Legge 194: c’è una gerarchia di diritti, rispettiamola

imagesdi Michela Murgia

La decisione della Regione Lazio di indire un bando di concorso apposito per reclutare medici non obiettori al San Camillo è un atto politico di grande portata, benché di nessuna efficacia. Il risultato pratico non può che essere nullo perché nessuna regione ha il potere di revocare in forma permanente il diritto di obiezione dei medici: con la legge attuale infatti niente impedirebbe loro di dichiararsi obiettori dopo l’assunzione e questo alla Regione Lazio lo sanno benissimo.

L’efficacia politica del gesto di Zingaretti è però altissima proprio per questo: dopo molto tempo si riapre sul piano legislativo e politico lo spinoso dibattito sulla conciliazione tra il diritto di ricevere assistenza per l’interruzione di gravidanza e quello di obiezione di coscienza.

È importante ribadire che di conciliazione si sta trattando, perché questa dialettica – a causa delle storture nell’applicazione della 194 che hanno trasformato un diritto in una caccia disperata al medico non obiettore – oggi non è più così pacifica. Continua a leggere

Regione Lazio e legge 194: una storia importante

abortodi Maddalena Vianello

All’ospedale San Camillo si pratica circa il 30% delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) di Roma. Sappiamo che alcune donne arrivano da fuori città, da luoghi in cui abortire non è più possibile. Molte di queste, tuttavia, non hanno la fortuna di rientrare fra gli interventi in programma giornalmente, troppo pochi rispetto alla domanda. Sappiamo che le condizioni di accoglienza ed erogazione del servizio non sono delle migliori per usare un eufemismo (raccomando la visione del documentario “Obiezione vostro onore”). Sappiamo anche, però, che quello del San Camillo non è un caso isolato e nemmeno dei peggiori.

La diffusione dell’obiezione di coscienza – in alcune regioni d’Italia sfiora il 90% – inficia l’efficacia del servizio pubblico. Tanto che la LAIGA (e non solo) denuncia un’allarmante recrudescenza dell’aborto clandestino.

In questo quadro si inserisce il Bando della Regione Lazio per l’assunzione di due medici per l’applicazione della legge 194, difeso con convinzione dal Presidente Nicola Zingaretti. Attenzione, il bando non si rivolge unicamente ai medici non obiettori, esplicita piuttosto la funzione a cui sono chiamati: il servizio pubblico per l’IVG previsto dalla legge 194. Per dirlo con parole mie, per garantire la libertà e un diritto delle donne. Continua a leggere

Caro Buttafuoco, Artemisia quella notte è impazzita di dolore, non di piacere

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di Maddalena Vianello

Tutte le mattine mi aggiro per casa con la mia radiolina portatile di colore rosso. Ascolto religiosamente Radio24 da qualche tempo con una certa soddisfazione. La rassegna stampa di Alessandro Milan è sempre un ottimo antidoto per affrontare l’inizio di una nuova giornata.

E’ necessaria una breve interruzione fino alla macchina. Poi, con l’accensione del motore riparte la radio. Quando faccio tardi sopraggiunge la trasmissione di Giovanni Minoli. E proprio durante la trasmissione di Minoli qualche giorno fa qualcosa mi ha ferito l’orecchio. Forte, come un’unghia sulla lavagna.

Un’intervista a Pietrangelo Buttafuoco sul suo nuovo libro.

Titolo: “La notte tu mi fai impazzire”. Sottotitolo: “Gesta erotiche di Agostino Tassi, pittore”. Edito da Skira.

Ma Agostino Tassi non era lo stupratore di Artemisia Gentileschi? Come può un uomo essere così arrogante da scrivere un libro che fin dal titolo mescoli, con una certa dose di compiacimento, i confini fra erotismo e violenza sessuale? Mi chiedo lì per lì, sperando di aver  capito male. Continua a leggere

Immagina Hillary

hillary_immdi Maddalena Vianello*

Contro ogni previsione Hillary Clinton non è diventata la prima donna Presidente degli Stati Uniti d’America.

Il risultato ha preso in contropiede perfino Donald Trump che si è presentato sul palco della vittoria indossando una maschera di costernazione e incredulità.

Trump è stato un avversario così di basso livello, da indurre a pensare che perfino una donna potesse batterlo. E, invece, Hillary ha perso.

Donald è risultato alla prova del voto più tranquillizzante. L’elettorato aggrappandosi forte alla scheggia del sogno americano che Trump incarna, è passato sopra a tutto, piuttosto che votare per una donna. Continua a leggere

#FertilityDay: non solo sbagliato, ma controproducente

Cartolina-10di Giorgia Serughetti

A livello mondiale si moltiplicano gli allarmi per la crescita sostenuta della popolazione, in un contesto in cui il pianeta, anche a causa del cambiamento climatico, va esaurendo le risorse naturali. In Italia invece da anni l’allarme è per la vertiginosa diminuzione delle nascite, che con un andamento stabilmente decrescente ha portato nel 2014 al minimo di 1,29 figli per donna, fatti in età sempre più tarda. Si può discutere se la tendenza italiana sia necessariamente da invertire, in un’ottica non ristretta al nostro paese ma aperta alle dinamiche di movimenti globali delle popolazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Al tempo stesso, certo, trovo anche sacrosanto portare avanti una riflessione che identifichi i fattori critici che spingono alla bassa natalità, e provi a porvi rimedio, specialmente quando diventa chiaro che dietro i dati ci sono le difficoltà delle donne che, forse, dei figli li vorrebbero pur fare, ma si trovano a confrontarsi con condizioni sempre più ostili alla maternità.

Niente di tutto ciò, tuttavia, sembra motivare la campagna per il #FertilityDay lanciata dal Ministero della Salute – Proteggi la tua fertilità: Per te. Per noi. Per tutti – che ha scelto, per stimolare le donne ad avere figli, l’approccio meno innovativo, e certamente meno femminista, che si potesse immaginare. Con risultati, a mio parere, persino controproducenti. Continua a leggere

Divieti e burkini

di Cecilia D’Elia

burkiniBarriere invece che ponti. Divieti al posto del dialogo. La polemica estiva sul burkini, i divieti decisi da alcune municipalità francesi e la presa di posizione di Manuel Valls sulla sua incompatibilità con i “nostri valori”, danno voce al riflesso autoritario dell’occidente impaurito. Semplificano le differenze che animano il nostro spazio pubblico e, ancora una volta, fanno del corpo delle donne il terreno di un improbabile scontro di civiltà. Meglio di me Renata Pepicelli ha spiegato la differenza tra burkini e burqa e perché è un errore vietare questo indumento, pensato per permettere alle donne musulmane velate di farsi il bagno senza scoprire il proprio corpo. Continua a leggere