Non c’è più tempo. Noi siamo la cura

Pubblichiamo il documento politico dell’Assemblea della Magnolia. L’iniziativa, promossa dalla Casa internazionale delle donne di Roma, è stata sostenuta da tantissime associazioni, gruppi e singole donne, che hanno cercato insieme di individuare i nodi che il Covid-19 ha fatto prepotentemente emergere e di proporre soluzioni attente ai diritti e alle libertà delle donne.

Non c’è più tempo. Per il pianeta, per il nostro mondo, per le nostre vite. Noi siamo la cura

Siamo le donne dell’Assemblea della Magnolia che si incontrano dal mese di luglio su iniziativa della Casa Internazionale delle Donne di Roma. Una pluralità di donne, tantissime e diverse, con le loro competenze e soggettività, da sempre impegnate per la libertà e l’autonomia delle donne e a praticare “la cura del vivere”, nelle esperienze personali e sociali, e nella politica.

È in ragione di questa forza che vogliamo prendere parola e contribuire alle scelte da fare oggi, per affrontare l’epidemia Covid-19, non come una “guerra da vincere” e per tornare alla “normalità”, ma come occasione per cambiare in radice noi, donne e uomini, ed il mondo in cui viviamo.  Costruendo qui e ora un futuro a misura delle necessità e all’altezza dei nostri desideri.

Con la pandemia il pianeta ha fatto sentire la sua voce.

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Il futuro delle donne: quale “next generation”?

di Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

Immagine tratta dalla pagina Facebook della Casa Internazionale delle Donne

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2020 abbiamo registrato 470 mila occupate in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Di queste, 323 mila avevano un contratto a tempo determinato. Il tasso di occupazione femminile resta così sotto la soglia del 50%, attestandosi al 48,4, mentre il divario fra tasso di occupazione delle donne e quello degli uomini è del 18,9%, tra i peggiori in Europa.

La pandemia, nella quale siamo ancora immersi, ha esasperato i carichi domestici e di cura, e impoverito le donne. Come ha ricordato Marcella Corsi, la situazione economica che stiamo vivendo può essere definita con il termine inglese Shecession, una recessione che colpisce le donne molto più degli uomini, a differenza della crisi del 2008 che fu invece una Hecession, a causa della forte perdita di posti di lavoro concentrata nell’edilizia e nell’industria manifatturiera.

La Shecession nel nostre Paese può avere effetti drammatici, intervenendo su un sistema già fortemente segnato da disuguaglianze di genere. Per questo la sfida è epocale: cambiare tutto, oppure perdere del tutto la possibilità di guardare al futuro, di investire sul futuro, anche in termini di scelte di vita.

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Non torneremo alla clandestinità

casadonnestriscioneantiabortodi Cecilia D’Elia

Roma ferita due volte in poche ore. Prima il mega manifesto della associazione Provita su via Gregorio VII, poi, oggi, lo striscione all’ingresso della Casa internazionale delle donne: 194 strage di stato. I caratteri sono quelli noti, usati dall’estrema destra romana.

Si avvicinano i 40 anni della legge che ha legalizzato le interruzioni di gravidanza in Italia, e i toni si riaccendono, le crociate ripartono, le ideologie si rianimano. Continua a leggere

#lacasasiamotutte

caa-delle-donne-CopiaLa Casa internazionale delle donne di Roma rischia lo sfratto. La notizia è rimbalzata sui social mercoledì 8 novembre, tra incredulità e preoccupazione, ed è subito diventata virale. Si sono susseguite prese di posizione a sua difesa, dichiarazioni di affetto e di stima per il luogo e le sue attività, che hanno coinvolto anche tante personalità delle istituzioni, fino alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

Causa scatenante una secca lettera dell’amministrazione che richiede alla Casa il pagamento entro trenta giorni dei debiti accumulati nei confronti di Roma Capitale, per l’esattezza 833.512,30 euro. Trattasi dunque di ingiunzione di pagamento, pena lo sfratto. Neutra, asettica e brutale come sanno esserlo le comunicazioni amministrative che non si accompagnano a nessuna interlocuzione politica, a nessun tentativo di governo di una vicenda che viene da lontano e che le scorse amministrazioni, grazie alla mediazione della Commissione delle elette del Comune, avevano cercato di affrontare. Perchè la storia della Casa è una storia di movimento, ma anche di rapporto tra questo e le donne che hanno amministrato e governato Roma. Continua a leggere