Le donne nei movimenti di protesta: tra Iran, Iraq, Libano e Cile

48949505966_5784b844ef_ba cura di Savina Tessitore

Fatmeh Masjedi, Nadia Mahmoud, Sarah Kaddoura e Juliana Rivas sono quattro femministe attive nei movimenti sorti di recente nei rispettivi paesi, Iran, Iraq, Libano e Cile. Il 26 gennaio 2020 hanno partecipato a una riunione virtuale per riflettere su come le donne hanno influito e siano state influenzate dalle recenti ondate di protesta. Quello che segue è un riassunto della loro discussione[1].

Le rivolte in questi quattro paesi hanno alcune caratteristiche in comune: nascono tutte come protesta contro lo status quo capitalista, e fanno parte di processi rivoluzionari dinamici di lungo corso che hanno avuto fasi alterne, di cui sono la manifestazione più significativa da decenni a questa parte. Continua a leggere

Nessuna tocchi le altre: contro il femminismo che esclude

di Femministerie

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Foto dell’Archivio Paola Agosti

Siamo preoccupate e arrabbiate, dopo la lettura del documento In radice: 8 marzo per l’inviolabilità del corpo femminile, firmato e diffuso da Arcilesbica, insieme ad altre associazioni e singole femministe italiane.

Innanzitutto, il tono perentorio, aggressivo, che procede per affermazioni definitorie e per decreti d’esclusione, è una pratica che rifiutiamo e che, come femministe, non ci appartiene. Il femminismo è, per noi, relazione e pratica di riconoscimento dell’altra. E non possiamo accettare una visione che identifichi come suo primo compito quello di tracciare confini, per decidere chi sta dentro e chi sta fuori. Soprattutto, quando questa sorveglianza dei confini serve a escludere non soggetti dominanti, come nella pratica storica del separatismo, ma minoranze gravemente discriminate ed esposte a violenze, sia in famiglia che nella società. Continua a leggere

La politica tra presente e futuro: cambiamo prospettiva sulla denatalità

di Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

bimbiGli ultimi dati Istat sulla popolazione confermano che siamo un paese che invecchia e si spopola. Lo sappiamo da tempo. In Italia la popolazione continua a diminuire, perché gli stranieri che arrivano sono sempre meno, mentre i giovani che lasciano il paese sono sempre di più. E con loro se ne vanno anche i progetti di genitorialità, già messi duramente alla prova dalle condizioni di vita e dai mutamenti dei costumi. Cosicché non solo il numero dei figli per donna è oggi al minimo storico, ma anche quello delle donne in età fertile. E per ogni 100 residenti che muoiono ne nascono solo 67. Dieci anni fa erano 96. Dobbiamo risalire all’immane tragedia della prima guerra mondiale, al 1918, per trovare un saldo negativo della stessa misura.

Spesso, nel nostro paese, chi ragiona di denatalità, in cerca di soluzioni, finisce per entrare maldestramente nel campo dell’autodeterminazione delle donne, che abbiamo faticosamente conquistato nel corso di decenni. Anche a causa di questa paura, del rischio che ogni discorso sulla fecondità in declino si tramuti in un atto di accusa verso l’autonomia femminile, questo è per noi femministe un tema difficile, quando non un tabù.

Il problema però è serio, da molti punti di vista. E noi vorremmo provare ad affrontarlo, guardando sia alle potenzialità e ai limiti dei punti di vista che si confrontano, sia – soprattutto – a ciò che questa discussione lascia fuori e che resta troppo spesso inesplorato.
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Da Femministerie alla Biblioteca delle donne: Eccentriche diventa un Festival

di Sara De Simone

A partire dall’esperienza di Femministerie, la rubrica Eccentriche è approdata alla Biblioteca Italiana delle donne di Bologna, dove si è trasformata in un Festival: «Eccentriche. Dialoghi su artiste fuori dal comune».
Ne annuncia le date il video appena diffuso sui social e promosso dall’Associazione Sentieri Sterrati e dall’associazione Orlando/ Centro delle donne/ Biblioteca Italiana delle donne di Bologna.

 

Chi sono le Eccentriche? E che cos’è l’eccentricità? In questo video tante donne, tutte diverse fra loro, hanno provato a rispondere a queste domande. Ci hanno raccontato della loro eccentrica del cuore, e hanno riflettuto con noi sul tema. È stato bello raccogliere le loro storie, i loro punti di vista. In fondo Eccentriche è proprio questo: ascolto e condivisione di storie di donne e di artiste, dei loro percorsi coraggiosi, irregolari, anche contraddittori, a volte dolorosi. Continua a leggere