Voto No. Ma il No non basta

di Giorgia Serughetti

Tagliare di un terzo il numero dei parlamentari: sì o no? Domenica e lunedì andremo a votare su un quesito referendario che invita ad approvare o respingere un nuovo tentativo di modificare la Carta del 1948 con l’intento dichiarato di migliorare la funzionalità delle istituzioni democratiche.

Le ragioni del “sì” parlano di risparmio sui costi della politica e di aumento dell’efficienza dei lavori parlamentari. Quelle del “no” si incentrano piuttosto sul rischio che, specie in assenza di correttivi elettorali, si vada a ridurre la rappresentatività, andando a penalizzare i partiti minori e alcune zone del territorio nazionale, non riuscendo nel contempo a incidere sull’efficienza senza una revisione dei meccanismi di formazione del processo legislativo.

Personalmente, condivido le ragioni del “no”. Considero quella su cui siamo chiamati a esprimerci una riforma che, nata nel brodo di coltura dell’antipolitica, svilisce il ruolo del Parlamento e ne riduce la rappresentatività, senza offrire vantaggi apprezzabili. In più, condivido la preoccupazione delle “donne per il no” secondo cui il taglio penalizzerebbe l’elezione delle donne, ancora gravemente marginalizzate nei luoghi decisionali, aumentando la competizione e rafforzando i sistemi di cooptazione interna. Continua a leggere

Matrimoni egualitari: quando in Italia? Il problema non è la Chiesa, è la politica

Ireland-gay-marriage-PADunque, ricapitoliamo. La cattolicissima Spagna ha reso legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel 2005. La Francia, il paese da cui abbiamo importato le “sentinelle in piedi”, le ha autorizzate nel 2013. Oggi nella cattolica Irlanda le “nozze gay” passano con una valanga di sì in un sentitissimo e partecipatissimo referendum popolare, promosso da una campagna capace si cambiare la narrazione sulle nuove famiglie, come mostra questo video.

In Italia, invece, il ddl sulle unioni civili (sulle unioni civili, non sul matrimonio tra persone dello stesso sesso), dopo essere stato approvato in Senato, è fermo alla Camera, annegato in un mare di oltre 4000 emendamenti.

Siamo sicuri/e che il problema sia la Chiesa cattolica? Continua a leggere