Oltre il velo di Silvia

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di Renata Pepicelli

In questi giorni ho scelto di non esprimermi pubblicamente sulla liberazione di Silvia Romano e quello che ne è seguito. Ho preferito aspettare per capire meglio, fermandomi, come ha scritto Annalisa Camilli, sulla soglia di quell’abbraccio potente tra una madre e una figlia finalmente di nuovo insieme. Un abbraccio bellissimo, emozionante, che tuttavia credo che non ci avrebbero dovuto mostrare, data la sua dimensione così intima e privata. Vedendo il dibattito proseguire con inaudita violenza, sento però il bisogno di provare a dire qualcosa anche io. E dire innanzitutto che il ritorno di ostaggi – con le loro storie spesso indicibili – non va dato in pasto alla pubblica opinione. È stato un errore gestire in questo modo il rientro in Italia di Silvia, che sta pagando un alto prezzo per le scelte dissennate altrui e per il suo corpo di donna, di giovane donna, che ha intrapreso percorsi che non appartengono al pensiero e alla pratica comune, sebbene iscritti nel solco di una generazione di giovani che, cresciuti nell’era dei progetti Erasmus, della globalizzazione e della crisi economica, credono che casa possa essere il mondo intero. Giustamente Lea Melandri ha osservato che, se Silvia fosse stata un uomo, non le sarebbe stato riservato il trattamento ignobile con cui è stata accolta al suo rientro in Italia. “Non c’è niente da fare – ha scritto Flavia Perina – : l’uomo che si impegna in un’impresa pericolosa – che si arruoli nella Legione Straniera o coi curdi del Rojava – è un eroe; la donna che aderisce a una causa morale di qualunque tipo è una sventata, una scema, una poveretta inconsapevole e manipolata”. Continua a leggere

Persone dell’anno. La forza delle donne, la debolezza della politica

40757779345_f69e27bcdc_zdi Giorgia Serughetti

Le donne sono ovunque, titolava nel 2014 l’ultimo numero della storica rivista della Libreria delle donne di Milano, Via Dogana. È questa la sensazione che provo, osservando questo scorcio di secolo in cui la lotta per la giustizia ha sempre più spesso il volto di donne coraggiose, e la deriva autoritaria delle democrazie ha quello del ritorno del mito degli uomini forti. Continua a leggere