Chi siamo

Siamo donne di generazioni diverse. Figlie della rivoluzione femminista del ‘900, cioè di una mutazione antropologica tuttora in corso.

Una mutazione potente, che ha messo in discussione una millenaria storia di controllo del corpo femminile. Per questo la parola “femminismo” ci parla e ci emoziona ancora: quando indica la libertà delle donne e il campo dei nuovi desideri femminili; quando viene pronunciata dalla giovane Emma Watson alle Nazioni Unite per chiedere il cambiamento degli uomini e la loro presa di parola; quando produce un nuovo spazio di libertà per noi stesse e per l’umanità femminile nel suo complesso.

La libertà vive nelle scelte, nelle parole, nella vita di ognuna, nel lavoro di tante donne che ogni giorno danno vita al mondo e si scontrano con nuove e vecchie forme di dominio. Di questo sguardo, di questa presenza e di questi conflitti vogliamo parlare nel nostro blog.

È stato detto che in questi anni è nato un nuovo femminismo, diverso da quello della seconda metà del ‘900. Lasciamo volentieri alle storiche e agli storici questa discussione. A noi interessa che ci siano nuovi volti, generazioni, pensieri ad arricchire lo scenario di questo secolo, del mondo, della politica. Siamo solo all’inizio della nostra libertà, di questa rivoluzione che ha cambiato anche la vita degli uomini e abbiamo imparato che la storia non procede sempre in avanti, senza salti e contraccolpi. Non ci si lasciano alle spalle secoli di patriarcato dall’oggi al domani. E nella crisi possono prodursi perdite e smarrirsi saperi, come l’attitudine alle relazioni e l’attenzione alla cura, aumentando solitudine e ferocia tra gli umani.

Ma la mutazione antropologica va avanti, e persino in un contesto difficile come quello segnato dalla crisi economica, dal dominio del mercato e dall’esaltazione dell’individuo, produce nuove storie, nuove esperienze, nuove immagini di un’inedita soggettività femminile.

Vogliamo guardare agli esperimenti che nascono e che producono mutamenti e nuova cultura. Scoprire dove si produce cambiamento nel rapporto tra uomini e donne, nell’organizzazione dei tempi di vita, nelle forme del lavoro, nel rapporto con il proprio corpo e la sessualità.

Cerchiamo tracce creative delle soggettività all’opera. Non c’è disegno compiuto, marce trionfali verso un glorioso avvenire, magnifiche sorti e progressive. Ma tracce, che consentono aperture e trasformazione, che disegnano sentieri di libertà. Femministerie, nient’altro.

Costanza Bianchi, Cristina Biasini, Francesca Caferri, Cecilia D’Elia, Cinzia Guido, Giorgia Serughetti, Maddalena Vianello

Header design: Raffaele Mirarchi

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13 pensieri su “Chi siamo

  1. Ben detto: “nuove immagini di un’inedita soggettività femminile.
    Vogliamo guardare agli esperimenti che nascono e che producono mutamenti e nuova cultura. Scoprire dove si produce cambiamento nel rapporto tra uomini e donne, nell’organizzazione dei tempi di vita, nelle forme del lavoro, nel rapporto con il proprio corpo e la sessualità” Non potevate esprimervi meglio. Benvenute!.

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  2. ‘… Siamo solo all’inizio della nostra libertà… ‘ quante volte ho avuto questo pensiero osservando le donne! Un ‘Chi siamo’ fresco e intelligente.

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  3. Pingback: ”La marcia delle differenze” di Giorgia Serughetti | archiviodilea

  4. Stamattina, nel day after della bellissima giornata di ieri, 8 marzo 2017, compare una statua di bronzo a Wall Street: una bimba che coraggiosamente si oppone al toro-macho, simbolo del potere maschile della finanza, del rischio, dei Big Short.
    Un bel risveglio per me, 36 anni, freelance precaria residente all’estero. Quando posso, scrivo e mi occupo di donne e scritture a firma femminile. Vi seguo con attenzione, e mi piacerebbe contribuire in modo concreto. Grazie per i vostri bellissimi articoli e saggi!

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  5. solo ora vi scopro, mi piace la presentazione che avete espresso. sono femminista della prima ora ( ho 66 anni) , appassionata di studi teologici (faccio parte del Coordinamento teologhe italiane) : vi frequenterò e spero di poter collaborare. Grazie del vostro lavoro. Paola Cavallari

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  6. Grazie a un post di Giorgia Serughetti, scopro questo ‘luogo’.
    “E nella crisi possono prodursi perdite e smarrirsi saperi, come l’attitudine alle relazioni e l’attenzione alla cura, aumentando solitudine e ferocia tra gli umani….
    Questo uno dei tanti passaggi che mi piace.
    Grazie, vi seguirò

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