Note sulla cultura dello stupro

john travoltadi Federico Bonadonna

Perché alla sorella di Antonio Brizi piaceva John Travolta? Voglio dire, lei aveva appena dieci anni e mezzo e lui, Travolta, era un ragazzo decisamente peloso. Sì, insomma, come fanno a piacerti i peli a quell’età? Lei aveva appeso questo poster così esplicito nella sua cameretta rosa con il lettino ricoperto di cuoricini. Le sue stupide amichette erano impazzite e avevano smesso di giocare al dottore con noi che eravamo pure più grandi di loro di un anno. E così ora vivevamo su due pianeti diversi: loro ritagliavano le foto di Tony Manero dalle riviste e le incollavano sul diario, noi giocavamo a pallone.

Era il 1978, che per me è ancora l’anno della scoperta del testosterone. Era successo tutto dopo quella domenica pomeriggio in cui ci eravamo ritrovati al cinema con tutta la classe, ma senza un appuntamento preciso, semplicemente eravamo lì. Continua a leggere

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Iran, una rivolta (anche) delle donne, ma non contro il velo

irandi Francesca Caferri

Ora che il caos dei primi giorni sembra essersi placato e c’è spazio per una riflessione più pacata, è il momento di dirselo: quella a cui abbiamo assistito nelle strade dell’Iran non è stata una rivolta di genere. Non una protesta contro il velo o il patriarcato, nonostante una ragazza a capo scoperto che sventolava il suo hijab bianco ne sia diventata l’involontario simbolo. E nonostante gli inni alla liberazione delle donne iraniane di cui abbiamo letto sulle pagine dei giornali italiani.

Le donne in strada, in questi giorni, ci sono andate. E anche molto numerose. Ma bastava ascoltarle per capire. Chiedevano stipendi più alti, salari pagati con regolarità, lo stop all’inflazione e al finanziamento senza fine delle iniziative iraniane in Siria, Yemen, Libano. Le stesse richieste che facevano gli uomini. Se c’è un dato interessante da cogliere in queste rivolte è proprio questo: le richieste erano le stesse. Delle donne e degli uomini, delle cittadine e dei cittadini iraniani. Insieme. Continua a leggere

Perché Lucha y Siesta non deve scomparire

1-lys-non-si-vendedi Viola Lo Moro

Tre sono i momenti che mi vengono in mente legati alla casa delle donne Lucha y Siesta. Ho letto qualche giorno fa dell’attacco che stanno subendo: Atac spa vuole riprendersi l’immobile. I dettagli non li ho capiti bene; le donne di Lucha hanno scritto un comunicato sul loro sito, mercoledì ci sarà una assemblea pubblica.

Ma con queste poche righe vorrei non parlare dei dettagli. Vorrei parlare di tre momenti. Continua a leggere

Letture e visioni contro la violenza. Le nostre proposte per il 25 novembre

In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Femministerie ha raccolto alcune proposte di libri, film e serie tv, selezionate tra i titoli usciti nel 2017, che offrono analisi, riflessioni e spunti per parlare e agire contro la violenza di genere. Buona lettura!

SAGGI

Simona Feci e Laura Schettini (a cura di), La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), Viella, Roma 2017, pp. 287.

feci schettiniOgni volta che si parla di violenza contro le donne il richiamo alla storia è forte, presente anche nei documenti dell’Onu o nella Convenzione di Istanbul. Lo si fa per sottolinearne la lunga durata o il fatto che sia stato il modo in cui gli uomini hanno conservato la diseguaglianza tra i sessi. Come ci viene spiegato nella bella introduzione di Simona Feci e Laura Schettini al volume La violenza contro le donne nella storia, in questo senso il richiamo alla storia non allude ad un sapere specialistico, ma a una chiave di lettura utile per promuovere politiche efficaci a contrastarla. Eppure, ci avvisano le curatrici, bisogna stare attenti alle generalizzazioni, “esse impediscono di scomporre un fenomeno che trattiene in sé il carattere della durata e quello del mutamento”. Continua a leggere

#lacasasiamotutte

caa-delle-donne-CopiaLa Casa internazionale delle donne di Roma rischia lo sfratto. La notizia è rimbalzata sui social mercoledì 8 novembre, tra incredulità e preoccupazione, ed è subito diventata virale. Si sono susseguite prese di posizione a sua difesa, dichiarazioni di affetto e di stima per il luogo e le sue attività, che hanno coinvolto anche tante personalità delle istituzioni, fino alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

Causa scatenante una secca lettera dell’amministrazione che richiede alla Casa il pagamento entro trenta giorni dei debiti accumulati nei confronti di Roma Capitale, per l’esattezza 833.512,30 euro. Trattasi dunque di ingiunzione di pagamento, pena lo sfratto. Neutra, asettica e brutale come sanno esserlo le comunicazioni amministrative che non si accompagnano a nessuna interlocuzione politica, a nessun tentativo di governo di una vicenda che viene da lontano e che le scorse amministrazioni, grazie alla mediazione della Commissione delle elette del Comune, avevano cercato di affrontare. Perchè la storia della Casa è una storia di movimento, ma anche di rapporto tra questo e le donne che hanno amministrato e governato Roma. Continua a leggere

Ridere senza vergogna: una storia a fumetti dei genitali femminili

di Chiara Anselmifrutto della

Nel 2017 una vorrebbe sperare che la parola vergogna associata ai genitali femminili fosse solo una reminiscenza arcaica ormai superata. In realtà è sufficiente digitare vaginoplastica su Google per ottenere decine di migliaia di risultati e realizzare che è un intervento assai richiesto (o desiderato). Evidentemente molte donne non provano più un generico imbarazzo per il fatto di avere una vulva, ma sono schiacciate da un senso di inadeguatezza per quella di cui la natura le ha individualmente provviste.

Magari siete tra quelli che pensano sia un problema il fatto che nella nostra cultura l’organo sessuale femminile sia reso invisibile e coperto di vergogna; esordisce il saggio a fumetti Il Frutto della Conoscenza scritto da Liv Strömquist  (fumettista svedese, conduttrice radiofonica e attivista politica) appena pubblicato in italiano da Fandango libri. La graphic novel è un’erudita ed esilarante storia sociale della vulva dall’età della pietra ai giorni nostri. Continua a leggere

Mamma non Mamma

Pubblichiamo un estratto dalla recensione di Cecilia D’Elia al supplemento a Leggendaria n.123/2017, apparsa sul sito del Centro per la Riforma dello Stato.

mamma-non-mammadi Cecilia D’Elia

A sei anni dal documento La cura del vivere, il Gruppo del mercoledì, composto da  Filvia Bandoli, Maria Luisa Boccia, Elettra Deiana, Letizia Paolozzi, Bianca Pomeranzi, Bia Sarasini e Stefania Vulterini,  torna con una pubblicazione, Mamma non mamma, supplemento a Leggendaria n.123/2017, con l’intento di “spostare lo sguardo” sul dibattito attorno alla gestazione per altri. Non è un documento unitario, ma una raccolta di più interventi, di narrazioni e di incontri con chi ha fatto esperienza di gestazione per altri. Possiamo leggervi, tra gli altri, un saggio di Maria Luisa Boccia e Grazia Zuffa, un testo sull’uso del diritto penale di Tamar Pitch e uno sulla eteronormatività di Viola Lo Moro.

Mamma non mamma è un contributo alla discussione che è anche un punto di arrivo e di ripartenza di un percorso iniziato nel novembre del 2015,  quando il Gruppo organizzò un appuntamento dal titolo “Curare la differenza. Tra gender, generazione, relazioni sessuali e Famiglie Arcobaleno”. Continua a leggere