30 anni, femminista

 

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Credit foto: Kristoffer Trolle

di Silvia Grasso

Ho scoperto tardi il femminismo o, forse, l’ho sempre praticato senza saperlo. Capita se si nasce e cresce in una cultura patriarcale in cui qualsiasi regola ha il travestimento del giusto e del buono e, se non la si segue, si è cattive e sbagliate. Succede di più nei micro tessuti sociali in un cui non si parla di femminismo, non lo si conosce, non lo si spiega: lo si scambia per un movimento esoterico di nicchia, in cui le femministe sono donne ribelli che dovrebbero soltanto stare a casa a crescere i figli o a badare ai mariti come se fossero animali domestici da compagnia. Continua a leggere

#ProssimaMente – Ragazze con i cartelli

Con le “Ragazze con i cartelli” di cui ci fa dono Eva Geatti (che ringraziamo!) chiudiamo la lunga serie di post che abbiamo pubblicato nell’ambito della nostra open call #ProssimaMente. Nella crisi di tutti i paradigmi che stiamo attraversando, volevamo provare a pensare insieme un mondo nuovo, un mondo femminista, e siamo felici di aver ospitato tante voci di donne di generazioni diverse, che vivono in parti diverse del mondo, e con una straordinaria ricchezza di idee. La call si chiude qui, ma Femministerie resta, per continuare ad ospitare idee, dibattiti, visioni. Perciò, alla prossima! Continua a leggere

#Prossimamente – Invisibili

di Sara Marini – a.p.s. SCoSSE

Mi trovo a riflettere su un contributo per #Prossimamente, in questo momento in cui, più che mai, valutazioni professionali, paure, ansie e gestione della vita privata si sovrappongono, come non fosse già una cifra del mio modo di stare al mondo e con me delle persone con cui condivido molti dei percorsi che intraprendo. I lavori che, in questo tempo contratto e compresso, si sovrappongono, sgomitano, si sottraggono spazio a vicenda, entrano ed escono tutti da questo mio tentativo di concentrarmi e focalizzarmi. Continua a leggere

#ProssimaMente – La città del “dopo-Covid”

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Foto di Serena Olcuire

di Atelier Città Iaph Italia – Serena Olcuire, Chiara Belingardi, Federica Castelli

Queste settimane primaverili ci vedono intente a riprenderci le città, ognuna con i suoi tempi e le sue modalità, abitudine dopo abitudine, spazio dopo spazio. Ma non possiamo considerarla una riconquista dello status quo, sia perché alcune cose potrebbero essere cambiate per sempre, sia perché lo status quo non andava per niente bene, e la pandemia non ha fatto altro che evidenziare le condizioni di disagio e di profonda disuguaglianza già presenti nei nostri spazi urbani. Continua a leggere

#ProssimaMente – Dalla parte di bambine e bambini

di Collettivo Marielle

Per costruire un mondo femminista ci sembra fondamentale partire dall’educazione e dalla conoscenza, per smontare i costrutti maschilisti e patriarcali, così connaturati nella nostra società da essere spesso “invisibili”.

Dato che non si può (e nemmeno sarebbe efficace) obbligare qualcuno ad aprirsi ad una prospettiva diversa, che in alcuni casi viene vista come spaventosa e sovvertitrice dell’ordine naturale delle cose (“volete distruggere la famiglia!”), il primo passo da fare secondo noi è comunicare questa visione a chi può accoglierla senza pregiudizi e paure: i bambini e conseguentemente coloro che si pre-occupano della loro educazione e crescita.

La nostra proposta è quindi trasversale. Continua a leggere

#ProssimaMente – Riscoprire il femminismo intersezionale

di Costanza Demaria

Per quelle di noi
Che sono state marchiate dalla paura
Come una ruga leggera al centro delle nostre fronti
Imparando ad aver paura con il latte di nostra madre
Perché con questa arma
Questa illusione di poter essere al sicuro
Quelli dai piedi pesanti speravano di zittirci
Per noi tutte
Questo istante e questo trionfo
Non era previsto che noi sopravvivessimo

Audre Lorde
Litania per la sopravvivenza

Il nostro mondo è un mondo che fa paura. Paura di essere aggredite, paura di perdere chi amiamo, paura di non trovare lavoro, di non riuscire a pagare l’affitto, paura del tempo che passa e delle cose nuove, paura delle cose che non comprendiamo, paura di non essere abbastanza, paura di ammalarci e soffrire. La paura ci divide e ci accomuna e mai come in questo periodo tutti hanno sviluppato una paura in comune: il contagio. Abbiamo paura che qualcuno che amiamo si ammali o di ammalarci noi, o ancora di poter trasmettere la malattia pur non manifestandone i sintomi. Continua a leggere

#ProssimaMente – Quale futuro?

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di Anna Argirò

Siamo noi giovani ad avere un’idea del mondo di oggi, senza essere legati a blocchi superati. Non siamo smarriti o sognatori, siamo determinati e fiduciosi. Ci diamo da soli quell’incoraggiamento che gli adulti, spesso bloccati da una sorta di ‘ignoranza empirica’, non ci trasmettono. Noi ragazzi e ragazze dobbiamo cercare di pensare in grande, di tendere a qualcosa che superi la semplice aspirazione ad una vita tranquilla. Tutto ciò comporta il rischio di illudersi, ma almeno permette di provare a uscire dalla massa grigia che ci circonda”.  Rileggo queste parole che ho scritto quando avevo diciotto anni per un concorso su “La generazione degli anni zero”. Il mio testo iniziava con un riferimento all’11 settembre, data che aveva tragicamente aperto il nostro millennio. Pur non avendo un ricordo nitido degli eventi di quella giornata e di quelli successivi, mi era rimasta dentro una sensazione: come se tutto il mondo fosse unito, solidale e soprattutto consapevole del fatto che dopo quell’11 settembre niente sarebbe stato più come prima.  Continua a leggere

Jeffrey Epstein. La persona e il modello

poster-780di Francesca Marta

Jeffrey Epstein. Spero che vi ricordiate di lui. Avevo seguito un po’ la sua storia l’anno scorso, quando si è (forse) suicidato presso il Metropolitan Correctional Center di New York – perché prima dell’anno scorso non è che qui in Italia se ne sapesse molto -. E poi è chiaro che ho visto la miniserie-documentario su di lui prodotta da Netflix, che tra l’altro vi consiglio.

Bene, Jeffrey Epstein era un multimiliardario americano molto ben posizionato socialmente, con un’ottima rete di relazioni bipartisan, una quantità notevole di proprietà di lusso, ivi incluse un’isola e un parco di aerei privati, fidanzato con un’avvenente oxfordiana. Epstein ha trafficato decine di donne minorenni, abusandone sessualmente, mettendole a disposizione degli illustri ospiti delle sue feste private, e minacciandole fisicamente e psicologicamente. E, naturalmente, il nostro era anche una persona sulla quale il percorso della giustizia si è dipanato con una lentissima e omertosa indulgenza.

Quindi, come è capitato a me, immagino che a molte persone ascoltare la sua storia abbia provocato la stessa sensazione che si avverte quando sposti il frigorifero dall’angolo dove è incastrato da anni, e ti rendi conto della quantità impensabile di orrore che si nasconde dietro di lui. Continua a leggere

#ProssimaMente – Sopravvalutare il tempo

DSC_0177a copiadi Anabella Roldán

“A noi immortali non piace essere presi sul serio, ci piace scherzare. La serietà, caro mio, è una nota del tempo: nasce, te lo voglio confidare, dal sopravvalutare il tempo. Anch’io una volta stimavo troppo il tempo e desideravo perciò di arrivare a cent’anni. Ma nell’eternità, vedi, il tempo non esiste; l’eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo.”

                                                                dal libro “Il lupo della steppa” di Hermann Hesse

 

Mi chiedo quanto sia cosciente questo cambiamento nella misura del tempo che questa quarantena ci insegna. 

Mi chiedo pure quanto sia invisibile e quasi naturale il potere del sistema di produttività nel nostro profondo, che pur vivendo una situazione limite come prenderci cura dei nostri corpi per non ammalarci davanti ad una pandemia, ci stressiamo di non essere “abbastanza produttivi”. 

Vogliamo fare tutto. Ogni giorno deve avere qualcosa di speciale, di utile, d’importante. 

Mi chiedo se a tutti capita andarsene a dormire con un certo senso di colpa per non essere soddisfatti della giornata. Non abbastanza produttiva.  Continua a leggere

#ProssimaMente – La scuola come fondamento di democrazia

Foto di Pragyan Bezbaruah da Pexels

Foto di Pragyan Bezbaruah da Pexels

di Caterina Buffone

Mai come adesso si sente parlare di istruzione, scuola, recupero dei giorni persi. Ci si fascia la testa su come permettere ai 500.000 maturandi di completare nel migliore dei modi il loro percorso formativo durato 16 anni. Ma siamo sicuri che sia un percorso formativo realmente completo? Siamo sicuri che alla fine di tutti questi anni, la/il ragazza/o abbia davvero una formazione adeguata ad affrontare il futuro che gli aspetta? Probabilmente no. E a rendere tutto ancora più incerto sono le differenze sociali presenti nel nostro Paese e che la crisi legata al Covid-19 ha smascherato.

Quando finirà tutto questo dovremmo non dimenticare che l’istruzione non è uguale per tutti: l’art. 34, comma 3, della nostra Costituzione afferma che “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” Ma secondo l’Istat in Italia soltanto una famiglia su 3 dispone di un computer per ogni componente; situazione ancora più critica al Sud dove ben 4 famiglie su 10 sono senza computer in casa. Ancora peggio in Calabria dove molti studenti si ritrovano senza la strumentazione necessaria per continuare a studiare; ed è per questo che il 95% delle scuole ha dovuto svuotare i propri laboratori per distribuire le attrezzature alle famiglie. Nonostante questo si parla comunque di ancora 12.000 studenti impossibilitati alla didattica online. Continua a leggere