Non c’è più tempo. Noi siamo la cura

Pubblichiamo il documento politico dell’Assemblea della Magnolia. L’iniziativa, promossa dalla Casa internazionale delle donne di Roma, è stata sostenuta da tantissime associazioni, gruppi e singole donne, che hanno cercato insieme di individuare i nodi che il Covid-19 ha fatto prepotentemente emergere e di proporre soluzioni attente ai diritti e alle libertà delle donne.

Non c’è più tempo. Per il pianeta, per il nostro mondo, per le nostre vite. Noi siamo la cura

Siamo le donne dell’Assemblea della Magnolia che si incontrano dal mese di luglio su iniziativa della Casa Internazionale delle Donne di Roma. Una pluralità di donne, tantissime e diverse, con le loro competenze e soggettività, da sempre impegnate per la libertà e l’autonomia delle donne e a praticare “la cura del vivere”, nelle esperienze personali e sociali, e nella politica.

È in ragione di questa forza che vogliamo prendere parola e contribuire alle scelte da fare oggi, per affrontare l’epidemia Covid-19, non come una “guerra da vincere” e per tornare alla “normalità”, ma come occasione per cambiare in radice noi, donne e uomini, ed il mondo in cui viviamo.  Costruendo qui e ora un futuro a misura delle necessità e all’altezza dei nostri desideri.

Con la pandemia il pianeta ha fatto sentire la sua voce.

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#ProssimaMente – Post-it di una giornalista di moda in quarantena

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di Sara Kaufman

Post-it con appunti presi in queste settimane – mentre la moda, di cui sono solita occuparmi, è ferma. Spunti per articoli o, semplicemente, cose da tenere a mente.

Post-it uno: casa mia. Incredibile come si fanno strada stereotipi e cattive abitudini. Casa mia allo scoccare del lockdown è tornata agli anni Cinquanta. Lui lavora, io mi occupo della casa e del bambino. Il mio lavoro? Secondario in quanto meno retribuito. Mica si può campare coi due spicci che guadagno io, ci vuole uno stipendio vero, uno stipendio ‘maschile’. Non c’è stato neanche bisogno di discuterne: un tacito accordo familiare. Normale, quello che non è normale è che sia la normalità. Come giornalista di moda freelance non mi aspetto di guadagnare quanto un ingegnere meccanico – sono, a prescindere dal genere, categorie salariali diverse. Però piacerebbe anche a me avere uno stipendio ‘maschile’, ancorché da giornalista di moda. Se poi ci fosse anche il famoso reddito di cura del quale tanto si discute, forse il mio compagno avrebbe detto “sai che c’è? lavora tu, che se non scrivi per due mesi sparisci dalla piazza. Tanto col reddito di cura i conti tornicchiano.” Magari glielo avrei detto io. Quantomeno ne avremmo discusso.

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#ProssimaMente – Il plusvalore del lavoro di cura

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di Simona Ricci

Per almeno un ventennio, dalla Legge 53/00 che ha determinato sicuramente uno spartiacque legislativo in tema di politiche di conciliazione tra cura e lavoro, ci siamo sperimentate in progetti, formazione, politiche culturali che avevano l’obiettivo di diffondere esperienze e pratiche, soprattutto contrattuali ma non solo, attraverso le quali abbiamo tentato di produrre un cambiamento culturale, innanzitutto nelle aziende e negli enti pubblici.

Avevamo l’ambizione che la cultura d’impresa potesse cambiare, che di fronte ad una richiesta di congedo, di flessibilità in entrata o in uscita, una richiesta di part time, anche temporaneo, non ci saremmo trovate di fronte ad un muro, ad un no, o anche ad un sì però condizionato. Continua a leggere

#ProssimaMente – L’Europa riparta da Lesbo

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Photo by Stefano Stranges

di Federica Tourn

Quando nell’estate del 2016 guidavo fra gli stretti tornanti dell’isola di Lesbo, in un paesaggio di roccia spaccato dal sole, con lo sguardo che vagava sullo stretto braccio di mare scintillante alla ricerca di un puntino, un barcone alla deriva, ero assillata dai numeri. Tanti ne sbarcavano, di siriani in fuga dalla guerra, bagnati fino alle ossa, in un silenzio che non avresti immaginato, e subito in qualche modo venivano registrati e ribattuti – ritwittati – da qualche agenzia, da ong, da fonti dei ministeri, dai sancta sanctorum europei, in accordo con il cane da guardia turco. Tanti ne arrivavano, di donne, uomini e bambini, tanti sarebbero dovuti tornare indietro, o redistribuiti in paesi malcontenti di farsene carico. Tanti, troppi ne morivano – e qui le notizie si facevano vaghe, il numero dei dispersi, lo sappiamo, si arrotonda sempre per difetto. Continua a leggere

#ProssimaMente – Il corpo al centro della scena educativa

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Jérôme Bel – Gala

di Roberta Ortolano

Prendere un mezzo pubblico a Roma certe volte vuol dire essere schiacciati in un corpo a corpo, fino a non poter respirare. Al di là del fatto che i mezzi sono oggettivamente pochi e spesso pure mal funzionanti, una delle cose più frequenti che mi è capitato di pensare è questa: ma come sarebbe bello se ora questo nostro stare appiccicati in questo spazio si trasformasse in una danza, come in uno di quei laboratori espressivi in cui ciascuno impara a occupare tutto lo spazio che c’è senza assalire l’altro, sapendosi guardare intorno, avendo cura di chi ne ha più bisogno, percependo forze ed equilibri. Chi prende i mezzi sa che spesso il problema è che le persone si affollano attorno alle porte d’uscita, per la paura del tutto giustificabile di restare ingabbiate, lasciando lo spazio centrale della vettura semivuoto. Succede che ci si arrabbia gli uni contro gli altri, ci si insulta, qualche volta ci si picchia pure. Continua a leggere

Coronavirus: “sophia” o tecnocrazia?

Testa_di_atena_di_tipo_parthenos_di_fidia,_scuola_attica_del_IV_secolo_ac,_elmo_metallico_perdutodi Antonella Anselmo

Il 10 aprile il Premier Giuseppe Conte, assumendo piena responsabilità politica, annuncia la nomina di un Comitato di esperti, composto da 17 persone (tra cui solo quattro donne), esperti in governance aziendale, tecnologia ed economia.

Il Comitato dovrà “elaborare e proporre al Presidente del Consiglio misure necessarie per fronteggiare l’emergenza epidemiologica COVID 19 nonché la ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali economiche e produttive anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza”. Inoltre opererà in coordinamento con il comitato tecnico scientifico della Protezione civile (DPCM 10 aprile 2020 che rinvia all’Ord. n. 630 del 3 febbraio 2020 Protezione Civile). Continua a leggere

Tutt* a casa: il domestico-perturbante

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di Giorgia Serughetti

Stiamo a casa, se possiamo, nel mezzo di questa spaventosa epidemia. Mentre gli schermi di smartphone, tablet e pc diventano per molte e molti l’unica finestra sul mondo, da casa si lavora, si fa lezione di matematica, si fanno corsi di ginnastica, musica, maglia o cucina online. Forse questa crisi ci cambierà, quel che certo è che ha già cambiato il significato di quel luogo che per ciascuna e ciascuno è la casa. Non più (solo) luogo dell’intimità, la casa diventa uno spazio aperto a continue incursioni esterne: telefoni che squillano, videochiamate, videoconferenze. E intanto si passa l’aspirapolvere, un bambino piange, il gatto si sdraia sul tappetino per il pilates, dalla cucina arriva rumore di piatti.

C’è qualcosa che viene avvertito come comico, ridicolo, nelle immagini e nei racconti del lavoro da casa di quelle migliaia di persone che vi si trovano costrette per la prima volta a causa del Covid-19. Continua a leggere