#ProssimaMente – La città del “dopo-Covid”

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Foto di Serena Olcuire

di Atelier Città Iaph Italia – Serena Olcuire, Chiara Belingardi, Federica Castelli

Queste settimane primaverili ci vedono intente a riprenderci le città, ognuna con i suoi tempi e le sue modalità, abitudine dopo abitudine, spazio dopo spazio. Ma non possiamo considerarla una riconquista dello status quo, sia perché alcune cose potrebbero essere cambiate per sempre, sia perché lo status quo non andava per niente bene, e la pandemia non ha fatto altro che evidenziare le condizioni di disagio e di profonda disuguaglianza già presenti nei nostri spazi urbani. Continua a leggere

La marcia delle differenze

jessicasabogal-womenareperfect-1di Giorgia Serughetti

La Women’s March on Washington del 21 gennaio è stata senz’altro un evento straordinario, fuori dall’ordinario, perché nei paesi occidentali è sempre più raro assistere a manifestazioni di queste dimensioni, tanto più se guidate dalle donne. L’America è scesa in piazza, è stato scritto. In piazza per sostenere un programma politico “che parla a tutte e tutti”, a “persone di ogni genere, razza, cultura, appartenenza politica”, e si riallaccia all’eredità di tutti i movimenti: dal suffragismo all’abolizionismo, al femminismo, alle lotte dei nativi americani fino a Occupy Wall Street e a Black Lives Matter. Sul palco si sono susseguite le voci di donne bianche, nere, latine, lesbiche, etero, musulmane, cristiane, e uomini, donne, transgender. Tra le celebrità, c’erano femministe storiche come Gloria Steinem, icone del movimento per i diritti civili e per la liberazione delle donne come Angela Davis, star dell’attivismo di sinistra come Michel Moore.

Se tutto questo è rimbalzato sui media di tutto il mondo, spesso accompagnato dallo stupore che produce la forza delle donne quando esce allo scoperto, molta meno attenzione è stata data, dalle nostre parti, alla discussione che ha preceduto e in parte seguito la mobilitazione. Una discussione al cui centro sono state non le similarità ma le differenze tra donne, quelle di razza, classe, orientamento sessuale, religione, abilità, nazionalità. Le differenze che determinano una distribuzione ineguale di privilegi e oppressione, portando alcune a vivere sulla propria pelle il pregiudizio e le discriminazioni con una violenza sconosciuta alle donne bianche o delle classi più agiate. Continua a leggere