Aborto. Il governo non vede i problemi

di Cecilia D’Elia

Foto Tania Cristofari

Con ritardo, ma finalmente è stata presentata la relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 194. Sono dati relativi all’andamento delle interruzioni di gravidanza (Ivg) nel 2017.

Vediamo cosa ci dicono: le ivg diminuiscono, calano sia in termini di valore assoluto, nel 2017 sono state 80.733, sia come tasso di abortività (numero di Ivg ogni 1000 donne di 15-49 anni residenti in Italia), che rappresenta l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza del ricorso all’IVG, essendosi negli anni ridotta la platea delle donne potenzialmente interessata per via dell’invecchiamento della popolazione.

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L’aborto e la coscienza delle donne

common_sense__by_tophattedtragedydi Caterina Botti

Il bando dell’ospedale San Camillo di Roma per due posizioni da destinare al settore Day Hospital e Day Surgery per l’applicazione della Legge 194/1978 sta sollevando un gran clamore e mi verrebbe quasi da dire che è bene che sia così: non perché io concordi con la sostanza dell’allarme che si è scatenato, tutt’altro, ma perché proprio questo ci permette di mostrare quanto sia assurdamente difficile ancora oggi, e forse sempre di più, applicare in toto la legge 194, una legge di compromesso, e per molti versi discutibile, che però dice chiare alcune cose: che date una serie di circostanze una donna può interrompere volontariamente la sua gravidanza, che può farlo solo ed esclusivamente nelle strutture pubbliche (o private autorizzate), e che le strutture devono fornire questo servizio. Viene infatti chiaramente affermato, nel tanto discusso articolo relativo all’obiezione di coscienza del personale sanitario, che questa è strettamente personale, ma che “gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste”. È appunto in questo senso che va il bando del San Camillo e in questo senso vi si parla di applicazione della legge. Continua a leggere

Legge 194: c’è una gerarchia di diritti, rispettiamola

imagesdi Michela Murgia

La decisione della Regione Lazio di indire un bando di concorso apposito per reclutare medici non obiettori al San Camillo è un atto politico di grande portata, benché di nessuna efficacia. Il risultato pratico non può che essere nullo perché nessuna regione ha il potere di revocare in forma permanente il diritto di obiezione dei medici: con la legge attuale infatti niente impedirebbe loro di dichiararsi obiettori dopo l’assunzione e questo alla Regione Lazio lo sanno benissimo.

L’efficacia politica del gesto di Zingaretti è però altissima proprio per questo: dopo molto tempo si riapre sul piano legislativo e politico lo spinoso dibattito sulla conciliazione tra il diritto di ricevere assistenza per l’interruzione di gravidanza e quello di obiezione di coscienza.

È importante ribadire che di conciliazione si sta trattando, perché questa dialettica – a causa delle storture nell’applicazione della 194 che hanno trasformato un diritto in una caccia disperata al medico non obiettore – oggi non è più così pacifica. Continua a leggere

Regione Lazio e legge 194: una storia importante

abortodi Maddalena Vianello

All’ospedale San Camillo si pratica circa il 30% delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) di Roma. Sappiamo che alcune donne arrivano da fuori città, da luoghi in cui abortire non è più possibile. Molte di queste, tuttavia, non hanno la fortuna di rientrare fra gli interventi in programma giornalmente, troppo pochi rispetto alla domanda. Sappiamo che le condizioni di accoglienza ed erogazione del servizio non sono delle migliori per usare un eufemismo (raccomando la visione del documentario “Obiezione vostro onore”). Sappiamo anche, però, che quello del San Camillo non è un caso isolato e nemmeno dei peggiori.

La diffusione dell’obiezione di coscienza – in alcune regioni d’Italia sfiora il 90% – inficia l’efficacia del servizio pubblico. Tanto che la LAIGA (e non solo) denuncia un’allarmante recrudescenza dell’aborto clandestino.

In questo quadro si inserisce il Bando della Regione Lazio per l’assunzione di due medici per l’applicazione della legge 194, difeso con convinzione dal Presidente Nicola Zingaretti. Attenzione, il bando non si rivolge unicamente ai medici non obiettori, esplicita piuttosto la funzione a cui sono chiamati: il servizio pubblico per l’IVG previsto dalla legge 194. Per dirlo con parole mie, per garantire la libertà e un diritto delle donne. Continua a leggere

La legge 194 compie 38 anni, quale futuro?

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di Maddalena Vianello

Il 22 maggio 1978 è nata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Abbiamo la stessa età, la legge ed io. Trentotto anni. Siamo cresciute insieme.

L’introduzione della legge 194 è stata una conquista fra le più importanti. L’aborto è legale. Non si rischia più né processo, né galera. Ma soprattutto, non si rischia più di morire fra le mani di “praticone” e “cucchiai d’oro”. Il numero degli aborti nel nostro paese continua a crollare verticalmente, a dimostrazione del fatto che legalizzare non rappresenta un incentivo. Continua a leggere