Le nostre famiglie e la loro

pantheonsvegliatitaliadi Cecilia D’Elia

Il matrimonio va verso il distacco da un ordine sociale basato su una concezione patriarcale della società, concetto che rende il marito e padre proprietario, proprietario del patrimonio, naturalmente, ma anche della moglie e dei figli.
Questa evoluzione del matrimonio e del divorzio, che ora permetterà alle coppie di scegliere liberamente l’organizzazione delle loro vite, sarà sancito dalla legge, perché, da due secoli, l’istituzione del matrimonio sta vivendo una tendenza verso l’uguaglianza, ed è quello che stiamo facendo oggi: l’evoluzione verso la completa uguaglianza di questa istituzione.
Sono parole di Christiane Taubira, la ministra della Giustizia francesce che si è dimessa pochi giorni fa perchè contraria al radicamento dello stato d’emergenza nel suo Paese e in particolare alla riforma costituzionale che consentirà di togliere la cittadinanza francese ai bi-nazionali colpevoli di terrorismo. Sono parole pronunciate a sostegno della riforma che nel 2013 ha introdotto in Francia il matrimonio paritario. Continua a leggere

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Di piazze, famiglie e bugie

Family-Day-2015-e1434825616678-300x160di Giorgia Serughetti

La sfortunata coincidenza di date, che ha visto in parallelo nelle piazze di Roma le manifestazioni per la Giornata mondiale per il rifugiato e la manifestazione del Family Day, sollecita qualche riflessione sui diritti che vada oltre le singole rivendicazioni. Cos’avevano in comune le due piazze? Quella antistante il Colosseo, dove si riuniva il presidio contro le stragi di migranti nel Mediterraneo, e quella di San Giovanni, in cui si gridava alla difesa dei bambini contro i pericoli dell’“ideologia gender”? In comune non avevano niente. Niente, perché la prima chiedeva diritti per tutti e tutte, qualunque sia la nazionalità e il colore della pelle, giovani e non giovani, lavoratori e lavoratrici migranti e non, chiedeva di abbattere i muri delle nostre fortezze e di fermare i nuovi muri che si vorrebbero costruire, chiedeva accoglienza e protezione per chi fugge dalle guerre. L’altra dichiarava guerra ai diritti delle minoranze, era una piazza d’odio verso le diversità, la cui copertura ideologica, la battaglia contro un fantomatico “pericolo gender”, altro non è che bugia concordata e vuotamente ripetuta. Questa seconda piazza ha piuttosto molto in comune con le manifestazioni e i presidi anti-immigrati o anti-rom o anti-prostitute, fomentati da forze politiche xenofobe e razziste. Continua a leggere