#ProssimaMente – Dalla parte di bambine e bambini

di Collettivo Marielle

Per costruire un mondo femminista ci sembra fondamentale partire dall’educazione e dalla conoscenza, per smontare i costrutti maschilisti e patriarcali, così connaturati nella nostra società da essere spesso “invisibili”.

Dato che non si può (e nemmeno sarebbe efficace) obbligare qualcuno ad aprirsi ad una prospettiva diversa, che in alcuni casi viene vista come spaventosa e sovvertitrice dell’ordine naturale delle cose (“volete distruggere la famiglia!”), il primo passo da fare secondo noi è comunicare questa visione a chi può accoglierla senza pregiudizi e paure: i bambini e conseguentemente coloro che si pre-occupano della loro educazione e crescita.

La nostra proposta è quindi trasversale.

Attraverso una specifica attività scolastica bambine e bambini dovrebbero imparare che non c’è un solo modo giusto e uno sbagliato di sentirsi maschi e femmine; anzi, volendo si potrebbe non essere né l’una né l’altra cosa, perché l’essere umano è libero di autodefinirsi. Questa libertà per se stessi e per gli altri passa dall’accettazione del diverso. Educare l’infanzia ad accettare la diversità è fondamentale: diversità di pelle, di religione, di cultura, di orientamento sessuale, di abilità, di età, di corporatura, di genere. 

Se insegnassimo a bambine e bambini che la diversità non è nulla di strano o pericoloso, che non è una “deviazione dalla norma”, difficilmente verrebbe considerata una minaccia da reprimere. Tolleranza e accettazione ne scaturirebbero naturalmente. L’accettazione del diverso si riflette nella parità di trattamento. 

Dato che il linguaggio contribuisce alla formazione del pensiero e viceversa, l’insegnamento della Lingua italiana e della grammatica dovrebbero basarsi sin dal primo anno di Scuola elementare su una prospettiva di genere: la nostra lingua infatti riflette la disparità di genere (ad esempio: perché il Maestro è colui – uomo ovviamente- che nel suo campo eccelle, mentre la maestra – donna – evoca una signora che insegna a leggere e scrivere? Perché le due cose nel nostro immaginario non sono intercambiabili? Perché l’avvocato è maschio e non possiamo dire “avvocata”anziché avvocato donna?)

Parallelamente, riteniamo fondamentale che tutt* i/le bambin* vengano educat* a riconoscere ed esprimere correttamente le proprie emozioni: soprattutto ai maschi si insegna l’aggressività e la repressione delle emozioni come segno di debolezza. Ciò è un ostacolo a una vita relazionale serena da bambini e poi da adulti. 

A questo si dovrebbe in seguito accompagnare una corretta educazione sessuale: l’importanza del rispetto reciproco e del consenso, la conoscenza fisiologica del corpo (proprio e altrui) e di ciò che ci piace, le precauzioni da prendere per una vita sessuale sicura. Quante difficoltà e sofferenze ci saremmo risparmiat* se avessimo appreso queste cose da ragazzin*? Siamo fiduciose che un’educazione sessuale a 360° non solo aiuterebbe i futuri adulti ad una vita sessuale e relazionale serena, ma anche che potremmo prevenire comportamenti sessisti e violenti.

Come dicevamo inizialmente, il nostro focus è sui bambini ma non solo: il “nuovo mondo femminista” non è raggiungibile senza il coinvolgimento delle figure educative dell’infanzia, in primis genitori e insegnanti. Se il lavoro fatto a scuola venisse vanificato a casa o nelle altre ore di lezione infatti, lo sforzo sarebbe del tutto inutile. Per questo è fondamentale che la formazione sia fatta anche a tutto il corpo docente, a prescindere dalla materia d’insegnamento, e ai genitori. E come convincere questi adulti che questa sia la strada educativa più corretta e che non trasformerà i/le loro figli*e alliev* in persone perverse e immorali? Spiegando loro che educare alla libertà e al rispetto li renderà persone felici, in pace con se stesse e con gli altri. Che da qui si passa per costruire un mondo nuovo: migliore e femminista.

 

Un pensiero su “#ProssimaMente – Dalla parte di bambine e bambini

  1. può accadere il contrario, purtroppo: un impegno costante della famiglia in termini di educazione di genere vanificato dalle 7 ore passate alla scuola d’infanzia, dove questo argomento è tabù in quanto coinvolge scelte ed etiche personali delle famiglie. come ci si può salvare da questo attacco impari? iscrivendo bambini a scuole private forse, ma comunque anche per queste c’è più attenzione all’antivaccinismo che ad argomenti di inclusione, rispetto e ascolto dell’altr*

    il quadro è desolante

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