“E io pedalo”, un viaggio in bicicletta lungo la libertà delle donne

E io pedalo_Donatella Allegro

 

di Maddalena Vianello

Avete mai pensato alla biciletta come un simbolo di libertà e di emancipazione? Beh, così è stato e così è ancora.

Donatella Allegro ci accompagna lungo il corso del XX secolo – con qualche libera digressione – per una pedalata lungo la storia delle donne e il loro rapporto con la bicicletta. Il viaggio è avvincente.

“E’ un percorso a tappe attraverso alcune storie di donne che hanno voluto, fortissimamente voluto, la bicicletta; donne per le quali essa è stata molto più che un mezzo di trasporto: è stata le ali, è stata via di fuga, è stata trampolino, è stata un dispetto, uno sberleffo alla famiglia, agli uomini, alla gente per strada e ai giornali. Sono storie […] di donne che cercando la propria identità e la propria libertà hanno trovato una perfetta alleata nella bicicletta.”

La bicicletta è veloce e porta lontano. Sfugge al controllo sociale. Infatti, nell’immaginario collettivo è roba da uomini ed è considerata decisamente sconveniente per le donne. Impone un movimento fisico che poco si addice alla compostezza prescritta a queste ultime. Per non parlare delle caviglie che inevitabilmente vengono mostrate e della necessità di un abbigliamento adeguato che licenzi per sempre corpetti opprimenti, gonne troppo strette e lunghe. I raggi delle ruote sono spietati e non fanno sconti. Continua a leggere

Annunci

Regione Lazio e legge 194: una storia importante

abortodi Maddalena Vianello

All’ospedale San Camillo si pratica circa il 30% delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) di Roma. Sappiamo che alcune donne arrivano da fuori città, da luoghi in cui abortire non è più possibile. Molte di queste, tuttavia, non hanno la fortuna di rientrare fra gli interventi in programma giornalmente, troppo pochi rispetto alla domanda. Sappiamo che le condizioni di accoglienza ed erogazione del servizio non sono delle migliori per usare un eufemismo (raccomando la visione del documentario “Obiezione vostro onore”). Sappiamo anche, però, che quello del San Camillo non è un caso isolato e nemmeno dei peggiori.

La diffusione dell’obiezione di coscienza – in alcune regioni d’Italia sfiora il 90% – inficia l’efficacia del servizio pubblico. Tanto che la LAIGA (e non solo) denuncia un’allarmante recrudescenza dell’aborto clandestino.

In questo quadro si inserisce il Bando della Regione Lazio per l’assunzione di due medici per l’applicazione della legge 194, difeso con convinzione dal Presidente Nicola Zingaretti. Attenzione, il bando non si rivolge unicamente ai medici non obiettori, esplicita piuttosto la funzione a cui sono chiamati: il servizio pubblico per l’IVG previsto dalla legge 194. Per dirlo con parole mie, per garantire la libertà e un diritto delle donne. Continua a leggere

Cuori ribelli – Consigli per ragazze timide geniali

di Belle Minton

meredith-cristina-dance

Cara redazione,
sono una ragazza di 25 anni, lavoro in un settore molto competitivo (la ricerca accademica) e sono giudicata da molti colleghi “piccola” ma al tempo stesso un genio solo per aver bruciato le tappe professionali ed essere già arrivata fino a qui. La grande competenza in campo professionale (che sinceramente faccio fatica a riconoscermi, non riuscendo nemmeno a godermi appieno i complimenti che mi vengono fatti) non corrisponde nella vita di tutti i giorni ad una fiducia piena in me stessa. Soprattutto con i ragazzi non so come comportarmi, sentendomi sempre molto imbranata, come se fossero sempre tutti pronti a giudicarmi e a cogliere qualsiasi cosa sbagliata che io dica. Credo che questo atteggiamento sia da attribuire anche a mia madre, che per anni mi ha ripetuto di essere indipendente, formarmi una mia identità guardandomi bene dalle relazioni, che mi avrebbero precluso tutto. Pur apprezzando l’insegnamento all’insegna dell’indipendenza di mia madre, ogni volta che parlo con un ragazzo non so come comportarmi, soprattutto se mi piace; se invece si avvicina lui per primo, io scappo a gambe levate. La domanda, che so già essere senza risposta è: come posso cambiare tutto questo? Diventare una persona più spigliata, qualcuno che colpisca di più, invece della solita ricercatrice, seppur competente, sempre in ombra (esempio: se ci sono delle feste, l’idea di ballare mi fa piangere a dirotto e cerco di evitare tutte le situazioni di questo tipo)…

Minerva

Cara Minerva,

hai scelto di firmarti con il nome dato dai romani alla dea greca Atena. C’è un bel libro della psicoanalista junghiana Jean S. Bolen, intitolato Le dee dentro la donna, che descrive le principali divinità femminili della mitologia greca come altrettanti archetipi potenzialmente presenti nella psiche di una donna. Nelle pagine dedicate ad Atena, dea della saggezza e dei mestieri, guerriera e grande stratega che nasce già adulta e armata dalla testa di Zeus (la “figlia del padre”), Bolen mette l’accento sulle sue qualità di dea vergine e invulnerabile, ovvero non interessata alle relazioni sessuali e sentimentali e impermeabile alle emozioni: Atena è concentrata sui propri obiettivi, è fredda, razionale e sicura di sé. Come gli altri archetipi individuati da Bolen, può essere molto utile nella vita di una donna a patto che non prevalga troppo sugli altri. Continua a leggere