Storia delle mie mamme (e dei miei papà)

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di Chiara Sfregola

Quando ero bambina, nonostante mamma e papà fossero vivi vegeti e regolarmente sposati, sapevo di non avere solo due genitori.

Intanto perché Imma* me lo ricordava molto spesso: “Tu non hai due genitori, ne hai quattro!” E questo voleva dire, in parole povere, che lei e suo marito potevano mettermi in punizione quando insieme al loro figlio maggiore ne combinavo qualcuna delle mie. E cioè: spesso. D’altra parte Imma è anche la prima persona che mi abbia insegnato a fare una torta lasciandomi pasticciare con il latte e le uova -a questo ai miei occhi la muniva di una certa autorità, perché a casa mia invece potevo solo leccare la crema pasticciera dal tegame sperando di arrivare prima di mio fratello. Continua a leggere

San Camillo: non c’è violazione dei diritti dei medici obiettori

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di Benedetta Liberali

L’iniziativa dell’ospedale S. Camillo Forlanini di Roma costituisce un passo importante per superare la condizione di violazione del diritto alla salute delle donne (che alle condizioni previste dalla legge n. 194 del 1978 richiedono di accedere al trattamento interruttivo della gravidanza) e del diritto al lavoro e alla dignità sul lavoro dei medici non obiettori di coscienza (che a causa delle carenze organizzative degli ospedali e dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza devono fare fronte al complessivo carico di lavoro relativo alle interruzioni di gravidanza).

Con i due bandi (autorizzati dal Decreto del Commissario ad Acta dell’8 giugno 2015, n. U00227) attraverso i quali si mira ad assumere due medici non obiettori di coscienza nella stessa struttura si intende innanzitutto dare effettiva applicazione all’art. 9 della legge n. 194 del 1978 che, nel riconoscere il diritto di obiezione di coscienza (in ogni caso precisamente limitato alle sole attività e procedure tese in modo specifico e necessario all’interruzione di gravidanza, con esclusione sia delle attività di assistenza precedente e successiva all’intervento sia dei casi in cui il personale intervento anche del medico obiettore sia necessario per salvare la vita della donna), stabilisce un espresso dovere organizzativo in capo agli ospedali e anche alle Regioni, che “in ogni caso” devono organizzarsi in modo tale da garantire sempre il servizio. Continua a leggere

Il fallimento del diritto

17029060_10212368695883578_1504438600_ndi Lorenzo Gasparrini

La posizione politica di un uomo chiamato a esprimersi sul diritto di una donna ad abortire lascia il tempo che trova: per evidenti limiti naturali la sua non potrà che essere un’opinione non basata né sull’esperienza né sulla possibilità di un’esperienza. Certamente essere il compagno di vita di una donna che ha esercitato – o che ha preso in considerazione la possibilità di esercitare – questo diritto consente di avere una visione “privilegiata” del problema così come si presenta in una coppia. Ma va detto, per onestà intellettuale, che la questione di come gestire la possibilità di un aborto all’interno di una coppia non è la questione del diritto all’aborto e del suo esercizio.

Non dovrebbe essere necessario discutere del perché un uomo dovrebbe affiancare e sostenere le donne nel volere il loro diritto di abortire riconosciuto, e la possibilità di esercitarlo pienamente realizzata. Come per ogni diritto a disporre di sé, del proprio corpo e delle sue funzioni, la lesione di questi diritti per una qualsiasi parte sociale è una lesione dei diritti di tutti e tutte nella società; e se non si crede a questo minimo principio, evidentemente si preferisce credere a sottili forme di discriminazione per le quali non tutti e tutte hanno la piena possibilità di disporre dei propri diritti elementari. Continua a leggere

Femminismo: è possibile il dialogo tra generazioni?

Il documentario “Femminismo!” di Paola Columba è il racconto per voci e immagini di cosa resta delle battaglie storiche degli anni Settanta in un tempo, come il nostro, in cui spesso abbiamo la sensazione di tornare indietro. Al centro c’è il dialogo, apparentemente mancante, tra generazioni di donne. Abbiamo visto il film, in cui compaiono anche alcune di noi (inclusa l’autrice del post), nella proiezione per la stampa che si è tenuta a Roma il 25 gennaio. Ne è nata, dentro Femministerie, una discussione sul tema del “passaggio di testimone”. Il post che segue è frutto di questa riflessione, e speriamo che stimoli altre giovani donne, anche in seguito alla visione del documentario, a dire la loro. “Femminismo!” sarà proiettato il 18 febbraio alla Casa internazionale delle donne di Roma.

femminismodi Costanza Bianchi

Mi è capitato più di una volta di sentire le femministe della vecchia guardia definire la mia generazione come non solo disinteressata alle tematiche di genere, ma addirittura ignara dei problemi che ci circondano. Sento come se tra noi e loro ci fosse un divario molto ampio: loro ci guardano con distacco e noi inevitabilmente ci allontaniamo. Sono convinta che la mia generazione sia meno idealista, anche perché, grazie a loro, ci siamo trovate in un mondo un po’ più giusto e non abbiamo dovuto lottare per alcuni diritti fondamentali che le nostre mamme e le nostre nonne ci hanno lasciato in eredità. Tutto questo non implica che io e le mie coetanee non ci troviamo davanti grandi sfide: il divario salariale, le servitù domestiche, la violenza di genere, l’oggettificazione del corpo femminile, solo per citarne alcune.

Come possiamo pensare di superare questi ostacoli se anche tra donne che stanno dalla stessa parte non vi è dialogo? E soprattutto perché questo dialogo, questo proficuo scambio di idee, manca? Continua a leggere

Lettera a un bambino americano

di Francesca Caferri

deluseCaro Leo,

ieri sera prima che andassi a dormire ti avevo promesso che ti saresti svegliato con una presidente donna nel tuo secondo paese, l’America. Avevo sbagliato: Obama ha finito, mi hai spiegato, ma dopo di lui non ci sarà donna. Ci sarà un signore che si chiama Donald Trump ed è giusto così, perché così hanno scelto gli americani.

Ma c’è qualcosa che la mamma vuole che tu sappia. Continua a leggere