I “pro vita”, Rosie the Riveter e le fortune del femminismo

IMG_7847di Giorgia Serughetti

“Per la salute delle donne”: così si annuncia l’iniziativa di ProVita onlus in programma oggi a Palazzo Madama, alla presenza di senatori della Lega e di Fratelli d’Italia, sul tema “le gravi conseguenze dell’aborto sul piano psichico e sanitario”. La stessa sigla che la scorsa settimana firmava a Roma il maxi-manifesto (poi rimosso) che ritraeva un feto con le scritte “tu eri così a 11 settimane” e “ora sei qui perché la tua mamma non ti ha abortito”, uno degli attacchi pubblici più violenti degli ultimi anni alle donne che interrompono la gravidanza (seguito anche da un raid di Forza Nuova alla Casa internazionale delle donne di Roma), ora si presenta come paladina del benessere femminile. Continua a leggere

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Legge 194: c’è una gerarchia di diritti, rispettiamola

imagesdi Michela Murgia

La decisione della Regione Lazio di indire un bando di concorso apposito per reclutare medici non obiettori al San Camillo è un atto politico di grande portata, benché di nessuna efficacia. Il risultato pratico non può che essere nullo perché nessuna regione ha il potere di revocare in forma permanente il diritto di obiezione dei medici: con la legge attuale infatti niente impedirebbe loro di dichiararsi obiettori dopo l’assunzione e questo alla Regione Lazio lo sanno benissimo.

L’efficacia politica del gesto di Zingaretti è però altissima proprio per questo: dopo molto tempo si riapre sul piano legislativo e politico lo spinoso dibattito sulla conciliazione tra il diritto di ricevere assistenza per l’interruzione di gravidanza e quello di obiezione di coscienza.

È importante ribadire che di conciliazione si sta trattando, perché questa dialettica – a causa delle storture nell’applicazione della 194 che hanno trasformato un diritto in una caccia disperata al medico non obiettore – oggi non è più così pacifica. Continua a leggere

Regione Lazio e legge 194: una storia importante

abortodi Maddalena Vianello

All’ospedale San Camillo si pratica circa il 30% delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) di Roma. Sappiamo che alcune donne arrivano da fuori città, da luoghi in cui abortire non è più possibile. Molte di queste, tuttavia, non hanno la fortuna di rientrare fra gli interventi in programma giornalmente, troppo pochi rispetto alla domanda. Sappiamo che le condizioni di accoglienza ed erogazione del servizio non sono delle migliori per usare un eufemismo (raccomando la visione del documentario “Obiezione vostro onore”). Sappiamo anche, però, che quello del San Camillo non è un caso isolato e nemmeno dei peggiori.

La diffusione dell’obiezione di coscienza – in alcune regioni d’Italia sfiora il 90% – inficia l’efficacia del servizio pubblico. Tanto che la LAIGA (e non solo) denuncia un’allarmante recrudescenza dell’aborto clandestino.

In questo quadro si inserisce il Bando della Regione Lazio per l’assunzione di due medici per l’applicazione della legge 194, difeso con convinzione dal Presidente Nicola Zingaretti. Attenzione, il bando non si rivolge unicamente ai medici non obiettori, esplicita piuttosto la funzione a cui sono chiamati: il servizio pubblico per l’IVG previsto dalla legge 194. Per dirlo con parole mie, per garantire la libertà e un diritto delle donne. Continua a leggere

La legge 194 compie 38 anni, quale futuro?

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di Maddalena Vianello

Il 22 maggio 1978 è nata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Abbiamo la stessa età, la legge ed io. Trentotto anni. Siamo cresciute insieme.

L’introduzione della legge 194 è stata una conquista fra le più importanti. L’aborto è legale. Non si rischia più né processo, né galera. Ma soprattutto, non si rischia più di morire fra le mani di “praticone” e “cucchiai d’oro”. Il numero degli aborti nel nostro paese continua a crollare verticalmente, a dimostrazione del fatto che legalizzare non rappresenta un incentivo. Continua a leggere