Cuori ribelli – Uomini, donne e potere

di Belle Minton

Cleopatra Elizabeth Taylor piccolaCara Belle,
ho sentito qualcosa alla radio e letto qualche titolo di giornale sulle conversazioni private tra la ex ministra Guidi e il suo ex fidanzato. Da uomo, sono costernato dal vedere che una donna di elevata condizione sociale, che dovrebbe aver superato l’adolescenza, possa legarsi sentimentalmente con un tipo come quello. Secondo te, come è possibile?

Sotero, 56 anni, Roma

Caro Sotero,
confesso che non mi sono dedicata molto alle
telefonate tra Federica Guidi e il suo fidanzato. Sono convinta che le intercettazioni possano essere un valido strumento di indagine e che le sue risultanze (con le dovute cautele sia dal lato investigativo che per quanto riguarda la privacy delle persone coinvolte) rientrino nel diritto di informazione. D’altra parte, credo che le frasi estrapolate da una qualunque telefonata, prese fuori dal contesto, possano rivelarsi fuorvianti e insufficienti per capire che rapporto ci sia tra gli interlocutori e che tipo di persone siano. Di conseguenza, confesso anche che, sul piano umano, non mi sono fatta un’opinione molto precisa né della ex ministra né del signor Gemelli.

Ma ammettiamo pure che lei sia un’irreprensibile signora dell’alta borghesia e lui un pressante arrampicatore di scarso talento. Il fatto è, caro Sotero, che essere di un’elevata condizione sociale e aver superato l’adolescenza non creano una selezione automatica del “tipo” a cui ci si lega sentimentalmente. Continua a leggere

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Cuori ribelli – A letto con un idiota

Zoolander-2-adi Belle Minton

Cara Belle,
da un po’ di tempo faccio sesso con un ragazzo. Ora il ragazzo in questione è parecchio idiota. E soprattutto lo è nei confronti delle ragazze. È giusto continuare ad andarci a letto anche se penso questo di lui? Cioè quanto è sbagliato fare sesso con qualcuno di cui non sempre approvi il comportamento?
Charlotte

Cara Charlotte,
le vie del piacere sono infinite, quindi ci sta che si possa fare dell’ottimo sesso con un idiota. E, in generale, penso che non ci sia proprio niente di sbagliato nel fare sesso con qualcuno di cui non sempre approvi il comportamento.

Ora, l’idiota in questione si comporta male con le ragazze – e bisognerebbe capire in che senso. Continua a leggere

Uomini in cammino: è ancora lunga la strada

Leggendaria113 completodi Giorgia Serughetti

Ciao, maschi. Con un titolo lieve, che insieme interpella e saluta la partecipazione degli uomini al lavoro di trasformazione delle relazioni tra i generi e della sessualità, la rivista Leggendaria (n. 113) torna a occuparsi di “questione maschile”. Lo fa dando la parola agli uomini, a partire dai due curatori di questo numero, Stefano Ciccone ed Enzo Palmisciano, e a giovani donne che, in un forum coordinato da Barbara Bonomi Romagnoli, riflettono sulla relazione tra femminismo e attivismo maschile, violenza, separatismo, sessualità.

Non siamo evidentemente all’anno zero: quasi tre decenni di studi, iniziative, costruzione di gruppi e di reti precede questo nuovo momento di interrogazione pubblica sul tema. Che infatti non dà spazio soltanto all’analisi dei modelli di mascolinità, mettendo a fuoco ciò che resiste del patriarcato, ciò che è cambiato o è in trasformazione, ma anche a una riflessione sull’impasse in cui sembra trovarsi il lavoro politico degli uomini (e di uomini e donne) per la trasformazione maschile. Continua a leggere

Cuori ribelli – Come trovare quello giusto

di Belle Minton

bridget-colin-firth_l1Sono una donna e ho 30 anni. Una bella vita e amo tutto quello che ho e che faccio. Solo una cosa mi manca. Un compagno. Sono una persona estroversa, che si fa pochi problemi e si lancia, che non fatica a conoscere gente tantomeno uomini. Mi conosco bene e ho padronanza di me. So cosa amo e cosa no. Cosa posso accettare e i limiti che non riesco per ora a oltrepassare. Mi manca un compagno. Non riesco a trovare il mio lui. Non mi riesco a innamorare di un bravo ragazzo standard (casa, lavoro e ci si accontenta di arrivare a domani). Io sono mente libera, frenetica, amo la vita, sono zingara nei modi. E sono sempre attratta da ribelli che però con me non legano… Come mai avviene questo? Spesso incontro ribelli, ragazzi “fuori dalle righe” che però sono impegnati con una donna che non li appaga del tutto, infatti la tradiscono, ma che non mollano. Non ho mai avuto la fortuna di incontrare un “sano ribelle” che si innamorasse perdutamente di me… Non capisco dove sbaglio. Io so che per essere felice ho bisogno di un uomo così… un po’ diverso e che mi accetti per quella che sono. Dove mi dirigo per cercare quello giusto e soprattutto libero e con la voglia di stare bene e costruire?

Ceci

Cara Ceci,

mentre ti leggevo, ha cominciato a scorrere nella mia testa una galleria di figure maschili che corrispondono perfettamente ai “ribelli” che ti è capitato di incontrare: quello che non molla la fidanzata che non ama neanche un po’ ma che ha tanto bisogno di lui, quello che non si fidanza perché è allergico ai legami, quello che si fidanza con tutte ma poi si dimentica di renderle partecipi del suo sovraffollamento sentimentale… con tutte le possibili varianti che la vita può offrire nella sua infinita imprevedibilità.

Dove sbagli? Continua a leggere

Cuori ribelli – Maschi o non maschi

di Belle Minton


obama feministCara Femministerie,

ti scrivo perché mi interessa il tuo mondo, che poi è anche il mio, sebbene per la maggior parte dei maschi contemporanei questa consapevolezza viene comunemente riposta a livello pavimento se non sotto.

Quando leggo le Tue note, i Tuoi pensieri, le Tue pulsioni tradotte in lingua scritta, ho spesso dei sussulti pensando che la realtà che descrivi non mi era ancora così chiara. Per cui ti ringrazio del lavoro che fai, d’informazione e divulgazione. Per esempio non sapevo che le donne a parità d’incarico lavorativo riscuotono di meno. Perché? Come dubitavo che esistesse ancora la pratica della mano morta. Ma vedo in un Tuo video che purtroppo fior di doppiopetti…

Oggi si sa, siamo tutti femministi, salvo la solita nutrita schiera di uomminicchi che dai venti agli ottanta anni non perdono occasione per sottolineare la propria virilità. Quello che voglio chiederti è perché non la smetti di fare opposizione a questo maschiettilismo e Ti metti al lavoro per edificare un nuovo comune sentimento femminile? La chiave di volta ce l’hai, ed è palesemente la Tua non-maschilità, grazie alla quale puoi efficacemente cancellare secoli di obnubilazione del femminino.

Ti ringrazio in anticipo

Angelo

Caro Angelo,

innanzitutto grazie a te, perché sei il primo uomo che scrive a questa rubrica e perché hai deciso di condividere con noi le tue riflessioni su questioni che ci interessano molto.

La tua lettera si rivolge (immagino scherzosamente) a Femministerie come se fosse un’entità unica, una sorta di persona astratta; ovviamente così non è e lo sappiamo entrambi, così come sappiamo che ti rispondo io perché mi occupo della rubrica Cuori Ribelli e non certo perché parlo a nome di tutte le promotrici di questo blog. Ma veniamo al dunque. Semplificando, tu dici: piantatela di combattere il “maschiettilismo” e costruite un “nuovo comune sentimento femminile”; potete farlo perché siete “non-maschi”. Tu dici questo, e nella mia testa è già scattato l’allarme rosso. Provo a spiegarti perché. Continua a leggere

Ringraziare gli uomini? Piuttosto alleanze

vettrianodi Giorgia Serughetti

C’è qualcosa di frettoloso nel salto che fa Barbara Stefanelli sul Corriere della Sera del 7 marzo: dal dire grazie a una donna (l’iniziativa #ringraziounadonna della 27esimaOra), che significa riconoscere e valorizzare le relazioni e le genealogie femminili, al dire grazie a un uomo. Ringraziare gli uomini, è l’invito della vicedirettrice del quotidiano di via Solferino: i padri, i compagni, i “capi” che non temono né ostacolano la libertà delle donne, ma la riconoscono, la amano, la valorizzano insieme alla capacità individuale e al merito.

È inevitabile avvertire un certo disagio: fin troppo spesso siamo state chiamate a dire grazie a degli uomini, per esempio per il fatto di “sceglierci” facendoci avanzare nelle carriere professionali, o universitarie, o in politica. La cooptazione è ancora largamente in mani maschili. Mentre la sfida è proprio scardinare il sistema di selezione verticale che vede le donne rompere il soffitto di cristallo solo grazie all’intercessione “benevola” di uomini che stanno al vertice. Così come nella vita privata va rotto il meccanismo che vede le donne dedicarsi alla cura per dovere, gli uomini invece con i loro tempi, come impegno residuale, per piacere (quando lo fanno). Insomma, nel #ringraziounuomo esiste il rischio di avvallare forme di paternalismo maschile. Per questo Luisa Pronzato ha raccolto voci pro e contro l’editoriale di ieri nel suo articolo di oggi Quel grazie agli uomini che divide. Continua a leggere