Caro Buttafuoco, Artemisia quella notte è impazzita di dolore, non di piacere

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di Maddalena Vianello

Tutte le mattine mi aggiro per casa con la mia radiolina portatile di colore rosso. Ascolto religiosamente Radio24 da qualche tempo con una certa soddisfazione. La rassegna stampa di Alessandro Milan è sempre un ottimo antidoto per affrontare l’inizio di una nuova giornata.

E’ necessaria una breve interruzione fino alla macchina. Poi, con l’accensione del motore riparte la radio. Quando faccio tardi sopraggiunge la trasmissione di Giovanni Minoli. E proprio durante la trasmissione di Minoli qualche giorno fa qualcosa mi ha ferito l’orecchio. Forte, come un’unghia sulla lavagna.

Un’intervista a Pietrangelo Buttafuoco sul suo nuovo libro.

Titolo: “La notte tu mi fai impazzire”. Sottotitolo: “Gesta erotiche di Agostino Tassi, pittore”. Edito da Skira.

Ma Agostino Tassi non era lo stupratore di Artemisia Gentileschi? Come può un uomo essere così arrogante da scrivere un libro che fin dal titolo mescoli, con una certa dose di compiacimento, i confini fra erotismo e violenza sessuale? Mi chiedo lì per lì, sperando di aver  capito male.

Con più calma verifico che è tutto vero. E il libro è in classifica fra i bestseller più venduti.

La rete mi aiuta a riannodare i fili della memoria.

Agostino Tassi è un violento seriale e uno stupratore, noto alle cronache della Roma del Seicento. Ha diverse denunce a suo carico. Picchia prostitute riducendole in fin di vita e violenta brutalmente le donne che gli capitano a tiro, piegandole alle sue voglie.

Nel 1611 lavora con Orazio Gentileschi alle decorazioni del Casino delle Muse a Roma. Il suo amico Orazio Gentileschi – perché i due sarebbero amici – ha una figlia, Artemisia.

Artemisia è comunemente considerata una ragazza facile. Probabilmente, è la punizione per essere una pioniera. E’ una pittrice di grande talento, in tempi in cui l’arte è ancora preclusa alle donne. E’ descritta come molto avvenente, spesso scarmigliata. Probabilmente, non aveva a cuore la moda e le regole socialmente condivise dell’avvenenza.

Tassi la stupra sulla soglia di vent’anni. L’anno successivo, denunciato da Orazio Gentileschi, va a processo. Processo che liquida con uno sbadiglio, si racconta.

Questo è Agostino Tassi. Poi, è anche un artista apprezzato.

E’ sorprendente che titoli e opere come quella di Buttafuoco possano ancora circolare senza che nessuno venga toccato dal dubbio che sia inopportuno celebrare non tanto l’artista, ma l’uomo e il suo erotismo. Tutto considerato è uno stupratore incallito. Dalla sensibilità dell’autore non mi aspetto molto, ma dall’editor, da una casa editrice rispettabile, dai molti giornalisti e blogger che si sono spesi in recensioni, da loro sì, almeno una timida obiezione me la sarei augurata.

La violenza è subdola, si perpetra nel discorso pubblico dominante, si rafforza come una valanga di neve. E troppo spesso viene mistifica, portata sul terreno della prorompente sessualità maschile e della provocazione femminile. Ciascuna e ciascuno di noi contribuisce a rafforzarla o a spuntarne le armi.

Caro Buttafuoco, Artemisia quella notte è impazzita di dolore, non di piacere. Non si è trattato di erotismo, ma di violenza e di abuso. Le consiglierei per Natale di fare un salto alla Libreria Tuba di Roma, dove le mie libraie preferite potranno darle consigli per buone letture e di chiudersi in casa a leggere.

A tutte e tutti auguro un buon anno nuovo e di avere modo di visitare la mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo” a Palazzo Braschi a Roma, fino al 7 maggio 2017.

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23 pensieri su “Caro Buttafuoco, Artemisia quella notte è impazzita di dolore, non di piacere

  1. Buttafuoco ha anche celebrato il gerarca nazista Hermann Goering e la sua storia d’amore con la prima moglie Carin (la nonc’erano stupri, almeno)
    confondere erotismo e stupro è una vergogna, l’erotismo è una cosa stupenda, il sesso è stupedo, lo stupro è infame e non centra con l’eros. Lo stupratore non ti desidera sessualmente, ti vuole umiliare

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    • E non soltanto lei.
      L’insinuazione che la vittima di stupro in fondo “se l’è cercata” è ricorrente nei processi per violenza, e di solito è portata avanti dagli avvocati della difesa (ricordo la trasmissione “Processo per stupro”, l’esempio più eclatante che mi viene in mente). Purtroppo non è nemmeno soltanto prerogativa delle corti italiane.

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  2. Cara Maddalena, ti ringrazio per la segnalazione e cercherò di prendere questo libro perchè è una quetsione molto importante. Piuttosto che affrontare la questione della presenza femminile nell’arte, anzi della non presenza, vedo che, ancora una volta, il machismo continua ad affilare le sue unghie. Ho letto la presentazione del libro sul sito della casa editrice Skira, ed è a dir poco rivoltante. Non si tratta di esagerare o essere poco tolleranti, si tratta di una incresciosa questione culturale e sociale che vede “nell’uomo che accende le femmine” una icona…ma quest’uomo -pittore o no- è stato uno stupratore

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  3. Nn vedo come sia possibile in tempi in cui i casi di femminicidio siano all’ordine del giorno e uomini scrivino libri x osannare lo stupro facendolo passare x lecito e consenziente…

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  4. Probabilmente se Artemisia avesse ritratto una donna nell’atto di tagliare il membro maschile, a non la testa – come avviene nel quadro Giuditta e Oloferne, da.lei, guarda caso, ritrato innumerevoli volte – nessuno avrebbe messo in dubbio il trauma subito dalla giovane pittrice.

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  5. Sono pienamente d’ accordo con te la violenza passa anche dalle pagine di un libro dove si esalta l’ erotismo e non si punisce lo stupro….ad Artemisia furono quasi spezzate le dita per farle ammettere la sua accondiscendenza. Grazie

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  6. E cosa tutto faceva Schopenhauer! Era sì un grande filosofo, ma anche un grande misogino! E Aristotele era favorevole alla schiavitù! Molti giustificano questi intellettuali, tanto all’epoca certi comportamenti erano ritenuti giusti (ma oggi no! )…Non sapevo che Tassi fosse uno stupratore seriale, pensavo che avesse fatto questa cosa terribile solo ad Artemisia Gentileschi! Mamma mia!

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  7. La beffa maggiore è che il 13 dicembre il libro è stato presentato a Palazzo Braschi proprio dove si sta svolgendo la mostra delle opere di Artemisia. Ne vogliamo parlare? Artemisia ha ancora bisogno della nostra solidarietà! E’ come se fosse stata stuprata un’altra volta.

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  8. Cosa non si fa pur di vendere qualche copia, nell’era di “cinquanta sfumaure di grigio” e di tutte le scopiazzature varie che sono seguite gli “scrittori” hanno probabilmente capito solo ora che il sesso vende.. del fatto se poi sia etico o meno scriverne se ne fregano, l’importante è riempirsi le tasche.

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