Di madri, mostri e libertà. Un’altra parola femminista sulla maternità surrogata

di Giorgia Seru434x300ghetti

Nel nuovo numero della rivista Leggendaria, il tema di copertina intitolato “Mamme mie!”, che ho curato insieme ad Anna Maria Crispino, è dedicato alla “gestazione per altri” o “maternità surrogata”. Arriva, questo fascicolo, in giorni di alta tensione dentro e fuori il Parlamento intorno alla legge sulle Unioni civili. Giorni che seguono le Assise per l’abolizione della maternità surrogata di Parigi, convocate da associazioni femministe di vari paesi. E giorni in cui l’impegno verso la messa al bando universale dell’“utero in affitto” è stato presentato come la contropartita politica per il voto favorevole al ddl Cirinnà da parte dell’ala cattolica di Palazzo Madama.

Sui giornali si parla di “mamme usa e getta”, si mostrificano i genitori committenti, si riabilita il vecchio slogan sulle adozioni “comprare non è amare”. Negli ultimi tre mesi, dall’uscita dell’appello di Se non ora quando–Libere all’inizio di dicembre, il conflitto è scalato di intensità, dando luogo a episodi non proprio esemplari anche in campo femminista dove, nonostante i molti richiami al merito delle questioni, non si è riuscite a evitare il consolidamento di tifoserie contrapposte. Continua a leggere

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Matrimoni egualitari: quando in Italia? Il problema non è la Chiesa, è la politica

Ireland-gay-marriage-PADunque, ricapitoliamo. La cattolicissima Spagna ha reso legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel 2005. La Francia, il paese da cui abbiamo importato le “sentinelle in piedi”, le ha autorizzate nel 2013. Oggi nella cattolica Irlanda le “nozze gay” passano con una valanga di sì in un sentitissimo e partecipatissimo referendum popolare, promosso da una campagna capace si cambiare la narrazione sulle nuove famiglie, come mostra questo video.

In Italia, invece, il ddl sulle unioni civili (sulle unioni civili, non sul matrimonio tra persone dello stesso sesso), dopo essere stato approvato in Senato, è fermo alla Camera, annegato in un mare di oltre 4000 emendamenti.

Siamo sicuri/e che il problema sia la Chiesa cattolica? Continua a leggere