#ProssimaMente – Il corpo al centro della scena educativa

Senza titolo

Jérôme Bel – Gala

di Roberta Ortolano

Prendere un mezzo pubblico a Roma certe volte vuol dire essere schiacciati in un corpo a corpo, fino a non poter respirare. Al di là del fatto che i mezzi sono oggettivamente pochi e spesso pure mal funzionanti, una delle cose più frequenti che mi è capitato di pensare è questa: ma come sarebbe bello se ora questo nostro stare appiccicati in questo spazio si trasformasse in una danza, come in uno di quei laboratori espressivi in cui ciascuno impara a occupare tutto lo spazio che c’è senza assalire l’altro, sapendosi guardare intorno, avendo cura di chi ne ha più bisogno, percependo forze ed equilibri. Chi prende i mezzi sa che spesso il problema è che le persone si affollano attorno alle porte d’uscita, per la paura del tutto giustificabile di restare ingabbiate, lasciando lo spazio centrale della vettura semivuoto. Succede che ci si arrabbia gli uni contro gli altri, ci si insulta, qualche volta ci si picchia pure. Continua a leggere

Cuori ribelli – Consigli per ragazze timide geniali

di Belle Minton

meredith-cristina-dance

Cara redazione,
sono una ragazza di 25 anni, lavoro in un settore molto competitivo (la ricerca accademica) e sono giudicata da molti colleghi “piccola” ma al tempo stesso un genio solo per aver bruciato le tappe professionali ed essere già arrivata fino a qui. La grande competenza in campo professionale (che sinceramente faccio fatica a riconoscermi, non riuscendo nemmeno a godermi appieno i complimenti che mi vengono fatti) non corrisponde nella vita di tutti i giorni ad una fiducia piena in me stessa. Soprattutto con i ragazzi non so come comportarmi, sentendomi sempre molto imbranata, come se fossero sempre tutti pronti a giudicarmi e a cogliere qualsiasi cosa sbagliata che io dica. Credo che questo atteggiamento sia da attribuire anche a mia madre, che per anni mi ha ripetuto di essere indipendente, formarmi una mia identità guardandomi bene dalle relazioni, che mi avrebbero precluso tutto. Pur apprezzando l’insegnamento all’insegna dell’indipendenza di mia madre, ogni volta che parlo con un ragazzo non so come comportarmi, soprattutto se mi piace; se invece si avvicina lui per primo, io scappo a gambe levate. La domanda, che so già essere senza risposta è: come posso cambiare tutto questo? Diventare una persona più spigliata, qualcuno che colpisca di più, invece della solita ricercatrice, seppur competente, sempre in ombra (esempio: se ci sono delle feste, l’idea di ballare mi fa piangere a dirotto e cerco di evitare tutte le situazioni di questo tipo)…

Minerva

Cara Minerva,

hai scelto di firmarti con il nome dato dai romani alla dea greca Atena. C’è un bel libro della psicoanalista junghiana Jean S. Bolen, intitolato Le dee dentro la donna, che descrive le principali divinità femminili della mitologia greca come altrettanti archetipi potenzialmente presenti nella psiche di una donna. Nelle pagine dedicate ad Atena, dea della saggezza e dei mestieri, guerriera e grande stratega che nasce già adulta e armata dalla testa di Zeus (la “figlia del padre”), Bolen mette l’accento sulle sue qualità di dea vergine e invulnerabile, ovvero non interessata alle relazioni sessuali e sentimentali e impermeabile alle emozioni: Atena è concentrata sui propri obiettivi, è fredda, razionale e sicura di sé. Come gli altri archetipi individuati da Bolen, può essere molto utile nella vita di una donna a patto che non prevalga troppo sugli altri. Continua a leggere