I chakra di Michela Murgia aiutano a ragionare, se ancora ne abbiamo voglia

Schermata 2017-10-14 alle 14.52.49di Maddalena Vianello

Molti anni fa ormai, Padoa Schioppa rilasciò una famosa dichiarazione sulle tasse che a suo avviso erano “bellissime” (da pagare). Fu coraggioso, non c’è che dire, soprattutto in un Paese come il nostro dove l’evasione fiscale dilaga.

È un’espressione che mi ha sempre colpita e che sottende un’alternativa radicale alla detassazione da campagna elettorale e il fondamento di una politica di maggiore equità nella distribuzione delle risorse.

Certo, ci sono tasse che si pagano più volentieri e tasse che si pagano meno volentieri per una serie di ragioni e circostanze. Quando ho saputo del nuovo programma di Michela Murgia su Rai3, ho subito pensato che – nel mio caso – avrebbe rappresentato una spinta motivazione per continuare a pagare il Canone Rai con nuovo entusiasmo. Non a caso la trasmissione si intitola Chakra, richiamando i sette centri energetici delle antiche tradizioni religiose indiane, dello yoga e della ayurveda.

E’ bastato arrivare alla seconda puntata, intitolata “Nuove maternità” – tema rovente nel dibattito pubblico di questo ultimo anno e mezzo – perché il programma facesse parlare di sé. Continua a leggere

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Storia delle mie mamme (e dei miei papà)

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di Chiara Sfregola

Quando ero bambina, nonostante mamma e papà fossero vivi vegeti e regolarmente sposati, sapevo di non avere solo due genitori.

Intanto perché Imma* me lo ricordava molto spesso: “Tu non hai due genitori, ne hai quattro!” E questo voleva dire, in parole povere, che lei e suo marito potevano mettermi in punizione quando insieme al loro figlio maggiore ne combinavo qualcuna delle mie. E cioè: spesso. D’altra parte Imma è anche la prima persona che mi abbia insegnato a fare una torta lasciandomi pasticciare con il latte e le uova -a questo ai miei occhi la muniva di una certa autorità, perché a casa mia invece potevo solo leccare la crema pasticciera dal tegame sperando di arrivare prima di mio fratello. Continua a leggere

Finalmente il cognome della madre

una-mamma-per-amica-1024x768di Cecilia D’Elia

“Il cognome di famiglia non continua se è una figlia, bando alla malinconia, ti terrà compagnia”. Così recita una filastrocca femminista del secolo scorso. Tante cose sono mutate da allora. Le donne hanno cambiato il loro destino di mogli e madri, le famiglie sono diventate plurali. Stanotte per la prima volta una donna potrebbe diventare presidente degli Stai Uniti d’America (anche lei ha dovuto piegarsi al cognome del marito, dopo aver resistito vari anni, per non essergli d’intralcio nella carriera politica).

Dal 1975 la famiglia italiana è un luogo paritario. Ma il cognome della madre ai figli,quello no. Ogni volta che in Italia qualcuno ha cercato di cambiare la norma che impone il cognome dei padri, apriti cielo. Almeno fino agli anni novanta. Continua a leggere