Perché Lucha y Siesta non deve scomparire

1-lys-non-si-vendedi Viola Lo Moro

Tre sono i momenti che mi vengono in mente legati alla casa delle donne Lucha y Siesta. Ho letto qualche giorno fa dell’attacco che stanno subendo: Atac spa vuole riprendersi l’immobile. I dettagli non li ho capiti bene; le donne di Lucha hanno scritto un comunicato sul loro sito, mercoledì ci sarà una assemblea pubblica.

Ma con queste poche righe vorrei non parlare dei dettagli. Vorrei parlare di tre momenti. Continua a leggere

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#MeToo, il contrattacco e lo spauracchio della fine del desiderio

Rose-McGowandi Giorgia Serughetti

“In Italy, #MeToo Is More Like ‘Meh’”, titola il New York Times. La mobilitazione che negli Stati Uniti ha innescato un cambiamento di portata storica, ed è per questo stata riconosciuta come una rivoluzione di portata analoga ai grandi movimenti della fine degli anni Sessanta, in Italia è seppellita sotto una coltre di disinteresse, quasi un sonoro sbadiglio.

Non solo, ma sulla pagine dei giornali e in tv, per disinnescare la carica destabilizzante della presa di parola delle donne, questa è fatta oggetto di irrisione (“La danno via e poi frignano”), di boriosi atteggiamenti di mansplaining (del resto chi meglio di un uomo può spiegare a una donna quando è giusto fare una denuncia per le molestie subite?), o di discredito (ne sa qualcosa Asia Argento, attaccata pochi giorni fa da Vladimir Luxuria e dal vicedirettore di Libero Pietro Senaldi nella trasmissione Carta Bianca di Rai Tre, un episodio che al di là del merito costringe a chiedersi: seriamente il servizio pubblico televisivo ritiene necessario il contraddittorio quando a parlare è una donna che racconta la sua esperienza di violenza?). Continua a leggere