Cuori ribelli – Bellezza, sguardi e relazioni

di Belle Minton

James Stewart compressaNo, non accetto di essere diventata trasparente. Sono una donna di 60 anni. Aspetto gradevole e curato. Occhi grandi. Temperamento passionale. Scrivo, leggo, adoro l’arte contemporanea. Mi emoziono per la musica rock. Ma anche per la musica classica. Qual è il problema? Dopo la fine del mio matrimonio, sono diventata trasparente. Gli uomini non mi guardano più. Si, mi stimano per come parlo, per come scrivo, per come lavoro. Sono estroversa, simpatica. Vado a convegni, frequento corsi e lavoro in ambito istituzionale. Persino sul mio profilo FB sono solo le donne a scrivere che sono bella. Non mi sento una donna “ripudiata” e non penso che la mia vita affettiva e sentimentale sia finita qui. Cerco di spiegare alla psicologa che il problema NON sono io. Nel Bel Paese, il nostro, i 50enni guardano le 30enni.. e via via salendo.. mi ritrovo ad avere successo solo passando davanti a un centro anziani!! In altre nazioni, mi dice una mia amica che ha girato parecchio, le persone, uomini e donne, si separano e poi si mettono di nuovo insieme a coetanei. Le mie coetanee? Collezionano esperienze deludenti nelle chat o nei siti di incontri. No, io non voglio un gigolò o un vecchietto complessato. Voglio un uomo interessante, che si innamori anche della mia allegria, della mia poesia, della mia intraprendenza. Continuo a sognare, di notte, spettacoli teatrali in cui sono corpo, sfiorata da uomini non analfabeti. E mi sento bella. Ho la valigia pronta. E il cuore altrove.

Bella e Invisibile – 60 anni

Cara Bella e Invisibile,

prima di tutto ti inviterei a richiamare il tuo cuore da quell’altrove in cui è andato a cacciarsi e a tenertelo il più possibile vicino. Sono sicura che può esserti molto utile.

Dopodiché ti do una notizia. Benché sia difficile cercare di descrivere le condizioni ideali per trovare un compagno (o una compagna, è lo stesso), una cosa è certa: essere bella è del tutto irrilevante. E meno male, perché in caso contrario il mondo sarebbe un luogo assai più triste e ostile.

Ma la tua lettera insiste tanto sul tema della bellezza che mi sorge un dubbio: è davvero un compagno quello che stai cercando? Forse sì, ma mescolato a questo desiderio io ne vedo un altro, che tende a intromettersi e a confondere il primo: il desiderio di uno sguardo maschile che riconosca e confermi la tua bellezza. Vuoi essere guardata, ammirata e desiderata per la tua bellezza. Niente di male, per carità, ma se questo desiderio lo chiamiamo con il suo nome possiamo anche vedere se e come interferisce con l’altro. Allora: il desiderio di essere guardata, ammirata e desiderata per la propria bellezza è una delle tante versioni di quello che si chiama desiderio narcisistico.

Qui mi tocca aprire una parentesi. Quando avevo vent’anni, mi piacevano gli uomini di trenta; quando avevo trent’anni, mi piacevano gli uomini di trenta; quando avevo… vabbè, hai capito: mi piacciono sempre gli uomini di trent’anni. Ma mi piacciono in un senso molto preciso e circoscritto: quello della torsione cervicale stradale.

In altre parole, se mi giro a guardare un uomo per la strada, si tratta sicuramente di un uomo bello e, soprattutto, capace di emanare l’energia e la sensualità che la maggior parte delle persone – uomini e donne – possiede in massimo grado intorno a quell’età. Non che dopo energia e sensualità siano assenti (ci mancherebbe): semplicemente viaggiano su lunghezze d’onda diverse e hanno bisogno di più tempo, conoscenza e curiosità per emergere. Insomma, per riconoscerle non basta uno sguardo casuale per la strada. Il che, per tornare a noi, significa che le probabilità di soddisfare il desiderio narcisistico dello sguardo maschile che conferma la nostra bellezza saranno, con il passare degli anni, inevitabilmente molto più scarse. Perlomeno a livello di torsione cervicale stradale.

Ammettiamo comunque che – magari in un contesto meno triviale di quello sopra citato – riusciamo ad appagare il desiderio narcisistico, ovvero intercettiamo quello sguardo che riconosce e conferma la nostra bellezza. E che quello sguardo si trattenga tanto a lungo su di noi da consentire, insieme ad altre circostanze, che si instauri una relazione. Tutto bene quindi?

Dipende. Perché quella che nasce sotto il segno di Narciso non è una vera relazione: non ci sono davvero due esseri umani che, nella loro interezza, si incontrano, si esplorano, si uniscono e ballano insieme. No. Sotto il segno di Narciso c’è spazio solo per una immagine e per uno sguardo. Naturalmente non ce ne accorgiamo subito, ma prima o poi l’essenza di questa (non) relazione diventa evidente e tutto il resto si mostra per quello che è: completamente superfluo. Poco a che vedere con lo “stare insieme”, insomma, o con una relazione amorosa.

Questa, ovviamente, non è una buona ragione per rinunciare all’appagamento narcisistico, se è quello che cerchiamo. L’importante è sapere che tipo di desiderio stiamo mettendo in gioco e decidere come giocarlo. Un modo molto poetico e sexy per giocare con il narcisismo, per esempio, è raccontato in una vecchia canzone di Carmen Consoli. Ma non confondiamolo con il desiderio di avere un compagno: sarebbe come tracannare un paio di shottini con la scusa che dobbiamo idratarci.

Per scrivere a Cuori Ribelli, cliccate qui.

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