Per riconoscere la violenza, educare uomini e donne alla libertà

512K1J0TEkL._SX300_di Giorgia Serughetti

Vorrei scrivere di Sara Di Pietrantonio, di come si possa ancora morire così, ammazzata all’“ultimo appuntamento” con l’ex fidanzato che non accetta la rottura della relazione, non accetta che lei veda un altro, quindi la segue, insiste per parlarle ancora, e infine la cosparge di alcol e le dà fuoco. Ogni frase, però, mi pare già scritta. E allora non dirò di lei, ma dirò di quanto è difficile a vent’anni (e non solo) riconoscere la violenza nella frustrazione maschile, nella morsa possessiva che scatta in risposta all’esigenza di libertà, nella sequenza in apparenza più patetica che pericolosa di chiamate, messaggi, visite indesiderate, dichiarazioni disperate.

Io l’ho vissuta una fine così. Voi? Non avete mai visto da vicino queste contorsioni ossessive, non avete mai conosciuto la fatica mostruosa che costa cercare un modo civile per uscirne, per liberarsi della stretta, per riprendere in mano la propria vita? Le mille strategie per nascondere una nuova storia: servono a non provocare altro dolore al proprio ex, o a proteggerci da conseguenze che non sappiamo prevedere? Continua a leggere

Annunci

…perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te

1460716617494

di Cinzia Guido

Calze a rete, zeppe altissime e passeggino: così Paolo Virzì ci presenta una delle protagoniste del suo film.

Tutto il contrario di cosa ti aspetteresti da una madre così come l’immaginario collettivo ce la consegna.

E poi il cavallo blu, che da tempo gira l’Italia per chiedere la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari.

Siamo da subito chiamati in giudizio: da che parte vogliamo stare? Continua a leggere

La legge 194 compie 38 anni, quale futuro?

Legge-194-468x215

di Maddalena Vianello

Il 22 maggio 1978 è nata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Abbiamo la stessa età, la legge ed io. Trentotto anni. Siamo cresciute insieme.

L’introduzione della legge 194 è stata una conquista fra le più importanti. L’aborto è legale. Non si rischia più né processo, né galera. Ma soprattutto, non si rischia più di morire fra le mani di “praticone” e “cucchiai d’oro”. Il numero degli aborti nel nostro paese continua a crollare verticalmente, a dimostrazione del fatto che legalizzare non rappresenta un incentivo. Continua a leggere

Terra ferita

 

di Cecilia D’Elia

terraferitaQuesta è una storia di amicizia e di forza femminile. Stefania Zambonardi fotografa per passione. Un giorno la sua cara amica Federica Lira scopre di avere un tumore al seno. La notizia irrompe come una deflagrazione a stravolgere la normalità delle loro vite.

Siamo a Brescia. In città, secondo lo Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, si riscontrano eccessi di incidenza e di ricoveri ospedalieri, in particolare nelle donne, per il melanoma, il tumore della mammella e i linfomi non-Hodgkin. Continua a leggere

Udi a congresso

di Cecilia D’Elia
unione donne italianeIeri sono stata al congresso nazionale dell’UDI, con la curiosità, il rispetto e l’affetto che si deve ad un’ amica di sempre. Mentre la responsabile nazionale Vittoria Tola teneva la sua relazione spiavo le presenze in sala. C’erano donne che mi hanno vista ragazzina e altre avvicinatesi in questi anni. La studentessa della Rete della conoscenza, le nuove cittadine venute da tutto il mondo. Insieme senza confini, per una misura femminile della libertà, della politica, della democrazia sono le parole scelte per accompagnare i lavori delle tre giornate. Continua a leggere

Nadia Murad, sopravvissuta all’Isis: giustizia per gli yazidi

nadiadi Giorgia Serughetti

Nadia Murad Basee Taha ha 22 anni, una figura minuta, lunghi capelli scuri raccolti in una treccia e occhi neri in cui ti perdi, mentre l’ascolti raccontare. Raccontare di quando, nell’estate del 2014, i miliziani del sedicente Stato islamico hanno ucciso sua madre e i suoi sei fratelli, e l’hanno rapita, insieme ad altre 5.000 persone della minoranza irachena yazida a cui appartiene, per poi farla prigioniera, venderla e comprarla, stuprarla e torturarla. Nadia dopo tre mesi è riuscita a scappare, a raggiungere un campo profughi e a trovare rifugio in Germania grazie a un canale umanitario. Ma, denuncia, sono ancora migliaia, forse 3.500, le donne e le bambine yazide nelle mani dell’Isis.

Questa ragazza, che fino a meno di due anni fa sognava solo di studiare medicina e oggi è candidata al Premio Nobel per la pace, da mesi viaggia di paese in paese, in Europa, in America, nel mondo arabo, per parlare con i governi, le istituzioni, le popolazioni, e chiedere giustizia per sé e il suo popolo. Continua a leggere

La forza di Tess

tessdi Costanza Bianchi

Tess Asplund si è trovata di fronte ad un corteo di 300 neonazisti a Borlange, nella parte centrale della Svezia. La donna non si è tirata indietro, ma è rimasta immobile con il pugno alzato in silenzio a fronteggiarli. L’immagine è diventata immediatamente virale, simbolo di una resistenza pacifica contro odio e xenofobia. Tess ha poi dichiarato: “Non ho paura di loro”. Il suo atto di forza e di coraggio è già considerato come un gesto emblematico per la storia della Svezia, e di tutte noi.