#ProssimaMente – Il plusvalore del lavoro di cura

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di Simona Ricci

Per almeno un ventennio, dalla Legge 53/00 che ha determinato sicuramente uno spartiacque legislativo in tema di politiche di conciliazione tra cura e lavoro, ci siamo sperimentate in progetti, formazione, politiche culturali che avevano l’obiettivo di diffondere esperienze e pratiche, soprattutto contrattuali ma non solo, attraverso le quali abbiamo tentato di produrre un cambiamento culturale, innanzitutto nelle aziende e negli enti pubblici.

Avevamo l’ambizione che la cultura d’impresa potesse cambiare, che di fronte ad una richiesta di congedo, di flessibilità in entrata o in uscita, una richiesta di part time, anche temporaneo, non ci saremmo trovate di fronte ad un muro, ad un no, o anche ad un sì però condizionato. Continua a leggere

#ProssimaMente – Il corpo al centro della scena educativa

Senza titolo

Jérôme Bel – Gala

di Roberta Ortolano

Prendere un mezzo pubblico a Roma certe volte vuol dire essere schiacciati in un corpo a corpo, fino a non poter respirare. Al di là del fatto che i mezzi sono oggettivamente pochi e spesso pure mal funzionanti, una delle cose più frequenti che mi è capitato di pensare è questa: ma come sarebbe bello se ora questo nostro stare appiccicati in questo spazio si trasformasse in una danza, come in uno di quei laboratori espressivi in cui ciascuno impara a occupare tutto lo spazio che c’è senza assalire l’altro, sapendosi guardare intorno, avendo cura di chi ne ha più bisogno, percependo forze ed equilibri. Chi prende i mezzi sa che spesso il problema è che le persone si affollano attorno alle porte d’uscita, per la paura del tutto giustificabile di restare ingabbiate, lasciando lo spazio centrale della vettura semivuoto. Succede che ci si arrabbia gli uni contro gli altri, ci si insulta, qualche volta ci si picchia pure. Continua a leggere