Una settimana a San Lorenzo

via dei lucanidi Cecilia D’Elia

La mia settimana è iniziata a San Lorenzo, avevo un appuntamento al Centro Anziani la mattina di lunedì, e nello stesso luogo si è conclusa ieri, al presidio promosso dall’Anpi per ribadire il carattere democratico e antifascista del quartiere ed impedire che fosse attraversato dalle ronde di Forza Nuova.

Sono stati sei giorni in cui mi è sembrato di non essermi mai allontanata da lì, anche quando ero altrove, per impegni già presi, la mia testa era lì. Così durante la commissione politiche sociali, i diversi appuntamenti di lavoro in Municipio, il possibile sfratto, rimandato, di una casa famiglia a via Dalmazia, e via dicendo. Erano tutte parentesi, in giornate in cui l’attenzione è stata costantemente rivolta a quello che succedeva a San Lorenzo, alla terribile fine di Desirèe Mariottini, giovanissima ragazza stuprata e lasciata morire in via dei Lucani. Continua a leggere

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Contro il razzismo e contro il sessismo, ancora

sexism-and-racism-explained-0-www.imjussayin.com_di Giorgia Serughetti

A Macerata un uomo italiano di 28 anni, Luca Traini, ha compiuto un atto di terrorismo di matrice fascista e razzista, sparando e colpendo sei persone, tutte straniere, tutte di pelle nera. Il suo gesto, si dice, sarebbe una ritorsione per la morte di Pamela Mastropietro, di cui è accusato un cittadino nigeriano, Innocent Oseghale.

Nello stesso giorno, circola sui social l’immagine della testa decapitata di Laura Boldrini, accompagnata dalla scritta: “Sgozzata da un nigeriano inferocito. Questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici”. Macerata è la città della Presidente della Camera, ma il fatto avrebbe potuto accadere ovunque, perché Boldrini è da tempo diventata il simbolo dell’apertura ai migranti, dunque il bersaglio preferito di razzisti e sovranisti. Continua a leggere

Gegen Sexismus, gegen Rassismus

Coloniadi Femministerie

“Gegen sexismus, gegen rassismus”, contro il sessismo e contro il razzismo: queste parole si leggono su uno dei cartelli innalzati nella manifestazione di protesta a Colonia contro le violenze fisiche e sessuali di cui 90 donne sono state vittime la notte di capodanno. Gli autori di quella che appare come un’aggressione organizzata, a cui hanno partecipato forse mille uomini secondo le ricostruzioni, sono ancora ignoti. Ma le vittime e la polizia della città tedesca hanno parlato di possibili origini arabe o nord-africane, e tanto è bastato – a quanto pare – per innescare il frame dello scontro di civiltà che, come è ormai consueto da almeno quindici anni a questa parte, trova nel corpo delle donne il suo terreno di manifestazione preferito.

La realtà di cui parla Riotta nel tweet è (presumiamo) questa: che la cultura di cui sono portatori migranti e rifugiati, a cui vengono spalancate le porte d’Europa, conduce nel nostro continente a un arretramento sul piano dei diritti e della sicurezza delle donne. Continua a leggere