Il Pulitzer per Farkhunda e tutte le altre

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(AP Photo/Massoud Hossaini, File) NYTCREDIT: Massoud Hossaini/Associated Press

di Francesca Caferri

Si chiamava Farkhunda, aveva 27 anni e credeva nella sua religione, l’Islam. Per questo se l’era presa con l’uomo che, in un santuario conosciuto come un luogo propizio per le donne che vogliono rimanere incinte, approfittava della fede di vecchie e giovani, estorcendo loro soldi. Finì che una folla di uomini la aggredì, la picchiò e poi la finì a sassate prima di trascinare il suo corpo legato ad un’auto nelle strade di Kabul. Senza che nessuno la fermasse. Tragico specchio della condizione femminile in un paese che per anni abbiamo raccontato come liberato e finalmente pronto a fare spazio alle donne.

Se la storia di questa ragazza è diventata famosa è grazie al lavoro di una giornalista che sin dai primi giorni dell’invasione americana dell’Afghanistan non ha mai smesso di puntare le luci sulle donne di questo paese. Continua a leggere