Coronavirus: “sophia” o tecnocrazia?

Testa_di_atena_di_tipo_parthenos_di_fidia,_scuola_attica_del_IV_secolo_ac,_elmo_metallico_perdutodi Antonella Anselmo

Il 10 aprile il Premier Giuseppe Conte, assumendo piena responsabilità politica, annuncia la nomina di un Comitato di esperti, composto da 17 persone (tra cui solo quattro donne), esperti in governance aziendale, tecnologia ed economia.

Il Comitato dovrà “elaborare e proporre al Presidente del Consiglio misure necessarie per fronteggiare l’emergenza epidemiologica COVID 19 nonché la ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali economiche e produttive anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza”. Inoltre opererà in coordinamento con il comitato tecnico scientifico della Protezione civile (DPCM 10 aprile 2020 che rinvia all’Ord. n. 630 del 3 febbraio 2020 Protezione Civile). Continua a leggere

Davvero la Costituzione parla di “famiglia naturale”?

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Foto di Tania Cristofari

di Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

Nel dibattito politico italiano di questi giorni si parla spesso di “famiglia naturale” riferendosi all’art. 29 della Costituzione.  Il testo in verità parla di famiglia come “società naturale”, che è cosa diversa.  La preoccupazione dei costituenti era quella di tutelare l’autonomia della famiglia dall’ingerenza statale. Non c’era intento di bollare come “innaturali” tutti gli altri tipi di unione.  Nel nostro libro “Libere tutte. dall’aborto al velo, donne nel nuovo millennio” (minimum fax, 2017) abbiamo provato a ricostruire la genesi di quella formulazione, cercando di dar conto della ricchezza del dibattito che portò alla scrittura dell’articolo. Ne riproponiamo qui uno stralcio, sperando di contribuire a una corretta discussione sulle famiglie e sui principi costituzionali:

[…] La realtà è variegata. Entrando oggi nei palazzi Federici, il grande isolato di case in cui Ettore Scola ambientò uno dei suoi film più belli, Una giornata particolare, troveremmo una pluralità di forme di famiglie. Qualcuna ancora molto vicina a quella della casalinga Sophia Loren, magari sullo stesso pianerottolo in cui vive una giovane single, mentre il piano di sopra è abitato da una coppia non sposata con figli, un anziano solo, oppure un Mastroianni felicemente convivente con l’uomo della sua vita. Sono tutte famiglie, nonostante i militanti dei Family Day cerchino di richiamarsi all’articolo 29 della Costituzione italiana per legittimare come unica famiglia quella fondata sul matrimonio eterosessuale. Definitivamente sconfessati nella legislazione dall’approvazione della legge sulle unioni civili (legge 76/2016), lo erano già nella società dai comportamenti diffusi. Continua a leggere

L’universalità “relativa”: gestazioni, crimini e salute riproduttiva

surrogacydi Antonella Anselmo*

Paesi come il Regno Unito, il Canada e in parte gli Stati Uniti, dopo ampi dibattiti, hanno ammesso la surrogazione di maternità. Le leggi variano tra loro ma nella maggior parte dei casi l’Occidente legalizza la pratica se vi è la prova del “consenso consapevole e volontario” della gestante. Sono vietati gli abusi, le finalità commerciali e lo sfruttamento della donna. Fatti che purtroppo accadono frequentemente in altre parti del mondo, come in India o in Nepal, dove mancano specifiche normative. In gran parte dei Paesi Europei, tra cui l’Italia, il legislatore ha optato diversamente. La L.40/2004 punisce “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità”. La pena è la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro (art.12, comma 6). Non risultano però casi nel nostro territorio in cui il reato sia stato effettivamente commesso e quindi punito.

Oggi a Parigi si riunisce presso il Parlamento francese l’Assise per l’abolizione universale della maternità surrogata. In Italia alcuni parlamentari cattolici hanno lanciato l’allarme nel corso del dibattuto sulle unioni civili, proponendo l’inasprimento delle sanzioni e la previsione della GPA (Gestazione per altri) come reato universale. La proposta consiste nel punire direttamente coloro che accedono alla genitorialità mediante tale pratica, anche se avvenuta in modo lecito all’estero. Diviene irrilevante il consenso volontario e consapevole della gestante. Continua a leggere