Il prezzo delle mestruazioni

Assorbenti e coppettedi Costanza Bianchi

Martedì alla Camera non è passato un emendamento alla proposta di legge sulle semplificazioni fiscali che prevedeva l’abbassamento dell’IVA – attualmente al 22% – sugli assorbenti. La motivazione addotta consiste nel fatto che questa operazione rappresenti un onere troppo elevato (circa 350 milioni per portare l’IVA al 5%).

Dovrebbe già suscitare qualche malumore la notizia che sia considerato un costo inammissibile per lo Stato rendere più abbordabili i dispositivi igienici che ogni donna in età fertile usa ogni mese, cioè prodotti di largo consumo e indispensabili. Continua a leggere

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Credere

Un giorno verrà_Caminito

 

di Maddalena Vianello

Il Novecento si affaccia portando con sé nuove idee politiche, una guerra mondiale e un’epidemia spaventosa. La fede, invece, permane apparentemente immobile.

A Serra de’ Conti – terra di mezzadria – la lotta, le partenze per il fronte, le morti insieme alla fame segnano uomini e donne.

In “Un giorno verrà” le storie di Lupo e Clara si rincorrono. Una suora di nome Nella li lega loro malgrado.

Lui è un giovane anarchico rivoluzionario, coraggioso e determinato. Un unico tallone d’Achille, il fratello Nicola. Il solo con cui riesce a mettere in campo la tenerezza.

Lei è la badessa del convento di clausura, conosciuta anche come la Moretta per il colore della pelle. Considerata santa in tutto il circondario, originaria del Sudan, è una spericolata conoscitrice delle strategie ecclesiastiche, pur essendo una donna. Continua a leggere

Osare la libertà

di Cecilia D’Elia

Le-parole-e-i-corpi.-ImmagineDar conto del proprio femminismo. Da questo desiderio muove l’ultimo libro di Maria Luisa Boccia, Le parole e i corpi, una raccolta di saggi editi e inediti scritti in un arco di tempo quasi ventennale. Offrire dunque un affresco del proprio femminismo al nuovo movimento di questi anni e alla pluralità dei femminismi. Operazione che, nel precisare la propria pratica e la propria riflessione, apre alla relazione e all’interlocuzione con le altre: un’occasione per riflettere “sulle politiche comuni tra femministe differenti”.

E questa è già una pratica. Boccia cerca sempre di cogliere la domanda di senso che accomuna le diverse risposte e si rifiuta di leggere la pluralità dei femminismi come sistemi di pensiero compiuti, essendo essi piuttosto un modo diverso di nominare le cose, che inaugura il diventare soggetto delle donne. Quello che le preme sempre, mi verrebbe da dire, è il desiderio di libertà e autonomia che muove la soggettività, la molla che è all’origine della necessità di pensare differentemente, che rende indispensabile un pensiero altro. Il quale, dovendo corrispondere a quel desiderio, non può chiudersi nella risposta, ma tiene sempre aperta la domanda di senso e di autonomia, il continuo farsi di essa. Per le donne questo è stato possibile solo quando per cambiare la propria condizione esistenziale, hanno dato parola ai corpi. Quegli stessi corpi che fino ad allora avevano segnato il destino femminile di madri e mogli mutano di segno. Il che non significa che, in modo opposto a quando motivavano l’oppressione femminile, dicano la verità o indichino un contenuto. Per farsi soggetto libero le donne esperiscono i corpi come essenziali, soglia dell’esposizione al mondo della soggettività, esperienza concreta di esistenza. “Restituire un corpo sessuato al soggetto ha voluto dire assegnare un corpo a quel soggetto ed un soggetto a quel corpo, non già definire la verità oggettiva del corpo.” Viene in tal modo messa in discussione la concezione del soggetto moderno e la sua idea di libertà. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

Con Co-scienza al liceo

img_8763Co-scienza è il nome di un gruppo di ragazze e ragazzi del liceo Tasso di Roma. Il tema scelto per la loro prima iniziativa pubblica, che si terrà il 30 gennaio alle 14.30 nell’aula magna della scuola è il femminismo. A discuterne con loro ci saranno Giulia Blasi, Paola Columba e Carlotta Vagnoli.

Abbiamo chiesto alle promotrici e ai promotori di Co-scienza di raccontarci il gruppo, le loro motivazioni, i progetti futuri.

Queste le loro risposte.

Da quale bisogno e desiderio nasce Co-scienza?

Come tanti altri progetti, “Co-scienza” nasce da una necessità: quella di ottenere delle risposte chiare a domande che tutti, specialmente i più giovani, si sono posti almeno una volta. Cosa succede, però, quando questi quesiti cadono nel vuoto? Cosa succede se nessuno ha l’audacia di parlarne, se l’imbarazzo tiene a freno le lingue? E’ qui che prende corpo il nostro progetto, che si propone di colmare una lacuna nella formazione di ragazzi e ragazze. L’obbiettivo di “Co-scienza” è quindi creare informazione riguardo a temi – il femminismo, la sessualità, la pornografia e molto altro – che altrimenti rimangono sospesi, vaghi, parole vuote che ci si guarda bene dall’usare. Benché il nostro non si ispiri a nessun altro progetto, sono state due ragazze milanesi che hanno condiviso con noi la loro esperienza nel movimento “Gea” a darci la fiducia e la sicurezza necessarie per convincerci, una volta per tutte, che anche noi avevamo le carte in regola per creare qualcosa di importante, speciale ed intimamente nostro. Il nome che abbiamo scelto è strettamente connesso ai nostri obbiettivi, in primo luogo quello di crearci una coscienza – che sia politica, morale o civile – a partire dall’informazione. Continua a leggere

L’onda rosa contro Trump

ows_1504804467970di Francesca Caferri

Che il loro ruolo sarà fondamentale lo ha riconosciuto anche il grande protagonista delle elezioni americane di midterm di martedì: il presidente Donald Trump. “Le donne –  ha detto in uno dei suoi ultimi comizi – non vogliono i migranti della carovana in America, le donne vogliono sicurezza, vogliono stare sicure”. Già, le donne: insultate nella campagna elettorale del 2016, derise alle prime uscite dei Pussy hat, i cappelli rosa che sono stati il primo simbolo della rivolta contro il presidente, sottovalutate come forza di cambiamento durante le udienze per la conferma del giudice Brett Kanavaugh alla Corte Suprema, le donne saranno, stando a tutte le analisi, la parte dell’elettorato che deciderà l’esito di questo voto.

Fondamentale, in particolare, sarà il ruolo dell’elettorato femminile bianco urbano: quello che nel 2016 abbandonò Hillary per un mai celato disprezzo nei confronti dei Clinton e che consegnò in questa maniera la vittoria a Trump. Continua a leggere

Feminists: una storia infinita

feministsdi Cecilia D’Elia

Dal 12 ottobre si può vedere su Netflix Femministe, ritratti di un’epoca – titolo originale: Feminists: What Were They Thinking?qui il trailer.

Il racconto della regista Johanna Demetrakas parte da un libro di fotografie di Cynthia MacAdams del 1977, ritratti di donne, artiste, scrittrici, cantanti, attiviste, colte nel momento dell’esplodere del femminismo. Una nuova nascita, così appare nei ricordi delle intervistate, la propria presa di coscienza. Irriducibili singolarità di donne scoprono il proprio valore grazie al femminismo, epifania collettiva del genere. “C’era un’onda e volevo cavalcarla”. A parlare sono Jane Fonda, Gloria Steinem, Lily Tomlin, Judy Chicago, Laurie Anderson, Michelle Phillips, Margaret Prescod, Phyllis Chesler, Anne Waldman, per citarne solo alcune.

Protagoniste della ribellione al modello di virtù femminili, all’educazione domestica. “Donne si diventa”, aveva scritto Simone de Beauvoir nel Secondo sesso, e Jane Fonda ricorda l’esuberanza che ogni ragazza conosce e come questa venga rinchiusa, mortificata, seppellita. “Fai la brava”, è il refrain del disciplinamento continuo. Tutte educate a “guardare i ragazzi da bordo campo” (Celine Kuklowsky). Negli anni 70 la grande rivolta e le ragazze finalmente disobbediscono. Continua a leggere

Irlanda, il merito va alle donne

di Laura Fano Morrissey*

Venerdì 25 maggio è stata una giornata storica per l’Irlanda. Nessuno si sarebbe aspettato una vittoria così schiacciante del Sì, soprattutto dopo una campagna estremamente divisiva e aggressiva da parte del fronte del No.

Le scene di donne con le lacrime agli occhi hanno fatto il giro del mondo. Quelle lacrime non sorprendono chi conosce l’orribile ottavo emendamento che, equiparando il diritto alla vita del nascituro a quello della madre, di fatto spogliava ogni donna incinta di qualunque diritto. Non sorprende chi conosce la storia di questo paese, stretto per decenni tra le morse di una letale alleanza tra Stato e Chiesa, sentire donne dire: “Finalmente siamo libere”. Continua a leggere