Libere tutte!

libere-tutte-cover-altadi Maddalena Vianello

Libere di continuare a percorrere insieme la strada che dalle conquiste dei diritti e delle libertà deve portare al riconoscimento dell’uguaglianza sostanziale. Perché l’uguaglianza formale non è più sufficiente. Perché le donne da soggetti imprevisti hanno il diritto e il dovere (aggiungo io) di portare la propria specificità nei contesti e nei processi, in un mondo pensato per secoli unicamente al maschile.

Libere di avere o non avere figli, non più segnate da un destino biologico ineluttabile.

Perché la maternità e la cura non siano gli unici ambiti consentiti per la realizzazione sociale e per l’approvazione generale, ma frutto di una valutazione consapevole.

Libere sia di porre fine a una gravidanza non desiderata, sia di cercare il supporto delle tecnologie riproduttive per realizzare una maternità “tardiva” o “complicata”. Perché il tempo del corpo non sempre coincide con quello del desiderio e tanto meno con quello della precarietà. Continua a leggere

Come as you are. Parliamo di sesso

come-as-you-are-nagoskidi Chiara Anselmi

Bisognerebbe ricominciare a parlare di sesso. A farlo in modo sistematico e fuori dai clichés. La minaccia della realizzazione del terzo episodio della saga cinematografica di Sex and the city incombe sul nostro futuro prossimo, con il suo corredo di banalità e inesattezze, luoghi comuni e finte provocazioni. Per questo quando sono inciampata in una copia del libro di Emily Nagoski Come as you are, Risveglia e trasforma la tua sessualità! che in quarta di copertina definisce il piacere un diritto mi è sembrata una buona occasione.

Come as you are, the surprising new science that will transform your sex life è uscito nel 2015 negli Stati Uniti ottenendo un discreto successo. La stampa anglosassone gli ha dedicato recensioni lusinghiere. L’autrice è un’educatrice sessuale e ricercatrice statunitense, ha tenuto corsi sulla sessualità femminile in vari college americani e ha un popolare blog che si chiama The dirty normal.

In varie occasioni ha raccontato che negli elaborati di fine corso, alla domanda ‘qual è la cosa più importante che hai appreso da queste lezioni?’, più del 50% delle sue studentesse risponde: ‘che sono normale’. Da qui la decisione di scrivere il libro. Continua a leggere

Eccentriche #1 – Quel vulcano di Emily

Di Sara De Simone

La rubrica Eccentriche è dedicata a scrittrici, poete, artiste di tutti i tempi che si sono mantenute fuori dal centro, non solo a causa dell’esclusione che per secoli le ha relegate in una posizione marginale, ma anche e soprattutto perché da quello spazio di confine e da quella visione periferica hanno saputo guardare di più, più a fondo, più lontano e raccontare mondi che altri non vedevano e collegare territori che altri tenevano separati.
Nella scelta del titolo hanno agito senz’altro gli echi della Society of Outsiders di Virginia Woolf, ma anche dei Soggetti eccentrici di Teresa de Lauretis, nonché di più recenti volumi come Le eccentriche. Scrittrici del Novecento (Botta, Farnetti, Rimondi) e di chissà quante altre voci e memorie interne…
Ma soprattutto ha influito la predilezione per buona parte delle parole che cominciano con ec- e in particolare eccentrica, eccessiva, eccedente, eccitante, eccezionale. Tutte parole adatte a descrivere le donne di cui parleremo.

immagine1

William Turner, Mount Vesuvius in Eruption, 1817

La Mia Vita era stata – Un Fucile Carico –
Negli Angoli – finché un Giorno
Il Proprietario passò – Mi identificò –
E Mi portò via –
E ora vaghiamo in Boschi Regali –
E ora cacciamo la Cerva –
E ogni volta che parlo per Lui
Le Montagne subito rispondono –
E basta ch’io sorrida, quale vigorosa luce
Sulla Valle avvampa –
È come se una faccia vesuviana
Avesse liberato il suo piacere […]
trad. it. Giuseppe Ierolli (ultimi 2 vv trad. mia)

My Life had stood – a Loaded Gun – è una delle poesie più celebri di Emily Dickinson ed assurge quasi a manifesto di tutta la sua opera e, potremmo dire, anche della sua vita. Continua a leggere

Judith Butler e l’idea di popolo

417cA9q4BtL._SX347_BO1,204,203,200_di Elettra Deiana

L’Alleanza dei corpi è il titolo dell’ultimo libro edito in Italia di Judith Butler, un testo densamente politico in cui la filosofa americana, sulla scia dei grandi raduni collettivi che segnano questa fase storica, affronta temi cruciali della contemporaneità, a cominciare dalle idee di popolo e di democrazia. Chi è davvero “il popolo”, si chiede Butler, fin dalle prime pagine dell’introduzione, e quale operazione di potere discorsivo interviene a circoscrivere il popolo in un determinato momento? E per quale fine? Costruzione storica e insieme sociale, politico-mediatica, simbolica, il popolo non coincide con una popolazione, sottolinea Butler, ma piuttosto è costituito da linee di demarcazione che implicitamente o esplicitamente vengono stabilite da chi e da quanti hanno nelle loro mani il potere del dichiarare e, va aggiunto, spesso quello delle armi. E ogni tentativo di dichiararsi popolo, da parte di un gruppo o di un altro, ha implicita l’idea di questa parzialità, di quell’“esclusione costitutiva” descritta da Chantal Mouffle e Ernesto Laclau, che Butler riprende, e che anche per lei demarca i modi e criteri dell’inclusione entro i confini del popolo.

L’inclusione nel popolo prevede anche l’esclusione dal popolo, come sempre è avvenuto. Chi conti davvero come popolo, e in che modo venga istituito oggi il confine dell’inclusione di chi sia il popolo: questa dovrebbe essere la preoccupazione della democrazia, soprattutto di quella radicale. Continua a leggere

La Ru486 nei consultori e la salute delle donne

consultorio-romadi Cecilia D’Elia

Ha fatto molto clamore la sperimentazione che è allo studio nel Lazio di somministrazione per 18 mesi della pillola ru486 in alcuni consultori. Una proposta nata all’interno di un progetto di rilancio del servizio, al quale ha collaborato anche chi scrive, che riguarda i diversi ambiti d’intervento dei consultori, il percorso nascita con la diffusione dell’agenda di gravidanza e il ricettario per le ostetriche che seguiranno le gravidanze non a rischio, il potenziamento dello screening, gli spazi per adolescenti. In particolare, al momento un gruppo di lavoro tecnico si sta occupando di interruzione di gravidanza e facilitazione dell’accesso alla contraccezione per le minorenni e le fasce disagiate della popolazione. Già il fatto che il gruppo affronti entrambi gli aspetti è indicativo di come si voglia tener fede a quella che è una peculiare caratteristica del lavoro consultoriale; l’approccio alla persona, ai suoi diversi aspetti, il lavoro di equipe degli operatori per sostere l’empowerment di chi si rivolge al consultorio. Continua a leggere