Dopo il 4 marzo c’è l’8 marzo

8-marzodi Giorgia Serughetti

È stato scritto che in queste elezioni hanno vinto le forze anti-europeiste e populiste, il cui segno identificativo sono l’anti-elitismo o il rifiuto dell’immigrazione. Si può considerare anche come la vittoria di un fronte anti-femminista? La risposta credo debba essere: in parte sì, in parte non si sa, ma il risultato potrebbe avere un impatto non da poco sulle battaglie delle donne e delle persone Lgbti. Al tempo stesso, la crisi verticale della rappresentanza a sinistra racconta qualcosa delle nuove sfide e compiti che si aprono davanti ai movimenti femministi. Continua a leggere

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Ringraziare gli uomini? Piuttosto alleanze

vettrianodi Giorgia Serughetti

C’è qualcosa di frettoloso nel salto che fa Barbara Stefanelli sul Corriere della Sera del 7 marzo: dal dire grazie a una donna (l’iniziativa #ringraziounadonna della 27esimaOra), che significa riconoscere e valorizzare le relazioni e le genealogie femminili, al dire grazie a un uomo. Ringraziare gli uomini, è l’invito della vicedirettrice del quotidiano di via Solferino: i padri, i compagni, i “capi” che non temono né ostacolano la libertà delle donne, ma la riconoscono, la amano, la valorizzano insieme alla capacità individuale e al merito.

È inevitabile avvertire un certo disagio: fin troppo spesso siamo state chiamate a dire grazie a degli uomini, per esempio per il fatto di “sceglierci” facendoci avanzare nelle carriere professionali, o universitarie, o in politica. La cooptazione è ancora largamente in mani maschili. Mentre la sfida è proprio scardinare il sistema di selezione verticale che vede le donne rompere il soffitto di cristallo solo grazie all’intercessione “benevola” di uomini che stanno al vertice. Così come nella vita privata va rotto il meccanismo che vede le donne dedicarsi alla cura per dovere, gli uomini invece con i loro tempi, come impegno residuale, per piacere (quando lo fanno). Insomma, nel #ringraziounuomo esiste il rischio di avvallare forme di paternalismo maschile. Per questo Luisa Pronzato ha raccolto voci pro e contro l’editoriale di ieri nel suo articolo di oggi Quel grazie agli uomini che divide. Continua a leggere