“E io pedalo”, un viaggio in bicicletta lungo la libertà delle donne

E io pedalo_Donatella Allegro

 

di Maddalena Vianello

Avete mai pensato alla biciletta come un simbolo di libertà e di emancipazione? Beh, così è stato e così è ancora.

Donatella Allegro ci accompagna lungo il corso del XX secolo – con qualche libera digressione – per una pedalata lungo la storia delle donne e il loro rapporto con la bicicletta. Il viaggio è avvincente.

“E’ un percorso a tappe attraverso alcune storie di donne che hanno voluto, fortissimamente voluto, la bicicletta; donne per le quali essa è stata molto più che un mezzo di trasporto: è stata le ali, è stata via di fuga, è stata trampolino, è stata un dispetto, uno sberleffo alla famiglia, agli uomini, alla gente per strada e ai giornali. Sono storie […] di donne che cercando la propria identità e la propria libertà hanno trovato una perfetta alleata nella bicicletta.”

La bicicletta è veloce e porta lontano. Sfugge al controllo sociale. Infatti, nell’immaginario collettivo è roba da uomini ed è considerata decisamente sconveniente per le donne. Impone un movimento fisico che poco si addice alla compostezza prescritta a queste ultime. Per non parlare delle caviglie che inevitabilmente vengono mostrate e della necessità di un abbigliamento adeguato che licenzi per sempre corpetti opprimenti, gonne troppo strette e lunghe. I raggi delle ruote sono spietati e non fanno sconti. Continua a leggere

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Le nostre famiglie e la loro

pantheonsvegliatitaliadi Cecilia D’Elia

Il matrimonio va verso il distacco da un ordine sociale basato su una concezione patriarcale della società, concetto che rende il marito e padre proprietario, proprietario del patrimonio, naturalmente, ma anche della moglie e dei figli.
Questa evoluzione del matrimonio e del divorzio, che ora permetterà alle coppie di scegliere liberamente l’organizzazione delle loro vite, sarà sancito dalla legge, perché, da due secoli, l’istituzione del matrimonio sta vivendo una tendenza verso l’uguaglianza, ed è quello che stiamo facendo oggi: l’evoluzione verso la completa uguaglianza di questa istituzione.
Sono parole di Christiane Taubira, la ministra della Giustizia francesce che si è dimessa pochi giorni fa perchè contraria al radicamento dello stato d’emergenza nel suo Paese e in particolare alla riforma costituzionale che consentirà di togliere la cittadinanza francese ai bi-nazionali colpevoli di terrorismo. Sono parole pronunciate a sostegno della riforma che nel 2013 ha introdotto in Francia il matrimonio paritario. Continua a leggere