#ProssimaMente – Sopravvalutare il tempo

DSC_0177a copiadi Anabella Roldán

“A noi immortali non piace essere presi sul serio, ci piace scherzare. La serietà, caro mio, è una nota del tempo: nasce, te lo voglio confidare, dal sopravvalutare il tempo. Anch’io una volta stimavo troppo il tempo e desideravo perciò di arrivare a cent’anni. Ma nell’eternità, vedi, il tempo non esiste; l’eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo.”

                                                                dal libro “Il lupo della steppa” di Hermann Hesse

 

Mi chiedo quanto sia cosciente questo cambiamento nella misura del tempo che questa quarantena ci insegna. 

Mi chiedo pure quanto sia invisibile e quasi naturale il potere del sistema di produttività nel nostro profondo, che pur vivendo una situazione limite come prenderci cura dei nostri corpi per non ammalarci davanti ad una pandemia, ci stressiamo di non essere “abbastanza produttivi”. 

Vogliamo fare tutto. Ogni giorno deve avere qualcosa di speciale, di utile, d’importante. 

Mi chiedo se a tutti capita andarsene a dormire con un certo senso di colpa per non essere soddisfatti della giornata. Non abbastanza produttiva. 

Mi chiedo se avremo il coraggio di guardare in faccia un sistema che ci ha fatto dimenticare il piacere della solitudine, del silenzio, dello stato di quiete. Perché non credere che non ci siano dentro di noi tutte queste cose. Mi sembra che questa modernità abbia fatto bene il suo lavoro di averci sempre occupati e di corsa, ma invisibilmente. Un filo sottile. Perché sembra che ci piace, lo facciamo per piacere e per il dolce stress della agenda piena e i diversi impegni. 

Mi chiedo se ora finalmente avremo il coraggio di guardarci in faccia. Non possiamo fuggire da nessuna parte. La agenda non serve più ed il tempo ora è tornato a essere qualcosa di eterno e di velocissimo allo stesso tempo. 

Le ultime serate fuori, là verso fine febbraio, sembrano una vita fa. E quando vogliamo renderci conto siamo già a metà anno. Quando è successo? Ma soprattutto… cosa è successo? 

Abbiamo imparato a stare con noi stessi? Abbiamo ricoverato questo tempo chiuso in una agenda e negli orologi? Siamo riusciti a scoprire che alla fine, come ben dice Hesse, tutta questa serietà nella sopravvalutazione del tempo non serviva a tanto? Abbiamo abbracciato noi stessi con tutto quello che c’è dentro? Alla nostra bambina ed alla nostra adulta. Abbiamo veramente “avuto il tempo” di parlare con le nostre paure più intime? 

A quanto serviva tutta quella corsa? Dove stiamo andando? Ci permettiamo, almeno a volte, di scherzare con noi stessi? Prenderci meno sul serio, avere pazienza nel non sapere cosa fare, non sapere dove andare, nel voler capire sempre tutto dall’inizio, nel voler affrettare il tempo per affamare l’ansia di risolvere, di fare, di produrre. 

Cara sorella, questo momento è buono ed è importante. Noi abbiamo i privilegi di essere sedute al computer, o avere un telefono in mano per passare del tempo sul social, ed abbiamo una casa dove fare la quarantena e pulire in continuazione come per avere qualche attività, ed abbiamo pure il cibo ed il piacere di metterci a cucinare quando siamo tristi. 

Perché invece non provare ad essere buone e pazienti con noi stesse, così come siamo con gli altri? Perché non darci l’opportunità di essere in confusione, in vera libertà di confusione. Cavolo, finalmente. Accettare le contraddizioni con un sorriso e darci questo tempo, così strano come è diventato ora, per scrivere il nostro nome in ogni giorno di quella agenda. Tornare a essere bambine e giocare, o provare noia, o semplicemente piangere perché siamo arrabbiate di non sapere cosa fare. 

Spero questo tempo serva per dare luce a tutte quelle cose che non vanno più. Per sentire il suono delle catene che non vogliamo più. Spero abbiamo il coraggio di creare una nuova realtà, nella condivisione, nella rivalutazione del prezzo del lavoro che facciamo, nella divisione giusta della vita domestica, nel tempo per noi. 

Spero di uscire da questa esperienza piene di consapevolezza interiore.

E se non è cosi… va bene pure. Forse alla fine era tutto uno scherzo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...