#ProssimaMente – La città del “dopo-Covid”

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Foto di Serena Olcuire

di Atelier Città Iaph Italia – Serena Olcuire, Chiara Belingardi, Federica Castelli

Queste settimane primaverili ci vedono intente a riprenderci le città, ognuna con i suoi tempi e le sue modalità, abitudine dopo abitudine, spazio dopo spazio. Ma non possiamo considerarla una riconquista dello status quo, sia perché alcune cose potrebbero essere cambiate per sempre, sia perché lo status quo non andava per niente bene, e la pandemia non ha fatto altro che evidenziare le condizioni di disagio e di profonda disuguaglianza già presenti nei nostri spazi urbani. Continua a leggere

#ProssimaMente – Ripartire dalla casa, con uno sguardo nuovo

di Laura Fano

Scrivo queste riflessioni da casa, ovviamente, e le scrivo con difficoltà perché, non solo non ho “una stanza tutta per me”, ma anche perché questa casa si è trasformata in ufficio, scuola, palestra. Mai come durante questa quarantena si è reso manifesto, in tutta la sua evidenza, il nervo scoperto delle nostre società. La casa, sempre relegata nell’invisibilità, è diventata il centro della vita e della narrazione. Nella narrazione c’è una casa idealizzata, dove saremo al sicuro, dove anzi possiamo scoprire il piacere della lentezza e dell’ozio, fare pane e praticare yoga. Contro questa romanticizzazione, la quarantena ha messo a nudo le contraddizioni dello spazio-casa, che non è affatto un’unità armonica, bensì un luogo dove costantemente avviene una negoziazione per la divisione sessuale del lavoro. Il confinamento ha portato a quello che Veronica Gago ha descritto come “l’implosione della casa”, e ha messo a nudo ciò che il femminismo ha mostrato da tempo ma che si è sempre scelto di non vedere, ossia il lavoro riproduttivo svolto dalle donne gratuitamente e nell’invisibilità delle case, e che sostenta la società e l’economia. Continua a leggere