Il gesto della differenza

di Cecilia D’Elia

poliziottaMaria Teresa Canessa, vice questore aggiunto, ieri era l’unica donna tra i tanti poliziotti in assetto antisommossa che fronteggiavano le proteste dei lavoratori dell’Ilva di Cornigliano. La tensione era forte, i blindati bloccavano il corteo, che voleva arrivare in prefettura. I sindacalisti trattavano per arrivare in centro. Parte l’ordine di fare un passo indietro, gli operai obbediscono. A quel punto irrompe il gesto che fa la differenza, che cambia il corso della giornata. Maria Teresa Canessa si toglie il casco. Un operaio le si avvicina e le tende la mano, lei, senza pensarci, la stringe. Il blocco dei blindati poco dopo è tolto, gli operai arrivano in prefettura dove trovano ciò che vogliono: all’incontro al Mise del 4 febbraio, dove si discuterà dell’Accordo di programma per Cornigliano ci sarà un rappresentante del Governo, il sottosegretario Simona Vicari. Continua a leggere

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Il carcere della differenza

manidetenutadi Cecilia D’Elia

Lo sguardo della differenza femminile sul carcere, il sottotitolo che campeggia sulla copertina di Recluse (Ediesse, 2014, pp315, 16 euro), dice tutto della mossa politica che ispira il lavoro di Susanna Ronconi e Grazia Zuffa. In questo libro protagonista è la differenza femminile, quella delle detenute, quella delle agenti e delle educatrici, quella delle due autrici. Lo sguardo cerca la soggettività femminile all’interno delle mura carcerarie e alla fine del viaggio riflette sul percorso fatto conversandone con Maria Luisa Boccia, femminista e teorica della differenza.

Questo testo dunque è molte cose insieme. Nasce da una ricerca finanziata dalla Regione Toscana sull’autolesionismo e il suicidio, che ha coinvolto il carcere di Sollicciano, quello di Empoli e quello di Pisa. E’ l’occasione per illuminare la scena del carcere femminile, realtà poco studiata anche per via dell’esiguità dei numeri e per restituire un pezzo di storia carceraria poco conosciuto. Nonostante il modello rieducativo, di cui tanto si discute, abbia un’origine femminile e ambigua, legata all’idea della minorità delle donne, non adatte alla punizione, ma necessarie di correzione. Il libro è anche un lavoro sulla differenza femminile che rimanda a tutte noi alcune questioni essenziali e ancora aperte: il rapporto con la maternità e il materno, l’attitudine alla cura, l’importanza delle relazioni tra donne. Continua a leggere