Lettera a un bambino americano

di Francesca Caferri

deluseCaro Leo,

ieri sera prima che andassi a dormire ti avevo promesso che ti saresti svegliato con una presidente donna nel tuo secondo paese, l’America. Avevo sbagliato: Obama ha finito, mi hai spiegato, ma dopo di lui non ci sarà donna. Ci sarà un signore che si chiama Donald Trump ed è giusto così, perché così hanno scelto gli americani.

Ma c’è qualcosa che la mamma vuole che tu sappia.

L’America che imparerai a conoscere non è ancora pronta per una presidente femmina, come dici tu, ma ci sono cose che non dovrai mai dimenticare. Nonostante tutto quello che nei prossimi anni potrai vedere e sentire. Che le donne non si toccano, mai. Che un no è un no: anche quando lo si pronuncia di fronte a un uomo potente e famoso. Che il rispetto e la tolleranza sono valori che vanno applicati a tutti: agli uomini e alle donne, a chi ha una religione diversa, a chi parla un’altra lingua, a chi viene da un altro paese.

Dovrai ricordare che è dalle donne americane che sono venute tante delle cose che hanno reso il tuo paese grande: che una signora che si chiamava Rosa Parks un giorno ha rifiutato di alzarsi in un autobus e così facendo ha fatto partire una rivoluzione che ha cambiato la vita di milioni di persone. E un’altra che si chiamava Eleonor Roosevelt ha combattuto per i diritti dei lavoratori americani quando avrebbe potuto rimanere tranquillamente in silenzio. Che dalle penne di grandi scrittrici e giornaliste sono uscite alcune delle pagine più belle dei libri che leggerai quando sarai grande.

Devi sapere che a volte anche i grandi paesi fanno scelte che ci appaiono incomprensibili, ma noi non dobbiamo mai arretrare di fronte a quello che pensiamo sia giusto: i valori, le idee, i sogni per cui abbiamo combattuto. Se sentirai che le femmine certe cose non possono farle, che non possono essere pompieri, poliziotti o presidenti: dovrai sempre dubitare. Anche se certe parole verranno dal tuo presidente.

Caro Leo, sei ancora piccolo: e quando crescerai tutto questo ti sembrerà fantascienza, come Guerre Stellari oggi. Perché, la mamma è sicura, per allora in America ci sarà stata una presidente femmina. E tu avrai capito che i bambini e le bambine possono fare gli stessi sogni. E vederli realizzati.

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3 pensieri su “Lettera a un bambino americano

  1. Bellissimo post, cara CAF. Non penso però che Trump abbia vinto solo perché come contendente c’era una donna. I tempi sono matui per rompere il soffitto di cristallo. Penso che Trump abbia vinto per le stesse ragioni che hanno portato alla vittoria dei cinquestelle in Italia. Un voto “contro”. La Clinton, come Bersani da noi, rappresenta il vecchio, il conosciuto, quello che ci ha portato alla crisi. Trump, Grillo, Berlusconi, lo stesso Renzi delle europee, rappresenta l’altro, il nuovo o, comunque qualcosa di diverso dal politico conosciuto che so già dove mi porterà… e quel posto non mi piace. Preferisco giocare d’azzardo con il “nuovo” e vedere se mi porta da un’altra parte.

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