Debora Serracchiani, la violenza e le sfumature della condanna

stanza buia

di Maddalena Vianello

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”.

Mi tocca leggerla diverse volte l’affermazione che Debora Serracchiani ha pronunciato dopo l’aggressione e lo stupro di una giovane donna a Trieste.

Ci sono delle gerarchie, quindi, che fanno variare la nostra dose di disgusto per la violenza. E la variabile lungo la quale scorre il raccapriccio e la condanna è l’identità dello stupratore, in questo caso un uomo iracheno.

Debora Serracchiani ha dovuto “rettificare” con un: “Non sono razzista, ho detto una cosa evidente agli italiani”.

Per molti, come per me, a dire il vero di evidente non c’è nulla.

Allora, spulcio la sua bacheca facebook per capire meglio e un post mi viene in soccorso. Un uomo scrive: “Lo sapete che vi dico? Che Debora Serracchiani ha ragione. Il tradimento del rapporto di fiducia con chi ti ha accolto rende ogni crimine più odioso.”

Di questo si tratta, quindi: il tradimento del rapporto di fiducia, la violazione della nostra magnanima accoglienza.

Il punto non è la violenza sulle donne e le sue radici profonde, la condanna ferma senza distinzioni. La violenza non è odiosa sempre allo stesso modo. A volte lo è di più. Continua a leggere

Regione Lazio e legge 194: una storia importante

abortodi Maddalena Vianello

All’ospedale San Camillo si pratica circa il 30% delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) di Roma. Sappiamo che alcune donne arrivano da fuori città, da luoghi in cui abortire non è più possibile. Molte di queste, tuttavia, non hanno la fortuna di rientrare fra gli interventi in programma giornalmente, troppo pochi rispetto alla domanda. Sappiamo che le condizioni di accoglienza ed erogazione del servizio non sono delle migliori per usare un eufemismo (raccomando la visione del documentario “Obiezione vostro onore”). Sappiamo anche, però, che quello del San Camillo non è un caso isolato e nemmeno dei peggiori.

La diffusione dell’obiezione di coscienza – in alcune regioni d’Italia sfiora il 90% – inficia l’efficacia del servizio pubblico. Tanto che la LAIGA (e non solo) denuncia un’allarmante recrudescenza dell’aborto clandestino.

In questo quadro si inserisce il Bando della Regione Lazio per l’assunzione di due medici per l’applicazione della legge 194, difeso con convinzione dal Presidente Nicola Zingaretti. Attenzione, il bando non si rivolge unicamente ai medici non obiettori, esplicita piuttosto la funzione a cui sono chiamati: il servizio pubblico per l’IVG previsto dalla legge 194. Per dirlo con parole mie, per garantire la libertà e un diritto delle donne. Continua a leggere

Immagina Hillary

hillary_immdi Maddalena Vianello*

Contro ogni previsione Hillary Clinton non è diventata la prima donna Presidente degli Stati Uniti d’America.

Il risultato ha preso in contropiede perfino Donald Trump che si è presentato sul palco della vittoria indossando una maschera di costernazione e incredulità.

Trump è stato un avversario così di basso livello, da indurre a pensare che perfino una donna potesse batterlo. E, invece, Hillary ha perso.

Donald è risultato alla prova del voto più tranquillizzante. L’elettorato aggrappandosi forte alla scheggia del sogno americano che Trump incarna, è passato sopra a tutto, piuttosto che votare per una donna. Continua a leggere

L’abbraccio delle sfidanti

dabbraccioi Francesca Caferri

Giovedì 16 aprile c’è stato il secondo e ultimo dibattito televisivo delle elezioni britanniche, che si terranno il 7 maggio. Come hanno scritto i giornali britannici si è trattato del “The challengers’ debate”, “il dibattito degli sfidanti”, perché non erano presenti né il primo ministro David Cameron né il suo alleato al governo Nick Clegg dei Liberaldemocratici. Nello studio della Bbc c’erano i rappresentanti dei 5 maggiori partiti di opposizione: il laburista Ed Miliband, principale sfidante di Cameron, Nicola Sturgeon dell’SNP (il partito indipendentista scozzese), Nigel Farage dello UKIP (partito xenofobo di destra), Natalie Bennett dei Verdi, e Leanne Wood di Plaid Cymru, il partito indipendentista scozzese.

Al termine del faccia a faccia , tra le donne c’è stato un abbraccio. Miliband e Farage sono rimasti a guardare mentre Sturgeon, Bennett e Wood si congratulavano l’un l’altra per la perfomance: nessuna di loro sarà la vincitrice assoluta del voto, ma il loro abbraccio suggella la fine di un’era per la Gran Bretagna. Quella in cui la politica femminile aveva il volto severo di Margaret Thatcher e ogni mossa, parola, effusione che potesse apparire troppo femminile era bandita.