Che genere di memoria

di Cecilia D’Elia

tantefacce_whEbbene sì. Alla fine dello spettacolo io e Maddalena ieri sera avevamo gli occhi lucidi. Il racconto di Tante facce della memoria ci aveva accompagnato per poco più di un’ora, facendoci ascoltare le voci delle testimoni di quel tempo. Sei bravissime attrici, Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli, dirette da Francesca Comencini per interpretare sei donne realmente esistite, partigiane e non,  diversamente coinvolte e toccate dall’eccidio delle Fosse Ardeatine: Carla Capponi, Marisa Musu, Ada Pignotti, Vera Simoni, Gabriella Polli, Lucia Ottobrini.

La drammaturgia, curata da Mia Benedetta e Francesca Comencini,  è liberamente tratta dalle registrazioni raccolte da Alessandro Portelli, autore de L’ordine è già stato eseguito.  Lo spettacolo porta sulla scena l’altra faccia dell’eccidio in cui persero la vita 335 uomini, e restituisce parola alle donne, alle parenti delle vittime, le partigiane, le testimoni, che in vario modo furono coinvolte e che sopravvissero a quella mattanza. Continua a leggere

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La banalità del senso della vita

di Francesca Marta

Arianna-Scommegna-Maria-Paiato-DUE-DONNE-CHE-BALLANO-_DSC6471R-phMarinaAlessi-300x200Sono stata a vedere “Due donne che ballano”, con la regia di Veronica Cruciani al teatro India. E dopo essere uscita, andando verso casa, non ho acceso la radio, ma ho continuato a pensare.

Due donne che ballano è un delicato crescendo di sentimenti, è una storia di famiglie e di decisioni, ed è una lettura contemporanea  della confidenza femminile. Il tutto chiuso in un ambiente hopperiano minimalista  e lievemente claustrofobico, segnato da una luce tagliata dalle forbici di una sarta sul trascorrere delle giornate. Continua a leggere

La fuga, quaranta anni fa

di Cecilia D’Elia

lafugaUn testo teatrale degli anni settanta del secolo scorso, scritto da un’intellettuale femminista, la scrittrice e giornalista Muzi Epifani nel 1976 e oggi riproposto dalla casa editrice la mongolfiera con un’introduzione di Cristina Comencini. La fuga, questo il titolo, fotografa un momento storico ed esistenziale straordinariamente rilevante, un tempo di mutamento della coscienza delle donne e di cambiamento della politica e della società italiana.
Per il suo essere profondamente immerso in quel clima e in quel travaglio della soggettività femminile il testo è anche un documento storico importante. La sua ripubblicazione è un’occasione per avvicinarci oggi alla produzione letteraria di un’autrice originale, scomparsa nel 1984, a soli 49 anni. Continua a leggere