I “pro vita”, Rosie the Riveter e le fortune del femminismo

IMG_7847di Giorgia Serughetti

“Per la salute delle donne”: così si annuncia l’iniziativa di ProVita onlus in programma oggi a Palazzo Madama, alla presenza di senatori della Lega e di Fratelli d’Italia, sul tema “le gravi conseguenze dell’aborto sul piano psichico e sanitario”. La stessa sigla che la scorsa settimana firmava a Roma il maxi-manifesto (poi rimosso) che ritraeva un feto con le scritte “tu eri così a 11 settimane” e “ora sei qui perché la tua mamma non ti ha abortito”, uno degli attacchi pubblici più violenti degli ultimi anni alle donne che interrompono la gravidanza (seguito anche da un raid di Forza Nuova alla Casa internazionale delle donne di Roma), ora si presenta come paladina del benessere femminile. Continua a leggere

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Non torneremo alla clandestinità

casadonnestriscioneantiabortodi Cecilia D’Elia

Roma ferita due volte in poche ore. Prima il mega manifesto della associazione Provita su via Gregorio VII, poi, oggi, lo striscione all’ingresso della Casa internazionale delle donne: 194 strage di stato. I caratteri sono quelli noti, usati dall’estrema destra romana.

Si avvicinano i 40 anni della legge che ha legalizzato le interruzioni di gravidanza in Italia, e i toni si riaccendono, le crociate ripartono, le ideologie si rianimano. Continua a leggere

In quanto donna?

Presidenza-Senato-1279x853di Cecilia D’Elia

Una nuova geografia politica è stata configurata dal risultato delle urne il 4 marzo. Le forze che erano state protagoniste del bipolarismo italiano vedono il loro ruolo ridimensionarsi e nuovi leader si affermano decisamente nello scenario politico istituzionale. Scenario sempre più segnato da presenza femminile.

Quando Maria Elisabetta Alberti Casellati è diventata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente del Senato ho pensato alle lettrici e ai lettori di Nina e i diritti delle donne, al fatto che nei prossimi incontri nelle scuole avrei dovuto con loro riempire lo spazio bianco della scheda in appendice sul “alcune prime donne” in vari campi della vita politica e sociale. E mi sono subito detta meglio riempirlo, quello spazio, che lasciarlo ancora in bianco. Continua a leggere

Dopo il 4 marzo, appuntamento alla Casa

mary-poppins-voto-alle-donne-1518979374Martedì 20 marzo alle ore 18 si terrà un’assemblea pubblica alla Casa internazionale delle donne: 4 marzo punto e a capo

In vista di questo appuntamento, che la Casa internazionale delle donne ci ha proposto di promuovere insieme ad altre realtà, Gruppo del mercoledì, NUDM, noi di Femministerie ci siamo scambiate qualche prima riflessione e formulato alcune domande, che qui pubblichiamo:

  1. I temi della libertà femminile o della parità di genere sono stati del tutto assenti nel confronto elettorale. Eppure nel mondo le piazze sono occupate da movimenti guidate dalle donne, movimenti che mostrano la potenza che può avere il discorso femminista nell’interpretare la crisi economica e sociale, a partire da una visione del lavoro che assume per tutti le caratteristiche di insicurezza, mobilità, assoggettamento, dipendenza che sono state nei secoli tipicamente sperimentate dalle donne, dentro e fuori le mura domestiche. Indicano, inoltre, la possibilità di riconoscersi come uguali e differenti al di fuori delle linee di esclusione ed inclusione – che passano attraverso i confini, la cittadinanza, l’appartenenza etnica – tracciate dall’idea di “popolo” dei populisti.
  2. Le forze che hanno vinto le elezioni in Italia sono o dichiaratamente anti femministe o relativamente indifferenti ai temi dei diritti delle donne e del contrasto alla violenza di genere. Guardando al numero di donne elette, in base ai dati definitivi potrebbero arrivare a costituire il 35% dei parlamentari. A quale politica sono appassionate queste donne? Che relazione hanno con il femminismo?
  3. C’è una grande potenzialità nella riflessione femminista e nel ruolo che i femminismi possono svolgere, e nel dibattito pubblico internazionale sempre di più emerge questa consapevolezza. Ma tutto questo stenta a mostrarsi in Italia. Basti pensare a come da noi è stato letto il movimento #metoo, a come è stato denigrato e ridicolizzato, e presto accantonato come un tema di gossip relativo al mondo dei vip. E’ un problema solo di mass media – scandalosa ad esempio l’assenza di presenza femminile nelle maratone elettorali dei diversi canali televisivi, – e vecchie classi dirigenti o c’è qualcosa che riguarda più profondamente la società italiana? Che posto occupa oggi il femminismo? Quale ruolo può svolgere in questa fase di crescita di sentimenti sovranisti, identitari, ostili alle differenze e all’allargamento della sfera dei diritti?

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Dopo il 4 marzo c’è l’8 marzo

8-marzodi Giorgia Serughetti

È stato scritto che in queste elezioni hanno vinto le forze anti-europeiste e populiste, il cui segno identificativo sono l’anti-elitismo o il rifiuto dell’immigrazione. Si può considerare anche come la vittoria di un fronte anti-femminista? La risposta credo debba essere: in parte sì, in parte non si sa, ma il risultato potrebbe avere un impatto non da poco sulle battaglie delle donne e delle persone Lgbti. Al tempo stesso, la crisi verticale della rappresentanza a sinistra racconta qualcosa delle nuove sfide e compiti che si aprono davanti ai movimenti femministi. Continua a leggere

Sgomento, dolore e rabbia

latina497c97432b_59382422di Cecilia D’Elia

Prima lo sgomento e il fiato sospeso, a seguire quella che sembrava una trattativa possibile. Un uomo, il carabiniere Luigi Capasso, ha sparato alla moglie Antonietta Gargiulo, da cui si stava separando, quindi è entrato in casa dove le figlie di 8 e 14 anni stavano ancora dormendo e si è barricato dentro. Flebile la speranza che il peggio non sia ancora successo, mentre la moglie lotta tra la vita e la morte in ospedale.

Poi il dolore. Ha ucciso le figlie e si è suicidato. Una lingua antica – depositata in qualche angolo della memoria – mi fa sussurare più volte “povere creature”.

Poi la rabbia, mentre si ricostruiscono i pezzi un puzzle già visto. Una donna che sceglie di uscire dalla violenza, un uomo che non sopporta di essere lasciato. Continua a leggere

Contro il razzismo e contro il sessismo, ancora

sexism-and-racism-explained-0-www.imjussayin.com_di Giorgia Serughetti

A Macerata un uomo italiano di 28 anni, Luca Traini, ha compiuto un atto di terrorismo di matrice fascista e razzista, sparando e colpendo sei persone, tutte straniere, tutte di pelle nera. Il suo gesto, si dice, sarebbe una ritorsione per la morte di Pamela Mastropietro, di cui è accusato un cittadino nigeriano, Innocent Oseghale.

Nello stesso giorno, circola sui social l’immagine della testa decapitata di Laura Boldrini, accompagnata dalla scritta: “Sgozzata da un nigeriano inferocito. Questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici”. Macerata è la città della Presidente della Camera, ma il fatto avrebbe potuto accadere ovunque, perché Boldrini è da tempo diventata il simbolo dell’apertura ai migranti, dunque il bersaglio preferito di razzisti e sovranisti. Continua a leggere