Unioni civili: perché non siam contente?

unioni civilidi Giorgia Serughetti e Maddalena Vianello

C’è un’Italia che gioisce per il sì del Senato al ddl Cirinnà che regola le unioni civili tra persone dello stesso sesso. È una gioia che rispettiamo, che capiamo e in parte condividiamo. Oggi c’è qualcosa che prima non c’era, uno strumento che per la prima volta riconosce gay e lesbiche come cittadini e cittadine titolari del diritto di scegliere chi amare, con chi trascorrere la propria vita, di ricevere dallo stato – in quanto coppia – essenzialmente la stessa protezione accordata all’unione matrimoniale tra persone di sesso diverso. Gli stessi diritti in materia patrimoniale, previdenziale, assicurativa, ereditaria, migratoria ecc., anche se questo avviene mediante un istituto differenziale: non di famiglia si parla infatti, ma di “formazione sociale specifica”, non di matrimonio, ma di unione tra persone dello stesso sesso. Qualcosa di meno, dunque, ma pur sempre qualcosa. E allora perché per molte di noi la giornata di giovedì si è conclusa non con la voglia di festeggiare ma con un senso di frustrazione e impotenza? Continua a leggere

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L’universalità “relativa”: gestazioni, crimini e salute riproduttiva

surrogacydi Antonella Anselmo*

Paesi come il Regno Unito, il Canada e in parte gli Stati Uniti, dopo ampi dibattiti, hanno ammesso la surrogazione di maternità. Le leggi variano tra loro ma nella maggior parte dei casi l’Occidente legalizza la pratica se vi è la prova del “consenso consapevole e volontario” della gestante. Sono vietati gli abusi, le finalità commerciali e lo sfruttamento della donna. Fatti che purtroppo accadono frequentemente in altre parti del mondo, come in India o in Nepal, dove mancano specifiche normative. In gran parte dei Paesi Europei, tra cui l’Italia, il legislatore ha optato diversamente. La L.40/2004 punisce “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità”. La pena è la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro (art.12, comma 6). Non risultano però casi nel nostro territorio in cui il reato sia stato effettivamente commesso e quindi punito.

Oggi a Parigi si riunisce presso il Parlamento francese l’Assise per l’abolizione universale della maternità surrogata. In Italia alcuni parlamentari cattolici hanno lanciato l’allarme nel corso del dibattuto sulle unioni civili, proponendo l’inasprimento delle sanzioni e la previsione della GPA (Gestazione per altri) come reato universale. La proposta consiste nel punire direttamente coloro che accedono alla genitorialità mediante tale pratica, anche se avvenuta in modo lecito all’estero. Diviene irrilevante il consenso volontario e consapevole della gestante. Continua a leggere

Le nostre famiglie e la loro

pantheonsvegliatitaliadi Cecilia D’Elia

Il matrimonio va verso il distacco da un ordine sociale basato su una concezione patriarcale della società, concetto che rende il marito e padre proprietario, proprietario del patrimonio, naturalmente, ma anche della moglie e dei figli.
Questa evoluzione del matrimonio e del divorzio, che ora permetterà alle coppie di scegliere liberamente l’organizzazione delle loro vite, sarà sancito dalla legge, perché, da due secoli, l’istituzione del matrimonio sta vivendo una tendenza verso l’uguaglianza, ed è quello che stiamo facendo oggi: l’evoluzione verso la completa uguaglianza di questa istituzione.
Sono parole di Christiane Taubira, la ministra della Giustizia francesce che si è dimessa pochi giorni fa perchè contraria al radicamento dello stato d’emergenza nel suo Paese e in particolare alla riforma costituzionale che consentirà di togliere la cittadinanza francese ai bi-nazionali colpevoli di terrorismo. Sono parole pronunciate a sostegno della riforma che nel 2013 ha introdotto in Francia il matrimonio paritario. Continua a leggere

Maternità surrogata: le nostre domande

woman-child-doctor-hospital-largeDa più parti ci si interroga sulla maternità surrogata (o surrogacy, o gestazione per altri) e circola anche in Italia l’appello internazionale Stop surrogacy now lanciato da alcune femministe per vietare questa pratica.

Troviamo sospetto che la discussione in Italia – certamente importante, quindi da fare – sia scatenata nel momento in cui si discute di unioni civili per le coppie omosessuali ed è sotto attacco la stepchild adoption. Come abbiamo già scritto, invece di fare ordine si rischia di partecipare alla confusione e all’uso dello spettro della maternità surrogata per impedire la possibilità di adozione della figlia o del figlio del partner dello stesso sesso. È indispensabile che le due questioni vengano affrontate separatamente, non solo a beneficio di una discussione laica sulle unioni civili, ma anche per sottrarre una questione estremamente delicata come la gestazione per altri a una narrazione fuorviante, quella che vede protagonista esclusiva la coppia gay maschile in cerca di una genitorialità biologica. Questa configurazione è in realtà minoritaria, e così come i diritti delle coppie eterosessuali non vengono in nessun modo messi in discussione a partire dall’eventualità che possano accedere alla surrogacy, così non ha alcun senso colpire per questa ragione i diritti delle coppie omosessuali. Ne deriverebbe una violazione dei diritti di tutti, in primo luogo dei minori.

Se invece, sgombrato il campo dalle implicazioni per la legge sulle unioni civili, proviamo a guardare al fenomeno della surrogacy in tutta la sua complessità, proviamo ad affrontare la questione da tre punti di vista: il benessere della bambina/del bambino, la libertà delle donne “portatrici”, lo sfruttamento istituzionalizzato del corpo femminile a scopo riproduttivo. Ognuna di queste prospettive è per noi piena di interrogativi e merita una trattazione complessa. Ci limitiamo qui a porre delle domande, a beneficio – speriamo – della discussione. Continua a leggere

Le unioni civili e lo spettro della maternità surrogata

famigliearcobalenoUno spettro si aggira nel dibattito sulle unioni civili (sia chiaro solo tra persone dello stesso sesso): lo spettro della maternità surrogata. Il ddl Cirinnà è ora incardinato per la discussione in Senato, ma la strada appare ancora tutt’altro che in discesa. E il nodo critico, è ormai chiaro, è uno solo: la step child adoption, la possibilità per coloro che formano un’unione tra persone dello stesso sesso di adottare il figlio del/lla partner. La norma è infatti accusata di aprire la strada a “pratiche inaccettabili e gravissime come l’utero in affitto”. C’è chi, come Giovanardi, in occasione del testo sulle unioni civili ha presentato nuovi emendamenti alla legge 40, con la proposta di trasformare la surrogacy in un “reato universale”, punendo anche chi si avvale della pratica all’estero (ciò che nel nostro ordinamento è previsto solo per delitti che comportino gravi violazioni del diritto internazionale). Ma contro l’adozione, paventando il pericolo di incoraggiare il ricorso a questa pratica, si sono espresse anche voci di parlamentari vicine al movimento delle donne, come Emma Fattorini, che si dice a favore di un più cauto “affido rafforzato”. Continua a leggere

Matrimoni egualitari: quando in Italia? Il problema non è la Chiesa, è la politica

Ireland-gay-marriage-PADunque, ricapitoliamo. La cattolicissima Spagna ha reso legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel 2005. La Francia, il paese da cui abbiamo importato le “sentinelle in piedi”, le ha autorizzate nel 2013. Oggi nella cattolica Irlanda le “nozze gay” passano con una valanga di sì in un sentitissimo e partecipatissimo referendum popolare, promosso da una campagna capace si cambiare la narrazione sulle nuove famiglie, come mostra questo video.

In Italia, invece, il ddl sulle unioni civili (sulle unioni civili, non sul matrimonio tra persone dello stesso sesso), dopo essere stato approvato in Senato, è fermo alla Camera, annegato in un mare di oltre 4000 emendamenti.

Siamo sicuri/e che il problema sia la Chiesa cattolica? Continua a leggere