne sa qualcosa la terza carica dello Stato, la Presidente Laura Boldrini, oggetto quotidiano di ingiure sui social. Eppure, noi che abbiamo conosciuto il ventennio berlusconiano, non dovremmo stupirci. A meno di non aver pensato che fosse davvero un fenomeno eccezionale e non un leader che ha saputo parlare alla pancia profonda del paese e ne ha plasmato e rispecchiato gli umori. Dalle veline alle ombrelline, il contorno alla scena pubblica maschile è servito. Continua a leggere

Carla Lonzi: l’arte, il femminismo, la vita

carla lonzidi Elettra Deiana

Carla Lonzi. Un’arte della vita, è il libro che Giovanna Zapperi ha recentemente pubblicato per Derive Approdi nella collana Opera viva. È un denso e documentato testo in cui l’autrice, che di mestiere fa la critica d’arte, indaga sui rapporti tra la Lonzi femminista – che del femminismo fece “l’arte della vita” – e la Lonzi critica d’arte, che, diventando sempre più critica verso le strutture concettuali e simboliche dell’arte e del mondo degli artisti, tagliò i ponti con la sua antica professione e si dedicò con passione – una passione duratura e coinvolgente – al femminismo.

Il passaggio fu segnato, nel 1969, dal libro Autoritratto, basato sul montaggio di una serie di conversazioni registrate con quattordici artisti (tutti uomini con l’eccezione di Carla Accardi) tra il 1965 e il 1969. Un addio nei fatti, che nel 1970, con la nascita della rivista Rivolta Femminile, segnò il definitivo abbandono da parte di Carla Lonzi del suo lavoro di critica d’arte. E fu anche il passaggio al nuovo modo di Lonzi di intendere, pensare e vivere la sua vita e di concepire il femminismo, che della sua vita divenne elemento intrinseco. Continua a leggere

Lasciatele vivere: un seminario ti salva la vita

 

175102731-61a5000c-1628-432a-a010-ab97025e5055di Maddalena Vianello

“Lasciatele vivere” è una raccolta di lectio brevi sulla violenza. E per quanto il tema sia tragico, il volumetto è divertente e si fa divorare. Complice probabilmente la profonda diversità delle donne e degli uomini invitati ad intervenire e il rispetto della grazia del parlato.

Allegato si trova anche il docu-film di Germano Maccioni “Di genere umano” che ritrae e documenta questi incontri e i laboratori di discussione più ristretta.

La cosa veramente incredibile, però, è come nasce questo libro. Le lectio si sono svolte all’Università di Bologna nell’ambito del Seminario sulla violenza contro le donne, obbligatorio per tutti gli studenti e le studentesse del corso di laurea in Filosofia fra il 2013 e il 2016.

Avete capito bene: seguire il seminario era OBBLIGATORIO.

Ho dovuto chiedere conferma alla professoressa Valeria Babini che lo ha coordinato, perché facevo fatica a crederci. Continua a leggere

Come as you are. Parliamo di sesso

come-as-you-are-nagoskidi Chiara Anselmi

Bisognerebbe ricominciare a parlare di sesso. A farlo in modo sistematico e fuori dai clichés. La minaccia della realizzazione del terzo episodio della saga cinematografica di Sex and the city incombe sul nostro futuro prossimo, con il suo corredo di banalità e inesattezze, luoghi comuni e finte provocazioni. Per questo quando sono inciampata in una copia del libro di Emily Nagoski Come as you are, Risveglia e trasforma la tua sessualità! che in quarta di copertina definisce il piacere un diritto mi è sembrata una buona occasione.

Come as you are, the surprising new science that will transform your sex life è uscito nel 2015 negli Stati Uniti ottenendo un discreto successo. La stampa anglosassone gli ha dedicato recensioni lusinghiere. L’autrice è un’educatrice sessuale e ricercatrice statunitense, ha tenuto corsi sulla sessualità femminile in vari college americani e ha un popolare blog che si chiama The dirty normal.

In varie occasioni ha raccontato che negli elaborati di fine corso, alla domanda ‘qual è la cosa più importante che hai appreso da queste lezioni?’, più del 50% delle sue studentesse risponde: ‘che sono normale’. Da qui la decisione di scrivere il libro. Continua a leggere

Eredi e ribelli

anna-rossi-doriadi Anna Rossi-Doria

Ieri è morta la storica Anna Rossi-Doria, femminista, attenta studiosa della storia politica delle donne, in particolare delle battaglie per il voto, in cui ha saputo vedere la domanda di autonomia e individualità femminile.
Ripubblichiamo un testo preso da Il tempo delle donne, relazione tenuta per il Centro documentazione donne di Firenze nel 1986 (in Anna Rossi-Doria, Dare forma al silenzio, Viella, 2007, Roma, pp.298-299).

“La nostra eredità non è preceduta da alcun testamento”, dice un verso di René Char. Le donne vivono questo paradosso in modo estremo. Dire eredità, infatti, significa di solito dire antenati, patrimonio, testamento. Le donne devono insieme ritrovare e costruire tutte e tre queste cose. Le antenate sono certo esistite, ma spetta a noi cercarle e costituire il loro patrimonio; il testamento dobbiamo scriverlo noi, per ricevere un’eredità che allo stesso tempo dobbiamo noi dare a loro. Il paradosso è arduo da pensare e difficile da vivere. La tradizione culturale femminile che abbiamo alle spalle è oscura e incerta: per renderla chiara non basta un lavoro di scoperta o riscoperta, ma occorre un lavoro d’invenzione. Continua a leggere